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sabato 1 marzo 2014

Introduzione a Ludwig Feuerbach

Opere principali

Essenza del Cristianesimo, Principi della filosofia dell'avvenire.
Feuerbach pone importanza alle tematiche del corpo in quanto oggetto concreto. Il pensiero diventa attributo, non più predicato del discorso filosofico. Precursore della filosofia della nutrizione (l'odierna nutrigenomica) ambito secondo lui condizionato dalla situazione socio-economica di una cultura; famosa la sua affermazione: "l'uomo è ciò che mangia".

Critica alla religione


La religione viene considerata la prima autocoscienza dell'uomo; essa permette di riconoscere se stessi ma bisogna realizzare che la realtà esterna che circonda l'uomo in realtà è l'uomo stesso (questo processo di autocoscienza porta all'ateismo). La religione è un'antropologia capovolta. Ogni religione vede nella precedente una idolatria; in realtà ogni religione accusa le altre di difetti che appartengono anche a chi muove questa accusa. Tutte le religioni esternano le qualità interne dell'uomo. Volere e potere non sono proporzionati nell'individuo, troppo volere poco potere. 
La dipendenza dalla natura porta a vedere le divinità immerse negli elementi naturali che ci circondano.

Ateismo

La religione è uno stato patologico in cui l'uomo attribuisce a Dio le sue qualità migliori. Ipostatizzazione: Dio è reso sostanza, ovvero si trasforma nella caratteristica umana; l'essenza religiosa si risolve in quella umana. Dio da soggetto diventa predicato; Dio è risolto nell'uomo. Capire questi concetti, per Feuerbach, è un atto teoretico, conoscitivo.

lunedì 22 luglio 2013

L'assoluto nella religione per Hegel

Nella religione l'assoluto è rappresentazione e in quanto tale è una metafora del concetto. Le rappresentazioni hanno ancora tratti sensibili (provenienti dall'arte) e procedono in modo adialettico, giustappongono elementi (le cose sono affiancate senza un particolare ordine o particolari collegamenti). La religione è viziata dalla temporalità, è il secondo stadio dialettico dell'assoluto. I dogmi sono forme più basse di verità filosofiche; la religione segue la provvidenza dove la filosofia segue la razionalità. L'assoluto nella religione è mostrato in forma storica, contingente (per la filosofia invece si esce dal tempo verso l'eterno).
 La filosofia deve riconoscere la religione e il pensiero di ogni tempo contestualizzandoli; Hegel riconosce 4 stadi nella storia della religione. Il primo stadio è la religione naturale in cui Dio è immerso nella natura che circonda l'uomo; le forme più alte si trovano nell'induismo e nel panteismo. Il secondo è caratterizzato da un Dio che è spirito libero ma ancora in ambito naturale; esempi sono la religione persiana, siriana ed egiziana. Nel terzo stadio Dio prende sembianze umane come nel giudaismo e nelle religioni greco-romane. Nel quarto stadio caratterizzato dalla religione cristiana Dio è puro spirito infinito.

domenica 21 luglio 2013

Hegel: la concezione dell'arte

L'arte secondo Hegel permette la consapevolezza di sé attraverso il sensibile; l'idea è incarnata nell'opera, ovvero il soggetto è già spirito naturalizzato. Individua tre stadi dell'arte: simbolica, classica, romantica. Il primo è caratterizzato da un eccessivo uso di materia ma da una povertà di spiritualizzazione, è un primo passo in quanto il simbolo (materia) è necessario per il messaggio. L'arte classica è contraddistinta dall'armonia tra materia e spirito. L'ultimo stadio romantico presenta uno squilibrio inverso al primo caso: in questo caso viene usata poca materia ma con un messaggio molto concentrato e profondo.
Si può vedere un parallelo con le arti rappresentative dei vari momenti: l'architettura per prima, seguita dalla scultura che trova l'equilibrio fino ad arrivare alla musica che racchiude il suo messaggio in un niente di materia. I giorni dell'arte greca belli e armoniosi sono finiti, ma non è un aspetto negativo, semplicemente un nuovo inizio.

