Il mosaico
Il termine mosaico deriva dal latino medievale Musàicus a sua volta derivante da musa; è soprattutto tra il 4º e il 5º secolo che la tecnica del mosaico diventa la più diffusa in Roma e nei territori dell'impero per decorare parimenti (litostrato: Lithos = pietra, stronnymi = ricoprire). I mosaici romani impiegavano soprattutto pietre dure e ciottoli di forma parallelepipeda detti tessere. Nel 1º secolo d.C. iniziano a diffondersi tessere in pasta vitrea; i colori a disposizione aumentano enormemente con l'uso del mosaico a pasta vitrea in quanto era sufficiente aggiungere al vetro un pigmento colorante in quantità variabili per ottenere intensità diverse di una stessa tinta. Nasce l'impiego di tessere a fondo dorato e argentato ottenute con la sovrapposizione di una sottilissima lamina d'oro o d'argento fra due colate di vetro. Il luogo intanto ha profonde innovazioni nell'effetto della decorazione musica. Le tessere si immergevano nell'intonaco fresco che veniva via via applicato al di sopra di un sottofondo sul quale il soggetto da rappresentare era stato precedentemente disegnato o inciso. Poiché spesso i mosaici erano situati in posizioni distanti dall'occhio dell'osservatore l'artista poteva sfruttare la posa in opera non uniformemente liscia delle tessere, al fine di ottenere particolari effetti di luce con riflessi variamente colorati ed ombre. Al risultato finale partecipava anche il piccolo vuoto che a volte veniva lasciato intenzionalmente tra una tessera ed un'altra: spesso il mosaico si sovrapponeva ad un dipinto vero e proprio. In quel caso le tessere d'oro erano collocate su un fondo rosso, colore che diveniva visibile negli interstizi tra una tessera e l'altra rafforzando ed esaltando l'effetto della doratura. Dopo avere disegnato con piccole tessere le sagome delle figure si riempivano gli spazi fra una e l'altra secondo filari pressoché orizzontali, ma per ottenere effetti speciali la disposizione delle tessere poteva anche seguire altre regole. Le tessere impiegate non erano tutte delle stesse dimensioni: per esempio quelle utilizzate per rappresentare la pelle dei corpi erano più piccole delle altre; questo permetteva di giocare maggiormente sulle sfumature.
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domenica 18 settembre 2011
L'architettura romanica a Pisa: Campo dei Miracoli
Introduzione generale
Tra il 1150 e l'inizio del 1200 la repubblica marinara di Pisa accumula notevoli ricchezze per dimostrare la sua potenza decide di edificare un'area religiosa vicino al centro storico. L'area scelta è piuttosto vasta ed il metodo utilizzato è assolutamente innovativo.
Planimetria
La forma tradizionale della piazza dall'agorà greca in poi è sempre stata determinata da una figura geometrica riconoscibile definita nel suo perimetro da costruzioni e da edifici eretti nel corso del tempo. Il Campo dei Miracoli a Pisa invece segue un principio del tutto innovativo perché gli elementi di unitarietà dell'area sono altri.
Caratteri d'unitarietà
Utilizzo di un unico materiale: per il rivestimento delle facciate di tutti i 4 edifici viene utilizzato il marmo bianco di Carrara, estremamente costoso anche all'epoca.
Uso dell'arco a tutto sesto (nelle due varianti aperta e cieca).
Analisi statica del campanile (torre pendente)
Tra il 1150 e l'inizio del 1200 la repubblica marinara di Pisa accumula notevoli ricchezze per dimostrare la sua potenza decide di edificare un'area religiosa vicino al centro storico. L'area scelta è piuttosto vasta ed il metodo utilizzato è assolutamente innovativo.
Planimetria
La forma tradizionale della piazza dall'agorà greca in poi è sempre stata determinata da una figura geometrica riconoscibile definita nel suo perimetro da costruzioni e da edifici eretti nel corso del tempo. Il Campo dei Miracoli a Pisa invece segue un principio del tutto innovativo perché gli elementi di unitarietà dell'area sono altri.
