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mercoledì 23 marzo 2011

Eneide - Canto 4 riassunto

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Enea era ospite di Didone con tutti i suoi; un giorno Giunone li fa partecipare ad una battuta di caccia (in questa scena Virgilio li presenta minuziosamente: Enea è simile ad un essere eccezionale in quanto a potenza e aspetto, Didone è molto raffinata e rappresenta il sovrano orientale). La fuga di Enea sarà la causa delle guerre puniche che porteranno alle guerre civili che si concluderanno con l'impero di Augusto. Nella descrizione di Didone, Virgilio si sofferma sul fatto che i romani non possono unirsi ad un tipo di sovrano come questo (Didone era la Cleopatra dell'epoca).
Arriva una tempesta e i due si proteggono in una grotta dove alla fine si uniscono. Entra in scena la fama che porta in giro la notizia (viene descritto come un grande uccello con tanti occhi quanti becchi) anche agli altri pretendenti che preparano quindi la guerra al regno di Cartagine. Giove manda Mercurio per ordinare ad Enea di partire a fondare la città che sarebbe divenuta Roma. Didone quindi parla per l'ultima volta con Enea.


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Eneide - Canto 4 inizio

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Canto 4, versi I-XXX
Giunone cerca di far mettere insieme Enea e Didone in modo tale che Enea non fondi Roma che poi distruggerà Cartagine. Enea era rappresentato sulle pareti del palazzo di Cartagine per le sue imprese.
Il quarto canto è una tragedia: Didone ha fatto un giuramento d'amore dopo la morte del marito ma è anche innamorata di Enea (un eroe degno d'amore). La tragedia è sempre contrapposta fra due principi giusti entrambi.
"La regina già ferita alimenta la sua ferita e si tormenta per un fuoco nascosto nelle sue vene." L'immagine della ferita e del fuoco ritornano nel finale del quarto canto con il suicidio di Didone."Continua a pensare la grande virtù di Enea e l'onore della sua gente (di Enea), le restano nel cuore il volto e le parole di Enea, l'affanno impedisce alle sue membra di trovare quiete. Dopo che l'aurora di Apollo illuminando le terre nuove scaccia l'ombra dal molo, in questo momento la donna malata d'amore parla alla sorella che è una sola anima con lei: << Anna, sorella, quali insonnie spaventano me che sono sospesa, quale ospite è arrivato presso noi portando con sé un viso così straordinario e così forte di armi. Credo certamente che sia di stirpe di dei. Il timore tiene lontani gli animi ignobili. Da quali destini egli è stato perseguitato! Quali guerre sostenute raccontava! Se a me nell'animo non fosse fissa la volontà di non unirmi a nessuno dopo che il primo amore mi lasciò con la morte, se non odiassi il talamo forse avrei potuto soccombere solo a lui. Anna, dopo il destino del misero console Sicheo, e dopo i penati del fratello, solo questo (Enea) mi ha mosso. Conosco i segni dell'antica fiamma. A me prima la terra si spalanchi o Giove mi fulmini prima che violi il giuramento. Lui (Sicheo) si è portato via i miei amori; costui mi abbia con sé e si conservi nel sepolcro. >> così parlò e riempì il seno di lacrime". La sorella risponde che al marito morto non importa più il giuramento in quanto lui è morto e le consiglia di mettersi con Enea anche per proteggersi dai confinanti che in passato erano stati suoi pretendenti e non avevano preso bene il suo rifiuto.


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domenica 20 marzo 2011

La giustizia nell'illuminismo

Nessuno tocchi Caino (Beccaria)
Beccaria è famoso per la sua critica alla tortura e alla pena di morte analizzate sotto la luce della ragione. Il primo Stato ad abolire la pena di morte è la Toscana.
La morte è utile? All'epoca il suicidio era reato quindi nemmeno i singoli avevano il diritto sulla loro vita, come poteva averne quindi lo Stato? La pena di morte è ammissibile solo se utile alla stabilità dello Stato (colpi di Stato, rivoluzioni, etc); un altro motivo può essere per evitare che i crimini (in una situazione di relativa pace). Se uno è determinato a commettere un crimine la pena di morte non lo frena, è la certezza della pena che ferma i crimini. Le argomentazioni di Beccaria erano inimmaginabili per la sua epoca; ogni epoca ha i suoi paradigmi di mentalità.