Kierkegaard: l'attacco alla filosofia di Hegel

Kierkegaard afferma che Hegel privilegia l'universale al singolo e quindi compie una filosofia pagana. La filosofia deve essere soggettiva non oggettiva, perchè chi filosofa fa una riflssione in cui è egli stesso coinvolto. "Hegel ha costruito un castello e poi è andato ad abitare in un fienile". Hegel viene criticato per il suo panteismo (rapporto finito e infinito); Kierkegaard predica la differenza assoluta tra finito e infinito (Dio trascendente). Non esistono mediazioni nella vita pratica ma solo nel pensiero.

giovedì 13 settembre 2012

Kierkergaard: la filosofia dell' esistenza

La vita è possibilità non necessità. La morte è uno scoglio insormontabile. La scelta chiude le altre strade della vita. Tre stili (stadi) di vita (no dialettica): estetico, etico, religioso. Kierkegaard spiega ogni stadio attraverso un personaggio rappresentativo e un modo di vivere il tempo.
Lo stadio estetico è rappresentato dalla figura del seduttore Don Giovanni. In questo stile di vita si vive nell'attimo, si colgono tutte le differenze: tutto è occasione per fare nuove esperienze. Il seduttore è colui che riesce a cogliere le differenze; ogni attimo è speciale. Chi vive così però è condannato a vivere in un'uniformità di emozioni: ogni cosa da stupore; si arriva all'isterismo dello spirito. Il seduttore dovendo andare alla ricerca di esperienze sempre nuove vive l'angoscia: si trova difronte al nulla (assenza di determinazioni).
Lo stadio etico è caratterizzato dalla figura del marito fedele; si rimane fedeli alla scelta sia essa giusta o sbagliata, la scelta vive una continuità. Si crede di scegliere ma in realtà sono le occasioni che scelgono le persone. Si arriva a setenziare che è meglio scegliere il negativo piuttosto che non scegliere. L'uomo etico non può essere rimproverato da nessuno nemmeno da Dio. Questa presunzione di riuscire a salvarsi con le proprie forze è il male in senso religioso; si compie un atto di superbia, non si ha bisogno neanche di Dio (questo ha valore di peccato). L'uomo etico accetta ogni aspetto della sua vita, anche gli aspetti negativi; questo porta alla disperazione e quindi allo stadio religioso.
La vita religiosa pone la salvezza all'esterno dell'uomo. La verità non è assoluta ma particolare, singola, personale. La vita religiosa non è la sintesi degli stadi precedenti. Kierkegaard si abbandona al linguaggio che gli fa dire qualcosa di tragicoma forse relativistico: ogni individuo ha il suo punto di vista, non esiste un pensiero, un punto di vista superiore.Dal caos però emerge una convinzione, un qualcosa che corrisponde a Dio: la fede che prova Abramo verso Dio. C'è una contraddizione: Dio proette una stirpe ma ordina ad Abramo di uccidere l'unico figlio; la fede è assoluta solitudine della decisione, neanche la logica può aiutare.

Kierkegaard: Introduzione a pensiero e opere

Kierkegaard ha avuto una vita travagliata condizionata dalla sua filosofia timorosa delle scelte. Compie gli studi in seminario ma non diventa pastore; si fidanza ma lascia la sua promessa sposa appena prima del matrimonio; non sceglie un'occupazione per la sua vita. Vive sempre in un punto morto (punto zero) nel momento di scegliere. Kierkegaard critica con forza il razionalismo di Hegel e viene definito come "anti hegeliano irrazionalistico religioso": è un esempio di fideismo. Kierkegaard crede perchè è assurdo, paradossale; l'esistenzialismo del 1900 riprenderà i suoi pensieri. Scrive in danese, che non è una lingua filosofica; questo sarà motivo di discussioni su ciò che voleva veramente esprimere con la sua filosofia. Scrive di un castigo disceso sulla sua famiglia che dovrebbe essere il tradimento del padre con una serva. Segue le lezioni di Schelling; importante è il tema dell'ironia. Scrive in modo non metodico; la sua opera "aut-aut" è significativa poichè Hegel faceva sintesi mentre lui parla di scelta (o ciò oppure altro) senza un reale superamento, ma attraverso un salto. Diversifica l'angoscia dalla paura e questa dalla disperazione. 