Caratteri d'unitarietà
Utilizzo di un unico materiale: per il rivestimento delle facciate di tutti i 4 edifici viene utilizzato il marmo bianco di Carrara, estremamente costoso anche all'epoca.
Uso dell'arco a tutto sesto (nelle due varianti aperta e cieca).
Analisi statica del campanile (torre pendente)
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| torre pendente di Pisa |
La costruzione della torre prevede la distribuzione del vettore peso lungo l'asse baricentro della struttura geometrica: condizione essenziale è che le forze alla base siano uguali e contrarie al peso.
Subito dopo la costruzione i vettori della resistenza del terreno si sono modificati (cedimento differenziale): questo comporta una scomposizione vettoriale della forza gravante sul baricentro introducendo una componente di instabilità laterale.
Per bloccare la rotazione vengono inseriti dei pistoni meccanici nella fondazione per riequilibrare le forze della base. Contemporaneamente viene aggiunta una forza opposta alla componente laterale instabile. La soluzione adottata blocca la rotazione ma non riporta la struttura nello stato iniziale.
Subito dopo la costruzione i vettori della resistenza del terreno si sono modificati (cedimento differenziale): questo comporta una scomposizione vettoriale della forza gravante sul baricentro introducendo una componente di instabilità laterale.
Per bloccare la rotazione vengono inseriti dei pistoni meccanici nella fondazione per riequilibrare le forze della base. Contemporaneamente viene aggiunta una forza opposta alla componente laterale instabile. La soluzione adottata blocca la rotazione ma non riporta la struttura nello stato iniziale.
Analisi delle lastre di Wiligelmo del Duomo di Modena
Schema generale
Il tema iconografico presente nelle lastre è la rappresentazione del libro della genesi diviso in numerose scene. Wiligelmo adopera uno schema costante per la rappresentazione dividendo le lastre di pietra in due parti distinte: la parte superiore divisa in archetti (con numero variabile da 9 a 11) serve a dare ordine alle scene contenute nella parte inferiore (maggiore è il numero di archi, maggiore è l'importanza della scena).
Prima lastra:
Il tema iconografico presente nelle lastre è la rappresentazione del libro della genesi diviso in numerose scene. Wiligelmo adopera uno schema costante per la rappresentazione dividendo le lastre di pietra in due parti distinte: la parte superiore divisa in archetti (con numero variabile da 9 a 11) serve a dare ordine alle scene contenute nella parte inferiore (maggiore è il numero di archi, maggiore è l'importanza della scena).
Prima lastra:
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| 1° Lastra di Wiligelmo a Modena |
Nella 1ª scena viene rappresentato Dio in una cornice sorretto da due angeli: Dio tiene in mano un libro con il verbo creatore: "lux ego sum mundi, via verax, vita perennis".
Nella 2ª scena si rappresenta la creazione di Adamo e quindi Dio viene scolpito con i piedi poggiati per terra dato che fa un'azione.
La creazione di Eva: Adamo è rappresentato inclinato perché appoggiato ad una roccia dalla quale sgorga il fiume.
Il peccato originale: con questa scena termina l'equilibrio del paradiso terrestre e ci si ricollega idealmente all'inizio della seconda lastra.
Nella 2ª scena si rappresenta la creazione di Adamo e quindi Dio viene scolpito con i piedi poggiati per terra dato che fa un'azione.
La creazione di Eva: Adamo è rappresentato inclinato perché appoggiato ad una roccia dalla quale sgorga il fiume.
Il peccato originale: con questa scena termina l'equilibrio del paradiso terrestre e ci si ricollega idealmente all'inizio della seconda lastra.
Seconda lastra:
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| 2° Lastra di Wiligelmo a Modena |
Dio scopre i peccatori e li rimprovera (da destra verso sinistra).
