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venerdì 5 agosto 2011

Parini - Il Giorno, La vergine cuccia

Il giorno
Il nobile è visto come un semidio, il precettore è un umile servo: le caratteristiche sono estremizzate. Anche il linguaggio è estremizzato nella sua antichità.
 

Una dama animalista: la vergine cuccia
Si è ad un banchetto; interviene un vegetariano, si parla dell'amore per gli animali e si finisce a parlare del misfatto. Un servo da un calcio al cane della padrona e viene cacciato, il cagnolino viene descritto in modo epico; tutta la situazione è descritta epicamente. Il servo morso del cane scaccia quest'ultimo che guaisce e attira i servi dal basso e le damigelle accorrono dall'alto. Il cagnolino sembra chiedere vendetta e la ottiene. Il servo nonostante avesse una buona carriera lavorativa viene cacciato e non riuscirà ad ottenere lavoro e sarà costretto a mendicare. Il cagnolino quindi con questo sacrificio sarà placato nella sua ira. Il riferimento voluto alla mitologia costruisce un carattere ironico nel cagnolino e nel comportamento dei nobili.

giovedì 19 maggio 2011

Foscolo: Alla sera ; A Zacinto

Alla sera
L'autore è molto attento al suono dei versi: tranquillità con vocali chiare e consonanti dolci, l'aggressività con lettere forti e dure. L'incipit dubitante sembra indicare un ragionamento sull'argomento. La morte è ancora una volta vista come una quiete (fatal); la sera gli piace poiché ricorda la calma morte. Sia che la sera si estiva o invernale è sempre amata dall'autore. La vita è un vagare (senza meta); il suono qui è caratterizzato dalle "r". Analizzando le rime: nelle quartine l'accento della rima e sulla "e"; nella seconda parte l'accento delle rime è spostato alle "o, u". I verbi riferiti alla sera sono calmi, quelli riferiti alla vita sono frenetici, indicano affanno. Nell'ultimo verso c'è la massima concentrazione di "r".

A Zacinto
Le rime delle quartine sono alternate tra scure e chiare; inoltre le rime sono "onde" e "acque". La prima frase è tenuta insieme dai pronomi relativi che però non servirebbero poiché sono uno dentro l'altro: segue una catena di associazioni di idee. Il "né" iniziale è già il secondo (il primo è implicito in una parte del discorso che l'autore considera precedente a questa poesia); la poesia è una continuazione di un discorso. L'autore compie riferimenti alla mitologia e alla sua infanzia (nacque in Grecia). Cita la nascita di Venere e la fecondità (probabilmente della bellezza); si paragona ad Ulisse che però avrà un diverso destino (riuscirà a tornare a casa). Il fato gli ha prescritto una morte lontano dalla patria; le sue ossessioni sono sempre presenti nelle sue composizioni.

Foscolo: Solcata ho fronte ; In morte di Fratello Giovanni

Foscolo si aggrappa ad illusioni per estraniarsi ai problemi della vita reale. Abile nel scrivere sonetti.

Solcata ho fronte
È una descrizione dell'autore sia fisica che psicologica. Sonetto costruito attraverso l'elencazione. L'aspetto fisico è da vecchio, pallido, denti puliti, buon fisico; vestito semplicemente, veloce nei passi e nel pensare. "Sobrio, umano, leale, prodigo, schietto": breve descrizione della sua personalità. Il mondo gli è avverso sia psicologicamente che attraverso pene fisiche (risse, botte). Vive con l'istinto ma riconosce la ragione; solo la morte gli darà riposo e forse la fama che in vita la società non gli riconosce. È una sola frase che però è divisa molto chiaramente anche attraverso gli elenchi di caratteristiche. L'autore deve cercare di capire come vuole essere visto, come vuole rappresentarsi.