Opere: Aut-Aut; Diario di un seduttore; Timore e tremore (differenza tra questi termini: il tremore è ciò che si prova difronte a Dio); Briciole filosofiche; Il concetto dell'angoscia; La malattia mortale; L'esercizio del cristianesimo.

sabato 26 maggio 2012

Tacito: Matricidio, la morte di Agrippina

Mentre si è sparsa la notizia del naufragio ognuno correva verso la spiaggia e prendevano posizione sulla spiaggia e in mare. Tutta la spiaggia era pervasa da espressioni di augurio e risposte incerte; quando si seppe che Agrippina era incolume, tutti la circondano ma ad un certo punto arrivano i soldati mandati da Nerone con pessime intenzioni. Aniceto entra nella villa sfondando le porte e arriva nella stanza di Agrippina dove l'ancella è più agitata di lei che non si aspettava un'altra azione del figlio. Agrippina è preoccupata quando vede i soldati e non crede ai suoi occhi; per primo la colpisce il trierarco alla testa e poi lei gli chiede di ferire il ventre che ha generato Nerone; viene uccisa con numerevoli coltellate.

Tacito: Matricidio, l'attentato fallisce e il rimedio

"A Nerone che aspettava notizie del delitto, viene riferito che Agrippina è scampata dall'attentato con una lieve ferita e in condizioni tali da capire l'autore del fatto. Allora esanime per lo spavento e già preparandosi a sua madre assetata di vendetta sia istigando un soldato o tutti gli schiavi contro di lui, sia che si appellasse al senato rinfacciandogli l'attentato: quale aiuto potrà ricevere Nerone contro ciò? A meno che non inventassero qualcosa Burro (prefetto del pretorio) o Seneca che subito aveva fatto chiamare; è incerto se in quel momento loro ne sapevano qualcosa di quanto era accaduto. Entrambi pertanto ebbero un lungo silenzio sia che pensassero che non valesse la pena di persuaderlo sia se Nerone sarebbe durato con Agrippina viva. Successivamente Seneca risponde di chiedere a Burro se vale la pena di usare militari. Burro risponde che i pretoriani affezionati alla famiglia dei Cesari e memori di Germanico (assassinato da Agrippina per far andare Nerone al potere) non avrebbero fatto nulla contro Agrippina, che fosse Aniceto (l'ideatore del piano non riuscito) a completare il lavoro poichè lui non ha nulla da perdere. Sentendo questo Nerone disse che in quel giorno riceveva l'impero e che fossero portati i soldati pronti al crimine. Lui stesso venuto a sapere che era arrivato il nunzio Agermo (di Agrippina), prepara la scena del delitto e mentre lo ascolta fa buttare un gladio tra i piedi di questo e lo fa catturare per aver tentato di ucciderlo; affinchè si credesse che la madre avesse ordinato l'omicidio del principe, fa suicidiare il nunzio con motivazione di questo atto la vergogna di non essere riuscito nel compito".

Tacito: Matricidio, l'attentato ad Agrippina

"Pertanto poiché non poteva più sopportare la madre la lodava quando andava lontano nelle sue di lei proprietà." Quando la ritenne troppo pericolosa decise di ucciderla; doveva scegliere il modo affinché sembrasse un incidente. Era difficile corrompere i servi di lei perché era sempre in guardia; inoltre Agrippina seguiva l'esempio di Mitridate prendendo ogni giorno piccole dosi di veleno come anticorpo. Nerone temeva che il popolo si ribellasse difronte ad un delitto del genere. Trovò la soluzione un liberto prefetto della folla che detestava Agrippina: avrebbe sabotato una nave affinchè affondasse in mare aperto. Nerone una volta morta la madre l'avrebbe deificata. Nerone la invita in un villaggio vacanze dell'epoca con viaggio in nave. La notte era limpida e il mare piatto: l'affondamento era inverosimile. La manipolazione si attiva ma Aggrippina non muore grazie alla solidità della nave. I congiurati cercano di affondare la nave, gli altri di tenerla a galla; una serva si finge Agrippina credendo di venire aiutata ma, viene uccisa a bastonate con i remi dai congiurati. Agrippina assiste alla scena e capisce il complotto; nuota verso la costa e trova una nave di pescatori che la salvano.

