I cavalieri e il loro potere militare
I cavalieri quando è necessario e scoppia qualche guerra (accadeva quasi continuamente prima di Cesare sia che attaccassero che si difendessero) tutti partecipano alla guerra; i cavalieri più sono ricchi/importanti più hanno vassalli e sostenitori (clientes: anche questa è una interpretatio). Per i cavalieri conta solo avere questa cerchia di ambactos (specie di vassalli).
Usanze religiose dei galli
È presente l'idea di scambio di una vita per un'altra (sacrificano specialmente criminali o malati terminali).
Gli dei gallici, assimilati alle divinità romane
Cesare scrive direttamente i nomi delle divinità romane più simili a quelle galliche.
Altre consuetudini dei galli: rapporti tra padri e figli
I galli dicono di essere discesi tutti dal padre Dite e dicono che ciò è stato tramandato dai druidi. Poiché discendono da un dio degli inferi iniziano la giornata al tramonto dormendo; i romani iniziavano all'alba; i galli calcolano il tempo dal numero delle notti. Il giorno della nascita e gli inizi di mese e anno lo calcolano in modo che il giorno sussegua alla notte. Nelle altre consuetudini differiscono dagli altri popoli in ciò: i galli non sopportano che i loro figli si avvicinino in pubblico se non quando sono cresciuti tanto da poter fare servizio militare, considerano sconveniente che il figlio stia in compagnia del padre nell'età puerile.
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sabato 15 ottobre 2011
Usanze tipiche del popolo gallico
Druidi: la preparazione scolastica
I privilegi, la preparazione e la dottrina dei druidi
I druidi sono esonerati dalla guerra e dalle tasse; hanno l'immunità anche sugli altri doveri. Spinti da questi vantaggi molti si recano alla scuola dei druidi di propria volontà od obbligati dei genitori. Si dice che lì si impari un gran numero di versi e si rimane a scuola per 20 anni; non ritengono sia lecito (fas) tramandare saperi attraverso la scrittura anche se sia nel campo pubblico che privato usano l'alfabeto greco. Il fatto che tramandino a memoria sembra a Cesare che i druidi abbiano istituito questa modalità per due motivi: primo, non vogliono che i contenuti del loro sapere vengano a conoscenza del volgo secondo, coloro che confidano nella scrittura non sviluppano la memoria (riferimento agli aedi greci, Socrate); in questo modo si viene a perdere ciò che è da tramandare. Per prima cosa vogliono sostenere che le anime non muoiono ma si trasmettono da un corpo all'altro e ritengono che ciò inciti al coraggio poiché non si teme più la morte. Inoltre tramandano molte cose sui cieli, sulla grandezza del mondo, sulla natura e discutono sulla potenza degli dei.
I druidi sono esonerati dalla guerra e dalle tasse; hanno l'immunità anche sugli altri doveri. Spinti da questi vantaggi molti si recano alla scuola dei druidi di propria volontà od obbligati dei genitori. Si dice che lì si impari un gran numero di versi e si rimane a scuola per 20 anni; non ritengono sia lecito (fas) tramandare saperi attraverso la scrittura anche se sia nel campo pubblico che privato usano l'alfabeto greco. Il fatto che tramandino a memoria sembra a Cesare che i druidi abbiano istituito questa modalità per due motivi: primo, non vogliono che i contenuti del loro sapere vengano a conoscenza del volgo secondo, coloro che confidano nella scrittura non sviluppano la memoria (riferimento agli aedi greci, Socrate); in questo modo si viene a perdere ciò che è da tramandare. Per prima cosa vogliono sostenere che le anime non muoiono ma si trasmettono da un corpo all'altro e ritengono che ciò inciti al coraggio poiché non si teme più la morte. Inoltre tramandano molte cose sui cieli, sulla grandezza del mondo, sulla natura e discutono sulla potenza degli dei.