In morte del fratello Giovanni
dopo aver perso una guerra il fratello per disonore si suicida. Ci sono riferimenti ad una poesia di Catullo; l'autore nonostante il tema parla di se stesso. Foscolo ha un'esperienza di fuga da dove vive (rimpiange anche la Grecia). La prima cosa che sottolinea è l'esilio e il fatto che forse non riuscirà mai a vedere la tomba del fratello (il fiore rappresenta la giovinezza). La madre viene rappresentata anziana e che parla, con un morto, di Ugo; il soggetto però non può essere con lei. Ugo capisce le avversità della vita e prega di raggiungere la quiete nella morte; questa è la sua ultima speranza. Prega le genti che lo hanno esiliato che diano le sue ossa alla madre.

lunedì 16 maggio 2011

Foscolo: Dei Sepolcri (terza parte)

Vuole essere chiamato dalle Muse per far sì che il ricordo rimanga nella sua poesia; il canto delle Muse sconfigge il silenzio della morte. Parla dei primi troiani che sono ricordati nel luogo della loro città dalla ninfa Elettra: lei quando si rese conto della sua morte pregò Giove di mantenere il suo ricordo è quello dei suoi discendenti. Passarono i secoli e si arrivò alla guerra di Troia, il ricordo di Elettra è eterno e le donne iliache si disperano per l'imminente morte dei mariti; Cassandra che ha visto la fine, si dispera anch'essa (era una profetessa) e insegna il canto del ricordo ai giovani per rendere immortale la storia; prevede la completa distruzione della città. I penati però continueranno ad essere lì poiché vanno oltre la storia del tempo. Cassandra parla alle piante che vengono piantate a Troia che quando cresceranno saranno innaffiate dalle lacrime delle vedove e dice loro di proteggere i suoi padri. In futuro arriverà un cieco che riconoscerà le tombe e le piante e riceverà l'ispirazione da queste (Omero). Le tombe narreranno la storia come il fato aveva voluto che accadesse. Omero da greco parla anche dei troiani (Ettore) rendendo anche loro immortali; anche i troiani erano meritevoli d'onore (la poesia non ha confini di Stato). Ettore verrà ricordato finché il sole splenderà sulle sciagure umane; il sole era già stato citato all'inizio e questa ripresa conclude ancora meglio il cerchio poetico.

Foscolo: Dei Sepolcri (seconda parte)

Gli uomini allo stato di natura sono delle belve; poi tre cose hanno cambiato la natura umana: le nozze con la conseguente famiglia, i tribunali ovvero le leggi e la morale, le are ovvero le religioni e l'ambito della fede (principio superiore che lega). Queste innovazioni portano gli uomini a venerare defunti trattenendoli dalla terra: le tombe sono un ricordo dei fasti; al tempo dei romani la famiglia si riuniva attorno al focolare dei lari e penati (rimangono ancora forme nei dialetti di questa tradizione, ad esempio nel dialetto veneto il focolare si può chiamare anche "larìn"). Con il cristianesimo i sepolcri sono pavimento dei templi ma anche vi sono affreschi con scheletri; c'è una paura dei morti (fantasmi) che tornano perché vogliono che i loro cari preghino per loro. Nel 1700 nella cultura anglosassone i cimiteri cambiano e in questa poesia è una luce dopo il buio appena espresso: è un chiaro riferimento ai campi Elisi. Recarsi in cimitero è una pietosa pazzia; c'è un riferimento all'ammiraglio Nelson. La concezione medievale è abbandonata, qui il valore del sepolcro vale come ricordo per chi rimane; questo avviene però solo dove gli uomini hanno grande valore e sono riconosciuti dalla comunità. I ricchi in Italia si seppelliscono già nei loro palazzi; per Foscolo importa lasciare agli amici affetto e l'esempio di grande poesia. incomincia poi a parlare di Santa Croce a Firenze; aveva appena parlato dello squallore italiano, cerca però di trovare il buono: le tombe dei forti (grandi), a molti possono dare lo stesso significato di quelle anglosassoni. La prospettiva si apre sempre di più (dal singolo ai personaggi pubblici). Parla di Machiavelli come un grande sostenitore dell'unità d'Italia e "querelatore" dei potenti; Michelangelo come creatore di un nuovo cielo a Roma (Cappella Sistina e giudizio universale); Galileo in riferimento alla sua teoria sul moto dei pianeti; descrive anche la zona intorno a Firenze. Parla di Dante come un ghibellino; Petrarca come colui che purifica l'amore. Firenze è però più beata poiché conserva in un unico tempio la memoria dei grandi. Alfieri trovò ispirazione qui alle tombe di Santa Croce dove ora è presente. Da Vittorio Alfieri salta a riferimenti degli eroi greci (il nesso logico non c'è, c'è solo collegamento tra grandi personaggi); è un esempio di stile sublime in cui i poeti non seguono la logica ma l'ispirazione (famoso esempio è l'autore greco Pindaro). Il collegamento sono le tombe di Maratona dedicate a quegli eroi. Parte poi con una descrizione della battaglia di cui rimane il pianto e il canto delle Parche (questo elemento darà più solennità da questo momento alla composizione). Come sono costruiti i ricordi indelebili? Dalla poesia e dal canto che vanno oltre i soliti principi. Ritorna a Pindemonte che aveva viaggiato molto e rappresenta l'apertura verso il mondo e le sue conoscenze. Ippolito nei suoi viaggi ha mai sentito delle opere greche? C'è un riferimento al fatto tra Ulisse e Aiace (contesa delle armi di Achille che cadono dalla nave di Ulisse e vanno a finire sulla tomba di Aiace): la morte porta anche una giustizia che in vita non ha potuto esserci.