Dio caccia i peccatori dal paradiso terrestre (tra la prima e la seconda scena c'è una forte simmetria esterna).
Adamo ed Eva costretti a lavorare (la scena occupa quattro archi e quindi l'albero diviene l'elemento di simmetria compositiva della scena stessa).
Dio caccia i peccatori dal paradiso terrestre (tra la prima e la seconda scena c'è una forte simmetria esterna).
Adamo ed Eva costretti a lavorare (la scena occupa quattro archi e quindi l'albero diviene l'elemento di simmetria compositiva della scena stessa).
Terza lastra:
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| 3° Lastra di Wiligelmo a Modena |
La 1ª scena mostra i due fratelli ancora in armonia: e infatti stanno offrendo un agnello ed un fascio di grano a Dio che è posto dentro una cornice. Egli tiene in mano un libro con una scritta significativa: "qui seguitur me non ambulat in tenebris". La posizione centrale di Dio testimonia una simmetria interna che unisce ancora i due fratelli.
Caino uccide Abele: la scena è rappresentata in maniera realistica (visibile nei volti dei personaggi).
Dio rimprovera Caino e lo condanna: "ubi est Abel frater tuus?". Quest'interrogativo e condanna avranno degli effetti visibili nella prima scena della quarta lastra.
Caino uccide Abele: la scena è rappresentata in maniera realistica (visibile nei volti dei personaggi).
Dio rimprovera Caino e lo condanna: "ubi est Abel frater tuus?". Quest'interrogativo e condanna avranno degli effetti visibili nella prima scena della quarta lastra.
Quarta lastra:
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| 4° Lastra di Wiligelmo a Modena |
La 1ª scena descrive la realizzazione della volontà divina in Caino: la freccia viene scoccata da un cieco e la mano di Dio la indirizza verso Caino: in punto di morte Caino si aggrappa con una mano all'albero (simbolo della possibilità di salvezza divina).
L'arca di Noè è presentata come una basilica con archi a tutto sesto (questa scena ha simmetria sia interna che esterna).
Noè esce dall'arca con i tre figli: si realizza la possibilità di salvezza che Dio aveva offerto nella prima scena.
L'arca di Noè è presentata come una basilica con archi a tutto sesto (questa scena ha simmetria sia interna che esterna).
Noè esce dall'arca con i tre figli: si realizza la possibilità di salvezza che Dio aveva offerto nella prima scena.
Il romanico a Modena: il Duomo
Il Duomo di Modena
La facciata del Duomo di Modena è impostata con un sistema architettonico di tripartizione a salienti (l'architetto responsabile della costruzione è Lanfranco mentre l'autore delle lastre esterne è Wiligelmo). La disposizione esterna della facciata corrisponde alle tre navate interne: le parti laterali hanno un primo ordine di archi a tutto sesto ulteriormente suddivisi al loro interno con tre archi più piccoli.
Al centro troviamo una struttura nuova ed importante: il protiro d'ingresso. Esso ha la funzione di mediare fra l'esterno pubblico e l'interno privato della Chiesa (si stacca quindi dalla superficie della facciata stessa). Sopra il protiro viene disegnato un rosone monomaterico per dare luce alla navata centrale. Tutta la facciata è stata costruita utilizzando pietra bianca con blocchi di grandi dimensioni.
La facciata del Duomo di Modena è impostata con un sistema architettonico di tripartizione a salienti (l'architetto responsabile della costruzione è Lanfranco mentre l'autore delle lastre esterne è Wiligelmo). La disposizione esterna della facciata corrisponde alle tre navate interne: le parti laterali hanno un primo ordine di archi a tutto sesto ulteriormente suddivisi al loro interno con tre archi più piccoli.