Le buone ragioni della tolleranza (Voltaire)

Il trattato sulla tolleranza è stato scritto in occasione di un processo in cui un padre è accusato di aver ucciso il figlio per motivi religiosi. Voltaire è convinto dell'innocenza del protestante Jean Calas e scrive questo opuscolo per sostenere la sua idea pratica: Jean è un capro espiatorio poiché di diversa religione. Voltaire afferma che è insensato pensare che Dio abbia solo un piccolo popolo come preferito per tutto l'universo. Un altro punto è l'inquisizione che pretende di parlare e agire nel volere di Dio; con che diritto si effettua ciò? Inoltre se negli affari non si guarda distinzione di religione, perché bisogna farlo in altri ambiti della vita relazionale? Inoltre volge una critica a coloro cui bastano le cerimonie e non l'essenza della vita che si pratica. Voltaire invita i suoi simili ad essere veramente in pace tra loro; non bisogna combattere per ciò che non si conosce.

Divulgazione della conoscenza nell'illuminismo

Nell'Illuminismo è molto importante divulgare il pensiero razionale; i mezzi potevano essere: libri, riviste, enciclopedia (a fascicoli).

Il primo numero del "caffè" (Verri)
Il "Caffè" è un foglio di stampa che conterrà cose dirette alla pubblica utilità. Si sospende la stampa se il pubblico non legge; si cercherà di scrivere cose utili alla pratica. Perché si è scelto il nome del caffè? L'idea nasce da una bottega di caffè a Milano: un luogo in cui ci si ferma e si discute. La rivista pubblicherà idealmente i discorsi nati da questo tipo di ambiente in cui ci si può informare (attraverso i giornali) e confrontare le proprie idee.

La rivalutazione delle "arti meccaniche" (Diderot)
Prefazione all'enciclopedia in cui si dà valore alle arti meccaniche finora l'ultimo tassello delle arti. Le varie forme di scienza devono completarsi a vicenda e divulgare le conoscenze ottenute. Coloro che hanno una conoscenza puramente pratica non riescono a spiegare i processi che utilizzano. Le macchine devono aiutare la produzione e maggiorarla (ci sono molti esperimenti in agricoltura per capire quali sono le sementi migliori).
L'enciclopedia è molto metodica per ogni argomento; per le arti si è trattato: della materia, dei prodotti, dei meccanismi singoli e d'insieme, delle manovre dell'artigiano, dei termini specifici. Ci sono numerose figure esplicative (una figura spiega meglio un argomento rispetto ad un testo).

La società nell'illuminismo

La divisione dei poteri (Montesquieu)
Montesquieu afferma che il cittadino deve essere libero anche dalle oppressioni dello Stato; lo stato sovrano può opprimere il suddito con la somma dei tre poteri. È necessario che i tre poteri siano in lotta tra loro in modo tale che si controllino a vicenda. I sovrani assoluti sono tali poiché il potere è in loro e non devono rendere conto a nessuno. Nell'ideale di Montesquieu il potere legislativo doveva essere svolto da un'assemblea rappresentativa.

Società e libertà (Rousseau)
Rousseau ritiene molto importante nello spiegare l'uomo i sentimenti. La civiltà limita la libertà del singolo perché si vive in comunità. Nel contratto sociale afferma che la forma di società di base è la famiglia che è temporanea: dopo che i figli sono allevati la famiglia può sciogliersi. Il padre è come il sovrano (che però governa per amore), il sovrano normale governa per il piacere di farlo. Secondo Rousseau, Hobbes sbaglia, infatti coloro che sono schiavi potrebbero rivoltarsi grazie alla loro volontà. Per natura gli uomini sono liberi; se non lo sono la colpa è di un atto di forza illegale a cui si può rispondere con la rivolta del popolo.