Foscolo: Dei Sepolcri (prima parte)

Dei sepolcri
Per il morto i sepolcri sono una cosa inutile; un mausoleo non rende più piacevole la morte. Non si vede il sole e quindi non si ha la vita; parla ad Ippolito e dell'armonia dei suoi versi, dell'amore, tutt cose che con la morte non si sentono più. Che senso ha dunque distinguere le ossa dei morti con delle lapidi: anche la speranza non serve e se ne va dal sepolcro. Il tempo è un concetto fondamentale: è ciò che modifica continuamente tutte le cose senza possibilità di contrasto. Perché un uomo vivente dovrebbe privarsi dell'illusione di continuare a vivere dopo la morte quando si è vivi questo consola gli animi; si vive nei ricordi degli altri. C'è una corrispondenza celeste di sensi amorosi tra chi muore e il ricordo degli altri rimasti vivi; quando una persona muore ripercorre al contrario il percorso della nascita (ritorno nel grembo della madre terra). Quindi sotterrare il corpo è rimetterlo al suo posto; soprattutto se ricordato da una pietra e da un albero fiorito. Se uno non lascia il suo ricordo agli altri, il sepolcro non servirà a molto; anche se ci fosse la vita eterna non vedrà nessuno fermarsi alla sua tomba e ricordarlo (in passato si mettevano le tombe lungo le strade per far sì che il morto parlasse al viandante). Nell'editto si prevedevano fosse comuni con lapidi a parte. Viene evocato Parini come poeta satirico rispetto alla nobiltà (soprattutto milanese) che con la nuova legge sarebbe stato sepolto in una fossa: come avrebbe fatto la musa a riconoscerlo? Nel finale sia Parini che l'immagine del sole saranno riprese. Foscolo passeggia tra i cimiteri e vede che anche gli alberi sono depressi per la mancanza di singole tombe. Nomina compiendo un errore zoologico (colpa della doppia "u" nel nome di quest'uccello) descrivendola in modo mostruoso. Poi riprende il discorso dei sepolcri.

Foscolo: Introduzione al "Dei Sepolcri"

Introduzione a "Dei Sepolcri"
Lunga poesia in endecasillabi sciolti (come le traduzioni di Eneide o Iliade); Foscolo la definisce una carme: poesia di tono letterario elevato, riassume un po' tutti temi che l'autore ha affrontato nella sua vita letteraria. Scritta in tempo breve e mai più ritoccata; pubblicata nel 1807 in occasione di un decreto napoleonico in ambito cimiteriale igienico: l'editto di Saint Cluis. In quell'occasione discute con Ippolito Pindemonte (a cui sono dedicati i sepolcri) traduttore dell'Odissea di Omero e si mostra disinteressato alla problematica del decreto; poi cambierà idea. È una poesia compressa quasi senza filo conduttore: testo incomprensibile secondo i primi critici. Foscolo si difende e prova spiegare il senso: cerca di capire il significato delle celebrazioni funebri partendo da una prospettiva stretta fino ad allargare la visuale ad un punto più generale.