Il potere dei Druidi in Gallia
Classi sociali in Gallia e potere dei druidi
In Gallia ci sono due classi che si distinguono: i cavalieri e i druidi. I plebei galli sono quasi degli schiavi di cui non viene tenuto conto nelle decisioni. Quando sono oppressi o da debito (aere alieno) o dalle tasse o dall'ingiustizia dei potenti, sono in servitù ai nobili che hanno contro loro gli stessi diritti che su un servo. Nel paragrafo 4 "illi" è riferito ai druidi perché più lontani dalla frase; i druidi sovrintendono alle cose divine, si occupano dei sacrifici pubblici e privati. Un gran numero di giovani accorre dai druidi per imparare. Decidono nelle controversie, se è avvenuto un omicidio, o altri problemi/delitti, stabiliscono chi ha ragione e le condanne; se qualcuno non accetta le loro decisioni viene interdetto dai sacrifici (cosa molto grave, equivalente di una scomunica). Coloro che sono stati interdetti sono considerati tra gli empi e gli scellerati. Tutti si allontanano da loro per non ricevere guai dal "contagio"; non gli viene resa giustizia, ne viene messo in comune nulla (bottino di guerra). Tra tutti questi druidi uno è considerato il sommo che ha autorità sugli altri. Quando questo muore se qualcuno tra gli altri eccelle gli succede, se ci sono più candidati viene eletto il successore dai druidi; spesso risolvono la questione con le armi. I druidi ogni 100 anni si riuniscono nella regione dei Carnuti che è ritenuta al centro della Gallia. Tutti coloro che hanno controversie vanno in questo luogo per risolverle. La disciplina dei druidi si ritiene sia stata inventata in Britannia e poi portata in Gallia.
In Gallia ci sono due classi che si distinguono: i cavalieri e i druidi. I plebei galli sono quasi degli schiavi di cui non viene tenuto conto nelle decisioni. Quando sono oppressi o da debito (aere alieno) o dalle tasse o dall'ingiustizia dei potenti, sono in servitù ai nobili che hanno contro loro gli stessi diritti che su un servo. Nel paragrafo 4 "illi" è riferito ai druidi perché più lontani dalla frase; i druidi sovrintendono alle cose divine, si occupano dei sacrifici pubblici e privati. Un gran numero di giovani accorre dai druidi per imparare. Decidono nelle controversie, se è avvenuto un omicidio, o altri problemi/delitti, stabiliscono chi ha ragione e le condanne; se qualcuno non accetta le loro decisioni viene interdetto dai sacrifici (cosa molto grave, equivalente di una scomunica). Coloro che sono stati interdetti sono considerati tra gli empi e gli scellerati. Tutti si allontanano da loro per non ricevere guai dal "contagio"; non gli viene resa giustizia, ne viene messo in comune nulla (bottino di guerra). Tra tutti questi druidi uno è considerato il sommo che ha autorità sugli altri. Quando questo muore se qualcuno tra gli altri eccelle gli succede, se ci sono più candidati viene eletto il successore dai druidi; spesso risolvono la questione con le armi. I druidi ogni 100 anni si riuniscono nella regione dei Carnuti che è ritenuta al centro della Gallia. Tutti coloro che hanno controversie vanno in questo luogo per risolverle. La disciplina dei druidi si ritiene sia stata inventata in Britannia e poi portata in Gallia.
Divisioni nella società gallica
Capillarità delle fazioni nella società gallica
Cesare fa una pausa sulla narrazione delle battaglie e comincia a descrivere la società gallica. I galli sono divisi in fazioni (città-stato) anche in famiglia che è una debolezza; i principes sono i capi villaggio. Questi capi istituiti anticamente servivano alla plebe come aiuto contro soprusi; chiamandoli plebei compie un "interpretatio" poiché la gente povera gallica aveva altre caratteristiche, ma erano simili ai plebei di Roma. I principi non accettavano che si facesse del male propri plebei e se li trascuravano perdevano autorità. Questo modo di fare è in tutta la Gallia: tutte le città sono divise in due partiti (Sequani, Edui). Cesare scrive questi passi anche per dare un'idea di come governare i galli quando saranno sotto il dominio romano.