Tacito: il personaggio di Poppea

Poppea aveva qualità diaboliche; non si preoccupava della reputazione di donna onesta: i mariti erano come degli amanti, guardava solo all'utilità, al suo capriccio. Poppea si fa sedurre da Otone perché lui era vicino a Nerone e quindi pensava già al prossimo adulterio. Otone si vanta della bella moglie con Nerone per ottenere dei vantaggi attraverso un velato scambio di moglie. Poppea dopo un'iniziale falsa titubanza accetta il corteggiamento di Nerone. L'imperatore con il principio "promoveatur ut amoveatur" sposta da Roma Otone affidandogli un incarico in una zona abbastanza distante per avere ancora più libertà con Poppea. A questo punto l'amante dell'imperatore comincia a mettere Nerone contro sua madre.

Introduzione generale a Tacito

Tacito
Uno degli ultimi storici romani che insieme a Livio, fornisce un quadro generale della storia romana. Non ci sono arrivate molte informazioni sulla sua vita. Nasce in Gallia da famiglia benestante; studia a Roma e si inserisce nell'ambiente politico diventando senatore. Dopo il periodo di Domiziano, Tacito diventa uno storico di prima importanza. Scrive varie opere tra cui Agricola e Germania; opere di carattere storico sono le Historiae dove viene narrata la storia a lui contemporanea (famiglia Giulia, Nerone, famiglia Flavia, Domiziano, imperatori adottivi) con fonti molto variegate, altra opera sono gli Annales dove viene raccontata tutta la storia precedente.

Proemio Historiae
Criticare il potere non vuol dire essere nel giusto ma anche il criticare potrebbe essere usato come mezzo a proprio favore inventandosi cose negative a riguardo dei propri avversari.

sabato 12 maggio 2012

Le folle: la società di massa

Le folle rendono istintive le singole volontà; si perde il senso di responsabilità e il singolo crede di essere immune. La massa non è prevedibile; l'elite viene distrutta da questo fenomeno poiché estranea alla massa delle personi comuni. Si parla di razze razionali e razze impulsive: i popoli latini sono più impulsivi, più femminili; quelli del Nord sono più razionali. C'è un'idea di onnipotenza della folla: l'individuo ha limiti nell'adempimento dei suoi desideri, la folla no. Le folle sono guidate dall'inconsapevolezza. La folla è un organismo momentaneo e nuovo. I dogmi religiosi sono sostituiti dai dogmi della folla, si lotta per l'uguaglianza assoluta che quindi diventa un dogma. In un certo senso i punti programmatici dei partiti sono i dogmi di queste organizzazioni. I partiti sono infatti frutto delle masse poiché sono un termine di controllo di queste. L'uomo medio diventa "il tipo generico che non si differenzia dagli altri". Ci sono attività che necessitano di doti speciali che un tempo erano amministrate dalle elite più o meno preparate e che ora le masse vogliono gestire con preparazione alquanto generica.

lunedì 7 maggio 2012

Fisica: Quesiti di magneto-statica (2)