lunedì 2 maggio 2011

Vittorio Alfieri - La Vita

La prima parte della sua vita è la più interessante poiché il personaggio è più vivace.
Introduzione all'operaVuole distinguersi dalle altre autobiografie e non vuole essere falso modesto: lui è innamorato di se stesso e crede che gli altri leggendo possano trarne vantaggio. Inoltre è meglio che la biografia la scriva direttamente chi ha vissuto tale vita. Cerca di promettere di parlare in modo oggettivo e di non dire falsità (anche se non dirà tutta la verità). Divide l'opera in cinque parti corrispondenti alle età. Si scusa in anticipo per i probabili discorsi inutili soprattutto nella parte della vecchiaia. Promette di scrivere con il cuore e non con il cervello.
Reminiscenze dell'infanzia
Si è in presenza di un ricordo involontario (memoria sensoriale che rievoca fatti passati). Alfieri dice che è un fatto non rilevante ma interessante per analizzare il funzionamento della mente umana.
Primi sintomi di un carattere appassionato
Sono due episodi che non hanno molto in comune ma sono interessanti dal punto di vista psicologico. Nel primo Alfieri da bambino si innamora di giovani frati per la loro apparenza e le loro movenze. Durante l'infanzia si compiono atti senza senso provocati dall'istinto che si cerca di comprendere solo successivamente.
Nel secondo la logica del bambino è strana, non razionale; vuole provare cose nuove ma non sa quel che fa. Non riesce a sopportare la sua malinconia, comincia a mangiare erba senza sapere perché e con conseguenze che non saranno piacevoli.

lunedì 25 aprile 2011

Introduzione a Vittorio Alfieri

Questo è considerato un periodo preromantico in cui le passioni cominciano ad essere riscoperte in una maniera abbastanza confusa senza fini di utilità. Il mondo è però ancora fermo con le idee illuministe e gli "eroi" preromantici vedono ciò come una sfida, una battaglia.

Vittorio Alfieri
È un autore particolare: è specializzato in tragedie teatrali di tipo greco. La particolarità di queste opere è la presenza di un eroe che per la libertà si oppone al tiranno (concetto post-illuminista). Il linguaggio è solenne, fin troppo; non sono molto rappresentabili e non hanno avuto molto successo.
L'opera interessante è la sua autobiografia: libro di memorie pienamente pre-romantico. Alfieri nasce in Piemonte nel 1749 da famiglia nobile e ricca; il suo destino è quindi segnato: il Piemonte è uno staterello poco importante di montagna. Alfieri quindi è destinato a divenire un cavaliere ma si presenta come indisciplinato e stupido, ha un brutto rapporto con la famiglia. All'inizio ha grossi problemi con l'italiano; a 16 anni finita la scuola ottiene un permesso e si fa un "Grand Tour" (viaggio che i giovani dell'epoca facevano in giro per l'Europa) in Europa dalla Spagna alla Russia stando in carrozza, fregandosene di ciò che vedeva. Vive vicende sopra le righe. A 24-25 anni torna in Piemonte e decide di cominciare a scrivere per vocazione. Comincia a studiare più o meno da zero ma non ha voglia di studiare: il suo servitore ha l'ordine di legarlo alla sedia e mettergli i libri davanti. Studia latino, greco, italiano, teatro. Nelle prime tragedie sbaglia anche la metrica; lentamente comincia ad affermarsi come grande letterato e ad un certo punto regala tutti i suoi beni materiali a sua sorella in cambio di una pensione di mantenimento; lascia il Piemonte e va a vivere a Firenze da una certa Luisa Stolberg. Morirà nel 1803 e sarà sepolto a Santa Croce.

sabato 23 aprile 2011

Goethe - I dolori del giovane Werther

In questa epoca ci si pone l'interrogativo della felicità individuale. Nel medioevo il problema era risolto con la morte. Gli illuministi pensano ad una vita associata, la felicità è meglio ottenerla in questa vita attraverso la ragione. Ma l'uomo è solo ragione? Alcuni iniziano a porsi tale domanda con il finire dell'illuminismo. Sturm und Drang: è un movimento del romanticismo tedesco.
 