I numeri che compaiono a fianco al testo non sono i versi originali dell'opera ma sono i paragrafi introdotti con la stampa.
Cesare fa una pausa sulla narrazione delle battaglie e comincia a descrivere la società gallica. I galli sono divisi in fazioni (città-stato) anche in famiglia che è una debolezza; i principes sono i capi villaggio. Questi capi istituiti anticamente servivano alla plebe come aiuto contro soprusi; chiamandoli plebei compie un "interpretatio" poiché la gente povera gallica aveva altre caratteristiche, ma erano simili ai plebei di Roma. I principi non accettavano che si facesse del male propri plebei e se li trascuravano perdevano autorità. Questo modo di fare è in tutta la Gallia: tutte le città sono divise in due partiti (Sequani, Edui). Cesare scrive questi passi anche per dare un'idea di come governare i galli quando saranno sotto il dominio romano.
I numeri che compaiono a fianco al testo non sono i versi originali dell'opera ma sono i paragrafi introdotti con la stampa.
Introduzione a Cesare scrittore latino
Cesare
Nasce da famiglia ricca ma milita nei "populares"; instaura un saldo rapporto con Pompeo (grande generale) e Crasso (molto ricco). Primo triunvirato e Cesare conquista la Gallia in modo tale che l'esercito sia con lui. Torna in Italia per farsi rieleggere ma Crasso è morto e Pompeo lo osteggia. Decide di scendere oltre il Rubicone con l'esercito e scatena una guerra civile. Pompeo si nasconde in Egitto seguito da Cesare; Tolomeo decide di appoggiare Cesare e uccide Pompeo. Cesare conosce Cleopatra che in cambio della compagnia gli chiede di eliminare Tolomeo (suo sposo e fratello). Nel 45 a.C. torna a Roma e prende un potere quasi imperiale; ucciso l'anno dopo, prende il suo posto Ottaviano.
Considerato da Svetonio il vero primo imperatore prima di Augusto. Scrisse molte opere anche di grammatica (la sua grammatica era priva di eccezioni: se c'è una regola si segue quella); le sue opere: "Commentarium de bello gallico" e il "Commentarium de bello civili". Nel mondo romano la storia è un racconto che ha lo scopo di fare bella letteratura; nel caso di Cesare le sue opere "commentarium" sono una sintesi di cosa avveniva come in un diario. Forse pensava di scrivere degli appunti per un'opera successiva ma vista la tecnica degli scritti a nessuno venne in mente di rieditarli.
Nasce da famiglia ricca ma milita nei "populares"; instaura un saldo rapporto con Pompeo (grande generale) e Crasso (molto ricco). Primo triunvirato e Cesare conquista la Gallia in modo tale che l'esercito sia con lui. Torna in Italia per farsi rieleggere ma Crasso è morto e Pompeo lo osteggia. Decide di scendere oltre il Rubicone con l'esercito e scatena una guerra civile. Pompeo si nasconde in Egitto seguito da Cesare; Tolomeo decide di appoggiare Cesare e uccide Pompeo. Cesare conosce Cleopatra che in cambio della compagnia gli chiede di eliminare Tolomeo (suo sposo e fratello). Nel 45 a.C. torna a Roma e prende un potere quasi imperiale; ucciso l'anno dopo, prende il suo posto Ottaviano.
Considerato da Svetonio il vero primo imperatore prima di Augusto. Scrisse molte opere anche di grammatica (la sua grammatica era priva di eccezioni: se c'è una regola si segue quella); le sue opere: "Commentarium de bello gallico" e il "Commentarium de bello civili". Nel mondo romano la storia è un racconto che ha lo scopo di fare bella letteratura; nel caso di Cesare le sue opere "commentarium" sono una sintesi di cosa avveniva come in un diario. Forse pensava di scrivere degli appunti per un'opera successiva ma vista la tecnica degli scritti a nessuno venne in mente di rieditarli.
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