Conosco l'espressione ed il significato della legge di Ampere-Laplace? (dB)=U0(idl)x(ur)/4πr2 . Si può notare come il campo magnetico prodotto da una corrente sia inversamente proporzionale al quadrato della distanza come valeva per il campo elettrico. Dalla legge si deduce quindi che le linee di forza generate da un filo rettilineo percorso da corrente sono circolari concentriche. (U0 è la permeabilità magnetica del vuoto)
So descrivere il campo magnetico generato da una spira? Il campo magnetico di una spira percorsa da corrente si presenta con linee di forza circolari nei pressi del filo della spira, una linea di foza rettilinea passante per il centro della spira e ortogonale ad essa; si può inoltre ragionare come se le due facce della spira siano un Nord o un Sud magnetico a seconda che le linee di forza escano o entrino.
So descrivere il campo magnetico generato da un filo rettilineo indefinito? Il campo magnetico generato da un filo rettilineo indefinito ha linee di forza circolari e ha modulo (U0i)/2πr.
Conosco la definizione di Ampere? Ampere è l'intensità di quella corrente che, scorrendo su 2 fili paralleli, rettilinei, indefiniti, posti alla distanza di 1 metro, fa si che essi si attraggano con una forza di 2*10-7 N per unità di lunghezza.
So scrivere le equazioni di Maxwell per la magnetostatica? Γ(B)=U0Σi  ;  Φ(B)=0
Conosco l'enunciato del teorema di circuitazione di Ampere? La circuitazione del campo magnetico lungo un percorso chiuso qualsiasi è uguale al prodotto fra la permeabilità magnetica del vuoto e la somma algebrica delle correnti concatenate al percorso.
So spiegare cosa si intende per corrente concatenata? Una corrente si dice concatenata se taglia un numero dispari di volte una superficie aperta avente come bordo il percorso di circuitazione.
Conosco la differenza fra spira, bobina e solenoide? Una spira è un avvolgimento unico di un filo, una bobina è un insieme di spire con raggio molto superiore alla lunghezza trasversale della bobina; un solenoide è un insieme di spire con raggio molto più piccolo rispetto alla lunghezza trasversale del sistema.
Conosco le caratteristiche del campo magnetico di un solenoide? Il solenoide si caratterizza per un campo quasi uniforme all'interno e per una rarefazione delle linee di forza all'esterno che permette di affermare che il campo magnetico al di fuori del solenoide sia quasi nullo.

Fisica: Quesiti di magneto-statica

So scrivere e discutere l'espressione della forza di Lorentz? La forza di Lorentz F=(qv)x(B) è il prodotto vettoriale tra il vettore velocità (caratteristico della carica) moltiplicato per la carica, esterno il vettore Campo Magnetico (B). Il modulo della forza è quindi proporzionale al modulo della carica, alla velocità e al sin dell'angolo compreso tra i due vettori. Si può inoltre notare che se l'angolo è nullo o piatto il valore della forza di Lorentz si annulla. 
Conosco le unità di misura del campo magnetico? Ricavandole dalla formula della forza di Lorentz si trova (N/Am) che equivale al T (Tesla) anche se spesso si usa un suo sottomultiplo, ovvero G (Gauss) equivalente a 1/10000 T. 
Conosco le caratteristiche del campo magnetico? Il campo magnetico non ha monopoli magnetici in quanto un magnete ha sempre 2 poli (Nord - Sud); inoltre è caratterizzato da linee di forza chiuse. In un dipolo le linee di forza vanno dal Nord al Sud all'esterno, mentre dal Sud al Nord all'interno del magnete. 
So descrivere il moto di cariche elettriche in un campo magnetico? Una carica che attraversa una regione di campo magnetico subisce la forza di Lorentz compiendo una deviazione in un percorso circolare forzato con raggio costante. Il periodo del moto dipende soltanto dalle caratteristiche della particella e del campo magnetico. 
So spiegare il funzionamento di uno spettrometro di massa? Questo meccanismo sfrutta le differenti reazioni di cariche diverse che attraversano un campo magnetico per definirne la massa partendo da risultati noti; infatti la massa di una particella influisce su raggio e periodo della deviazione. 
So descrivere il principio di funzionamento di un ciclotrone? Il ciclotrone è un acceleratore di elettroni; è un sistema sottovuoto all'interno di un campo magnetico con due "calotte" semicilindriche di cariche diverse: l'elettrone viene attratto in una calotta, poi subisce la deviazione di B e mentre viene spinto nell'altra calotta le due vengono cambiate di carica sfruttando il periodo costante.
Conosco l'espressione della forza magnetica su di un filo percorso da corrente? F=(idl)x(B) (prodotto vettoriale tra gli elementi di corrente e il campo magnetico).
Conosco l'espressione del momento torcente su di una spira in un campo magnetico? M=(iS)x(B) (prodotto vettoriale tra la superficie della spira moltiplicata alla corrente e il campo magnetico)
So definire il momento magnetico di una spira? Il momento magnetico è un vettore che ha come modulo il prodotto tra la corrente che scorre nella spira e la superficie della spira, ha direzione perpendicolare alla spira e verso dato dalla regola della mano destra.
So definire il magnetone di Bohr? Il magnetone di Bohr è il momento magnetico dell'elettrone dell'idrogeno nell'orbita fondamentale.
So discutere le posizioni di equilibrio di una spira in un campo magnetico? Se il momento magnetico della spira ha lo stesso verso del campo magnetico si è in presenza di un equilibrio stabile; se invece il verso è opposto l'equilibrio è instabile e la spira tenderà a tornare nella posizione di cui sopra.