Goethe: i dolori del giovane Werther
E' un'opera giovanile basata su esperienze realmente vissute. L'opera più importante e famosa di Goethe è il "Faust" che è la commedia dantesca della Germania. Faust fa un patto col diavolo per vivere con la massima conoscenza.
Trama inizio
Werther ha avuto dei trascorsi non da bravo cittadino e scappa in campagna dove scrive al suo amico Willhelm. Werther si annoia ma ad un certo punto conosce Lotthe una ragazza semplice, bella e brava e si innamora. Lotthe è già fidanzata con il borghese Albert.
Primo Episodio
Werther sta osservando i fratelli di Lotthe che stanno giocando, li rappresenta in un piccolo disegno e comincia a pensare. Nelle lettere che scrive a Willhelm parla così: nella vita associata ci sono regole per la convivenza; alcuni individui però non si sentono a loro agio, il loro scopo non se lo sono scelti ma lo hanno come necessità. Bisogna abbandonarsi al genio affidandosi alla forza della natura. L'arte è l'interpretazione dell'esterno in base a ciò che si vede. Questo però pone in conflitto l'artista con la società; infatti la società non guarda i sentimenti ma solo all'utilità. In questo ambiente il genio fatica a rompere gli argini imposti da coloro che amano la razionalità.
Proseguio della storia
Albert ritorna dal viaggio e Werther lo conosce: è simpatico perbene e diventano amici. A q    uesto punto il protagonista è spaccato in due. Si arriva alla lettera del 14 agosto.
Secondo episodio
Werther chiede in prestito delle pistole per un viaggio; si vede il carattere prudente di Albert che si ripugna nel vedere il gesto di Werther (si punta una pistola scarica alla testa). Albert usa la ragione, Werther usa le passioni; i due non possono capirsi a vicenda. Chi usa le passioni è considerato pazzo o ubriaco.
Proseguio e finale
Werther si rende conto che con Lotthe non riuscirà mai a far nulla. Lui prova ad allontanarsi, trova un impiego presso un principe. Ad un certo punto però torna da Lotthe che ormai è sposata; Albert comincia a non sopportarlo. Il tutto si risolve vicino Natale in ultimo discorso con Lotthe (anche lei innamorata di Werther). Werther dice di partire e vorrebbe ancora le pistole questa volta però tornerà a casa e si sparerà alla tempia per davvero.

domenica 27 marzo 2011

Religione e illuminismo

Nell'illuminismo ci sono 2 correnti riguardo la religione.
  • Deisti: la divinità non si occupa degli uomini (che però devono rispettarla).
  • Materialisti: tutto ciò che esce dalla nostra realtà fisica, non esiste.

Cristianesimo e religione naturale (Voltaire)
Per Voltaire la Chiesa è una struttura di potere che in nome della religione impone sugli altri il proprio volere. In questo modo non può essere tollerante. L'unica religione possibile è il teismo (o deismo) dove nessuno può compiere azioni in nome di Dio.

L'uomo, essere puramente fisico (D'Holbach)
D'Holbach è molto più radicale (materialista). Noi abbiamo alcune possibilità di conoscenza del mondo (sensi, ragione,...). Nel momento in cui noi crediamo che sia necessario inventare qualcosa al di fuori della natura, stiamo facendo un casino. All'epoca era opinione comune che dio avesse creato l'universo. Per gli antichi greci la natura era sempre esistita. I compostamenti dell'uomo e la sua moralità derivano dalla sua esistenza fisica.

Parini - Odi, La caduta

La caduta: autoritratto Pariniano
Parini cade per strada e una passante lo aiuta, poi questo incomincia a parlargli: "se sei un poeta tanto famoso perché non hai neanche una carrozza per andare in giro? Poiché non hai una cerchia di amici potenti, non basta che chiedi ai potenti per cui scrivi un aiuto?"; gli consiglia di scrivere qualcosa che piace ai potenti in modo che lo paghino. Per il poeta però la dignità è più importante dei soldi. Il passante gli consiglia anche di usare la corruzione per trarre dei vantaggi, Parini risponde però che il buon cittadino è colui che accetta la sua posizione e si comporta con dignità anche possedendo poco e inoltre che lui scrive per se stesso e risponde solo alla sua coscienza. Il linguaggio dell'ode è molto ricercato puntato più al latino che all'italiano. L'immagine che arriva dall'ode del Parini è considerabile prerivoluzionaria poiché comincia a porre il concetto di merito: bisognerebbe raggiungere posti di comando per le proprie capacità. In questo periodo diventerà famoso per la sua coerenza.

