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domenica 18 dicembre 2011

Orazio: Odi, Inverno godi il presente

Inverno: godi il presente (Carmina 1, 9)
"Guarda come sia candido il Soratte a causa dell'alta neve e come ormai non sostengono più il peso di essa le selve affaticate e vedi come i fiumi si siano bloccati per l'acuto gelo. Dissolvi il freddo ponendo con abbondanza la legna sul fuoco e versa con più abbondanza, o Taliarco, il vino puro di quattro anni dalla Sabina. Tutto il resto lascialo agli dei, qui gli dei non appena hanno placato i venti tempestosi sul mare in burrasca nè i cipressi nè i vecchi olmi sono più agitati." Non ci si può opporre al destino o al volere degli dei; ci si accontenta di una dimensione ritirata. "Ciò che è destinato a essere domani, non domandartelo, e ciò che ti darà la sorte in giorni contalo tra guadagni, né ragazzo disprezza i dolci amori né le danze fino a quando rimane lontana da te, giovane e forte, la brontolona vecchiaia. Adesso si cerchino le piazze e il campo Marzio si cerchino i lievi sussurri durante la notte e si cerchi il gradito riso della ragazza nell'angolo più appartato e si ricerchi il pegno strappato da un dito che resiste solo per finta."

lunedì 28 novembre 2011

Orazio: Satire, L'incontentabilità umana

Satire, L'incontentabilità umana (1,1-12,106-119)
Orazio vuole dare l'impressione di improvvisare nella sua scrittura ma alle spalle c'è un ampio "Labor lime".
Tutti nel mondo si lamentano, ma se tutti avessero ciò che vogliono si lamenterebbero lo stesso. "Est modus in rebus": ci vuole misura in tutte le cose; la vita deve restare entro determinati limiti. Ognuno è invidioso di altre condizioni che crede siano migliori ma arrivato a quelle vede sempre solamente i lati negativi della situazione.

Introduzione ad Orazio: vita, temi e opere

Compie un tentativo di vita epicurea anche nella scrittura; non filosoficamente come Lucrezio ma con tono più leggero. La sua poesia parla della saggezza in modo umano, semplice. Parla spesso del suo passato, in questo modo si hanno molte informazioni sulla sua biografia.
Nasce nel 65 a.C. a Venosa (nella zona della Lucania, una colonia romana); figlio di un liberto. Ha un buon rapporto con suo padre che capisce le potenzialità del figlio e molla le sue attività per portarlo nelle migliori scuole che poteva permettersi a Roma formandogli in questo modo un'ottima cultura. Orazio ammira molto il padre e nei suoi scritti dimentica la famiglia restante. Finiti gli studi completa i vari master dell'epoca ad Atene. Morto Cesare lui è a favore dei repubblicani (Bruto), entra nell'esercito ma nella battaglia di Filippi molla le armi e scappa. In futuro poi entrerà nella corte di Augusto (che lo stima molto ma lo prende in giro chiamandolo "il repubblicano"). Tornato a Roma dopo l'esperienza militare conosce Mecenate che lo osserva per un po' di mesi e poi lo invita nel suo circolo di poeti. Cerca di stare lontano dalla città: Mecenate quindi gli regala una villa fuori Roma dove Orazio cercherà di andare ad abitare il più possibile.
Produzione
La prima fase della sua produzione sono gli Epodi, testi in cui prende posizione durante le guerre civili. Arrivata l'età di Augusto si dedica alle Satire (testi in tono molto garbato su temi comuni, le contraddizioni sono su azioni anche banali) e alla poesia lirica; della poesia si ricordano "Le Odi": raccolta di tutte le sue poesie con metriche diverse. Le Satire sono dei discorsi, delle chiaccherate, "Sermones"; nelle poesie invece usa un tono più alto. Le "Epistolae" riprendono la tecnica più leggera delle Satire: la più importante è l' "Ars poetica" dove spiega come deve essere la poesia. Nelle odi ci sono inni ad Augusto che però non fanno propaganda diretta ma parlano dei suoi temi classici: saggezza, tranquillità dell'animo, giusto mezzo. Il Carmen Seculare è una poesia ufficiale che scriveva il più grande poeta del momento (in onore ad una festività religiosa che avveniva una volta ogni 100 anni): il tema era religioso e si inneggiava alla grandezza di Roma. Orazio è insignito di quest'onore e quest'opera può essere considerata l'unica opera di vera propaganda scritta da Orazio. Orazio morirà pochi mesi dopo la morte di Mecenate.