domenica 6 maggio 2012

Prima Guerra Mondiale: sintesi (seconda parte)

Nel febbraio 1917 cade lo Zar in Russia e si insedia un regime democratico che non riesce a tenere l'ordine nel paese; dopo alcuni mesi avrà inizio la rivoluzione e la Russia dovrà abbandonare gli alleati in guerra. Nel frattempo il Papa Benedetto XV prova a far sentire la sua voce per inviare un messaggio di pace ma, il rumore delle mitragliatrici e i boati delle bombe sono più forti. L'Italia è demoralizzata e i tedeschi l'hanno individuata come il punto debole avversario; nelle piazze italiane la gente chiede pace, la polizia spara e la stampa censura. Il 24 Ottobre 1917 una pesante offensiva austro-tedesca porta l'esercito italiano alla rotta presso Caporetto. L'attacco portato da Van Belov fece 300000 tra prigionieri, feriti e morti tra gli italiani che arretrarono per oltre 150 km fino alla linea del Piave e del monte Grappa con solo la 3° armata ancora belligerante. Cadorna accusa i soldati per questa sconfitta e vengono instaurati processi sommari ai disertori per dare l'esempio a tutti. Simile meccanismo si poteva osservare anche in Francia dove truppe estenuate dalla guerra in trincea tendevano all'insubordinazione. Gli italiani nonostante tutto resistono sul Piave dando notevole prova di coraggio e mostrando le debolezze austro-ungariche (diverse nazionalità, lontananza da casa e da fonti di approvvigionamento). Cadorna viene sostituito da Armando Diaz, un generale più realistico e che teneva maggiormente ai singoli soldati ma che non era certo un abile stratega. I soldati vengono così spinti a combattere con la promessa di compensi di vario genere. Il paese intero collabora con una maggiore produzione di armamenti da parte della grande industria mettallurgica. Cambiano le strategie di attacco favorendo reparti speciali d'assalto con incursioni mirate alla fanteria con attacchi frontali a viso aperto. La marina italiana ottiene numerosi successi con veloci motoscafi siluranti affondando diverse corazzate nemiche nel Mar Adriatico. La neonata aviazione inoltre si fa notare con i primi bombardamenti in Istria e con i primi combattimenti "dogfight" (aereo contro aereo) in cui si distingue tra le file italiane il pilota F. Baracca con 34 abbattimenti.