Giuseppe Parini

Giuseppe Parini
Nasce nel 1729 da famiglia borghese e per sistemarsi diventa seminarista. Comincia a scrivere in una corrente particolare: l'Arcadia. Gli arcadi erano stufi della poesia barocca; scrivono una poesia semplice che si rifà ai classici e scrivendo poesie pastorali. Sono organizzati in accademie dove si ritrovano e si "divertono" a leggersi le poesie.
Parini diventa precettore di rampolli di famiglie benestanti e riesce ad entrare in contatto con gli illuministi; scrive poesie riferite all'attualità ma con schemi classici (parla dei romani con temi attuali). Incomincia a lavorare su un maggior poema: "il Giorno". Poema in cui mostra la vita inutile dei nobili; diventa un forte esponente della critica borghese contro la nobiltà. Il poema descrive la giornata di un nobile ed i suoi cosociali in modo elegante.

Illuminismo avanzato

Gli illuministi mettendo in dubbio delle questioni considerate normali (potere della Chiesa, dello Stato) aprono la strada a nuove proposte.
Sturm und Drang (tempesta e assalto): ideologia nata in Germania che critica l'idea illuminista di società perfetta; se si suppone che serva solo la ragione dove si pongono i sentimenti e le passioni (pre-romanticismo)?
Neoclassicismo: gli intellettuali subito dopo le rivoluzioni (età napoleonica) puntano alla bellezza perfetta (neoplatonismo) per estraniarsi dal caotico mondo reale.
In Italia Foscolo riesce ad essere un razionalista appassionato mirando alla bellezza perfetta. Giuseppe Parini tratta temi attuali con uno stile classico-antico. Vittorio Alfieri è specializzato in tragedia; degna di nota anche la sua autobiografia: nato in famiglia nobile ma stupida, lui lascia casa facendo varie avventure che però non lo soddisfano; alla fine diventa poeta perchè si sente in questo modo realizzato. L'opera più importante di questo periodo è di Wolfgang Goethe: "I dolori del giovane Werther". Un ragazzo innamorato scopre che lei è già impegnata e alla fine si suicida per amore: il romanzo in piena epoca illuminista provoca un'ondata anomala di suicidi.

domenica 20 marzo 2011

La giustizia nell'illuminismo

Nessuno tocchi Caino (Beccaria)
Beccaria è famoso per la sua critica alla tortura e alla pena di morte analizzate sotto la luce della ragione. Il primo Stato ad abolire la pena di morte è la Toscana.
La morte è utile? All'epoca il suicidio era reato quindi nemmeno i singoli avevano il diritto sulla loro vita, come poteva averne quindi lo Stato? La pena di morte è ammissibile solo se utile alla stabilità dello Stato (colpi di Stato, rivoluzioni, etc); un altro motivo può essere per evitare che i crimini (in una situazione di relativa pace). Se uno è determinato a commettere un crimine la pena di morte non lo frena, è la certezza della pena che ferma i crimini. Le argomentazioni di Beccaria erano inimmaginabili per la sua epoca; ogni epoca ha i suoi paradigmi di mentalità.

Le buone ragioni della tolleranza (Voltaire)

Il trattato sulla tolleranza è stato scritto in occasione di un processo in cui un padre è accusato di aver ucciso il figlio per motivi religiosi. Voltaire è convinto dell'innocenza del protestante Jean Calas e scrive questo opuscolo per sostenere la sua idea pratica: Jean è un capro espiatorio poiché di diversa religione. Voltaire afferma che è insensato pensare che Dio abbia solo un piccolo popolo come preferito per tutto l'universo. Un altro punto è l'inquisizione che pretende di parlare e agire nel volere di Dio; con che diritto si effettua ciò? Inoltre se negli affari non si guarda distinzione di religione, perché bisogna farlo in altri ambiti della vita relazionale? Inoltre volge una critica a coloro cui bastano le cerimonie e non l'essenza della vita che si pratica. Voltaire invita i suoi simili ad essere veramente in pace tra loro; non bisogna combattere per ciò che non si conosce.

Divulgazione della conoscenza nell'illuminismo

Nell'Illuminismo è molto importante divulgare il pensiero razionale; i mezzi potevano essere: libri, riviste, enciclopedia (a fascicoli).

Il primo numero del "caffè" (Verri)
Il "Caffè" è un foglio di stampa che conterrà cose dirette alla pubblica utilità. Si sospende la stampa se il pubblico non legge; si cercherà di scrivere cose utili alla pratica. Perché si è scelto il nome del caffè? L'idea nasce da una bottega di caffè a Milano: un luogo in cui ci si ferma e si discute. La rivista pubblicherà idealmente i discorsi nati da questo tipo di ambiente in cui ci si può informare (attraverso i giornali) e confrontare le proprie idee.