Al centro troviamo una struttura nuova ed importante: il protiro d'ingresso. Esso ha la funzione di mediare fra l'esterno pubblico e l'interno privato della Chiesa (si stacca quindi dalla superficie della facciata stessa). Sopra il protiro viene disegnato un rosone monomaterico per dare luce alla navata centrale. Tutta la facciata è stata costruita utilizzando pietra bianca con blocchi di grandi dimensioni.
Concetti generali dell'arte romanica
Introduzione generale
L'arte romanica si sviluppa a partire dai primi decenni dell'anno 1000 fino agli inizi del 1200. Il cristianesimo ormai diffuso e comune a tutta l'Europa provoca uno spostamento considerevole dei pellegrini che volevano visitare i luoghi sacri: si crea così un movimento di persone e di idee che parte dalla Spagna attraversa la Francia, la Germania, l'Italia giungendo a Gerusalemme. In questa maniera le chiese pur essendo ovviamente diverse hanno delle caratteristiche comuni tra di loro.
Caratteristiche fondamentali del romanico
Arco a tutto sesto di matrice romana
Soprattutto in Germania e nel Nord della Francia vengono utilizzati schemi di copertura che prevedono la volta a botte in pietra derivata dall'arco romano.
Prevalenza dei pieni sui vuoti
Nell'arte romanica viene utilizzato un sistema strutturale di tipo lineare continuo formato generalmente da grossi blocchi di pietra (si contrappone al sistema protocristiano di tipo puntiforme).
Sezione dei muri portanti
Il grande spessore del muro consente la creazione di nicchie dedicate al culto dei santi secondari.
Apparato scultoreo esterno alla Chiesa
Durante il periodo romanico vengono posizionate numerose sculture all'esterno delle chiese. Generalmente vengono poste nella facciata principale e sono collegate in modo logico tra di loro per formare un racconto narrativo. Infatti la comunicazione in quell'epoca poteva avvenire tramite un codice non scritto in quanto la maggior parte della popolazione era analfabeta.
La cripta sotterranea
In quest'epoca si comincia a costruire la cripta sotterranea che contiene le reliquie (oggetti appartenuti ai santi) trasportate dai pellegrini nei loro viaggi. Si tratta di un luogo quindi piuttosto protetto per evitare eventuali furti.
L'arte romanica si sviluppa a partire dai primi decenni dell'anno 1000 fino agli inizi del 1200. Il cristianesimo ormai diffuso e comune a tutta l'Europa provoca uno spostamento considerevole dei pellegrini che volevano visitare i luoghi sacri: si crea così un movimento di persone e di idee che parte dalla Spagna attraversa la Francia, la Germania, l'Italia giungendo a Gerusalemme. In questa maniera le chiese pur essendo ovviamente diverse hanno delle caratteristiche comuni tra di loro.
Caratteristiche fondamentali del romanico
Arco a tutto sesto di matrice romana
Soprattutto in Germania e nel Nord della Francia vengono utilizzati schemi di copertura che prevedono la volta a botte in pietra derivata dall'arco romano.
Prevalenza dei pieni sui vuoti
Nell'arte romanica viene utilizzato un sistema strutturale di tipo lineare continuo formato generalmente da grossi blocchi di pietra (si contrappone al sistema protocristiano di tipo puntiforme).
Sezione dei muri portanti
Il grande spessore del muro consente la creazione di nicchie dedicate al culto dei santi secondari.
Apparato scultoreo esterno alla Chiesa
Durante il periodo romanico vengono posizionate numerose sculture all'esterno delle chiese. Generalmente vengono poste nella facciata principale e sono collegate in modo logico tra di loro per formare un racconto narrativo. Infatti la comunicazione in quell'epoca poteva avvenire tramite un codice non scritto in quanto la maggior parte della popolazione era analfabeta.
La cripta sotterranea
In quest'epoca si comincia a costruire la cripta sotterranea che contiene le reliquie (oggetti appartenuti ai santi) trasportate dai pellegrini nei loro viaggi. Si tratta di un luogo quindi piuttosto protetto per evitare eventuali furti.
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