Prima Guerra Mondiale: sintesi (prima parte)

All'entrata in guerra dell'Italia corrisponde un periodo di stallo sul fronte occidentale e un'avanzata austriaca su quello orientale. In Italia c'è ancora ottimismo e il generale Cadorna è convinto di poter condurre una guerra lampo da concludere prima dell'inverno. L'esercito italiano contava su un milione di soldati e Cadorna credeva con la sua ferrea disciplina che il vantaggio in fanteria soppiantasse qualsiasi altro vantagio tecnico. Le prime battaglie sono per noi disastrose e dopo un po' di mesi nel maggio 1916 l'Austria attacca da Nord il fronte italiano sfruttando una migliore conoscenza delle montagne e una tattica più adeguata. Cadorna subisce l'avanzata ma l'esercito tiene le postazioni dopo un breve arretramento verso la pianura; il 9 agosto 1916 si ha la prima vittoria italiana con la conquista di Gorizia. Gli austriaci compiono atti punitivi nei confronti degli irredentisti italiani e il governo Salandra viene sostituito da quello Boselli. L'Austria fatica a combattere su 2 fronti e la Russia riesce ad avanzare; la Francia resiste nella fortezza di Verdun; in Europa comincia a crescere il disgusto per il massacro ottemperato in 2 anni di guerra e per l'uso di nuove armi quali i gas e i lanciafiamme. Per placare l'opinione pubblica cominciano trattative per un armistizio; la Germania propone una pace (con condizioni esagerate a scapito degli altri stati) per mettere le mani avanti e prendersi meno colpe del massacro. Gli Stati Uniti d'America osservano la situazione ma dopo diversi attacchi alle proprie navi commerciali da parte di sottomarini tedeschi e dopo l'affondamento di un transatlantico decidono di intervenire nel conflitto prima economicamente poi nell'ultimo anno di guerra anche con truppe e flotta.

venerdì 3 febbraio 2012

La filosofia della storia di Hegel

Il fine della storia del mondo è che "Lo spirito giunga al sapere di ciò che esso è veramente, e oggettivi questo sapere, lo realizzi facendone un mondo esistente, manifesti oggettivamente se stesso". Questo spirito che si manifesta e realizza in un mondo esistente è lo spirito del mondo che si incarna negli spiriti dei popoli che si succedono nell'avanguardia della storia. Spirito del mondo: Weltgeist; spirito del tempo: Zeitgeist. Lo spirito del mondo si incarna in quello del tempo in modo sempre diverso. Ogni tempo ha un popolo che incarna meglio lo spirito del tempo. All'interno dei popoli ci sono degli individui cosmico-storici che vengono usati dalla ragione e poi abbandonati: "astuzia della ragione" che usa personalità forti per raggiungere i suoi stadi. C'è un punto d'arrivo? Questo è un problema perché Hegel va interpretato. Alcuni (destra e hegeliana) affermano l'esistenza di un limite nella nascita dello Stato tedesco; altri (sinistra hegeliana) affermano un continuo avvicendarsi attraverso rivoluzioni della dialettica: la dialettica che continua con rivoluzioni generate dalla contraddizione. Il fine di tutto è la libertà nel mondo germanico-cristiano in cui ogni uomo sa di essere libero. In quello romano solo alcuni erano veramente liberi, nell'orientale solo uno. Per Hegel "Il diritto, la morale, lo Stato e solo essi sono la positiva realtà e soddisfazione della libertà. L'arbitrio del singolo non è libertà".