La rivalutazione delle "arti meccaniche" (Diderot)
Prefazione all'enciclopedia in cui si dà valore alle arti meccaniche finora l'ultimo tassello delle arti. Le varie forme di scienza devono completarsi a vicenda e divulgare le conoscenze ottenute. Coloro che hanno una conoscenza puramente pratica non riescono a spiegare i processi che utilizzano. Le macchine devono aiutare la produzione e maggiorarla (ci sono molti esperimenti in agricoltura per capire quali sono le sementi migliori).
L'enciclopedia è molto metodica per ogni argomento; per le arti si è trattato: della materia, dei prodotti, dei meccanismi singoli e d'insieme, delle manovre dell'artigiano, dei termini specifici. Ci sono numerose figure esplicative (una figura spiega meglio un argomento rispetto ad un testo).

La società nell'illuminismo

La divisione dei poteri (Montesquieu)
Montesquieu afferma che il cittadino deve essere libero anche dalle oppressioni dello Stato; lo stato sovrano può opprimere il suddito con la somma dei tre poteri. È necessario che i tre poteri siano in lotta tra loro in modo tale che si controllino a vicenda. I sovrani assoluti sono tali poiché il potere è in loro e non devono rendere conto a nessuno. Nell'ideale di Montesquieu il potere legislativo doveva essere svolto da un'assemblea rappresentativa.

Società e libertà (Rousseau)
Rousseau ritiene molto importante nello spiegare l'uomo i sentimenti. La civiltà limita la libertà del singolo perché si vive in comunità. Nel contratto sociale afferma che la forma di società di base è la famiglia che è temporanea: dopo che i figli sono allevati la famiglia può sciogliersi. Il padre è come il sovrano (che però governa per amore), il sovrano normale governa per il piacere di farlo. Secondo Rousseau, Hobbes sbaglia, infatti coloro che sono schiavi potrebbero rivoltarsi grazie alla loro volontà. Per natura gli uomini sono liberi; se non lo sono la colpa è di un atto di forza illegale a cui si può rispondere con la rivolta del popolo.

sabato 26 febbraio 2011

Illuminismo - Che cos'è ? (Kant)

L'illuminismo
periodo caratterizzato dal risalto della ragione. La mentalità collettiva cambia e rende scontato l'uso della ragione.
Che cos'è l'illuminismo (Immanuel Kant)
Quando uno è minorenne non può prendere certe decisioni (qualcuno le prende per lui); portando l'esempio al sociale, la massa subisce le decisioni di altri (molto pochi) come nobili, sovrani e clero. Ciò che si credeva era che ci fosse questa situazione per volontà divina, tripartizione della società: i guerrieri (nobili feudatari), coloro che pregano (per la mediazione tra la massa e la divinità), i lavoratori (che mantengono se stessi e gli altri). La società è un qualcosa di organico.
Con le scoperte geografiche e scientifiche si mettono in discussione preconcetti che si consideravano scontati: culturali, conoscitivi, eccetera. L'illuminismo quindi arriva in un ambito di confusione; nel settecento c'è una forte crescita economica grazie all'agricoltura. La popolazione cresceva fino ad un limite (proporzionale alle risorse) e poi ricadeva con una catastrofe (tesi portata da Malthus); in quanto a tempistiche la tesi è una catastrofe ogni 30 anni. La società dell'epoca ha una forte dimestichezza con la morte. L'illuminismo mette in discussione le autorità a prescindere; le persone che non avevano i diritti sulle decisioni si ribellano utilizzando la propria razionalità. Una persona può essere in minorità se lo vuole (ovvero se non usa la ragione) ma non dovrebbe volerlo (è comodo essere guidati). Naturalmente chi ha l'autorità cerca di bloccare la volontà dei subordinati.
L'illuminismo mette in discussione anche le leggi dei paesi e giustifica la rivolta verso i propri governanti. Un'illuminista è colui che dopo essere intervenuto su se stesso spinge gli altri a trovare la loro verità razionale. Le verità poste con la forza non sono verità; le verità di ognuno sono diverse le una dalle altre ma altrettanto accettabili. Se un'azione può diventare universalmente accettabile allora è una cosa perseguibile; alla base di tutto ci deve essere la ragione.