Lo stato nell'ideologia di Hegel

Lo Stato in Hegel è il dio in terra; è ciò che supera la società civile; è l'universale rispetto all'individualismo; è una totalità organica; l'individuo è membra di un corpo organico; l'uno è parte essenziale del tutto e viceversa. È una sostanza etica consapevole di sé; sostiene le scelte del singolo e le orienta; massima espressione dell'eticità; dà concretezza all'etica e alla morale sociale, è il bene comune. Non è uno Stato di diritto come in Kant, Locke, Humbolt ma è uno Stato etico che da indicazioni e dà la linea da seguire. Si stacca anche da Rousseau poiché il popolo è solo una moltitudine informe senza lo Stato: "I molti come singoli, la qual cosa s'intende volentieri per popolo, sono certamente un insieme, ma soltanto come una moltitudine, una massa informe...". Hegel rifiuta il modello contrattualistico e giusnaturalistico; lo Stato è la fonte del diritto e quindi ha potere di toglierlo. Gli aspetti giudiziari e della polizia appartengono alla società civile. Lo Stato è una monarchia costituzionale con assemblea legislativa. Lo Stato opera nelle leggi che governano; non sono gli uomini bensì le leggi a governare; lo Stato hegeliano si configura come quello che la giurisprudenza tedesca chiamò più tardi un Rechstaat, ovvero uno Stato di diritto fondato sul rispetto delle leggi e sulla salvaguardia della libertà formale dell'individuo e della sua proprietà. Hegel sostiene che la costituzione, cioè l'organizzazione dello Stato, non è il frutto di una elucubrazione a tavolino, ma qualcosa che scorga necessariamente dalla vita collettiva e storica di un popolo: "Ciò che si chiama fare una costituzione non è mai accaduto nella storia; come non si è mai fatto un codice: una costituzione si è soltanto svolta dallo spirito. Ogni popolo ha quindi la costituzione che gli è adeguata". La costituzione deve essere in sintonia con il volere del popolo in quel momento. "Lo Stato è volontà divina, come spirito presenziale, come spirito esplicantesi e reale figura e organizzazione di un mondo"; "L'ingresso di Dio nel mondo è lo Stato". Il benessere dello Stato è superiore a qualsiasi cosa. Hegel non afferma la possibilità dell'esistenza di un organismo interstatale che risolva i conflitti tra Stati poiché non c'è un giudice imparziale; la guerra è strutturale alla storia poiché lava difetti dell'umanità. Infatti il filosofo tedesco sostiene che "Il movimento dei venti preserva il mare dalla putredine, nella quale sarebbe ridotto da una quiete durevole, così la guerra preserva i popoli dalla fossilizzazione alla quale gli ridurrebbe la pace durevole o perpetua".

L'etica civile in Hegel

La società civile
Più famiglie formano uno schema che le riunisce ma che non è lo Stato. È nata nella modernità per i nuovi sistemi di lavoro; si fonda sui particolari, conserva e valorizza i bisogni che dal particolare porta ad essere universali (esalta i diritti individuali diventando un sistema quasi atomistico). È uno Stato esteriore, meccanicistico; egli critica fortemente la società civile per le sue caratteristiche. Tre ceti: agricoltori, operai dell'industria, esonerati dal lavoro (funzione amministrativa). Sta nascendo una nuova classe sociale: la plebe; coloro che nella società moderna hanno sempre nuovi bisogni ma non hanno i mezzi per soddisfarli. C'è un'universalizzazione dei bisogni ma non dei mezzi. Contraddizione della società civile è quella appena descritta. Lo Stato vero e proprio nasce come risposta alla società civile e alla sua contraddizione dell'esistenza della plebe. Hegel non arriva a teorizzare un esproprio dei mezzi privati. L'utile privato è il perno della società civile.

lunedì 30 gennaio 2012

La sinistra storica nell'Italia di fine 1800

Nel 1878 sale al soglio pontificio Leone XIII che scrive l'enciclica "Rerum Novarum" (1892); uno degli economisti che influenzò Leone XIII nella sua enciclica fu anche Toniolo. Il suo pensiero prevedeva una terza via tra socialismo e capitalismo; la proprietà privata diventa un diritto ma bisognava distinguere tra possesso e uso legittimo: non doveva esserci sfruttamento degli operai; lo Stato doveva evitare gli abusi sulla proprietà ma non doveva esonerarsi dell'intervento per far rispettare le regole. Il Papa inoltre consigliava ai cattolici di organizzarsi in associazioni anche tra operai e padroni (vale per il mondo poiché l'Italia non è ancora riconosciuta come Stato). Ci sono cattolici che però partecipano anche alle votazioni e quindi alla vita politica italiana (il Papa non aveva ancora dato via libera per queste azioni).
Crispi tenta una conciliazione (attraverso Luigi Tosti un monaco e storico) ma fallì e Crispi abolisce la religione degli insegnamenti elementari e inoltre vengono controllate le "opere pie" associazioni senza fini di lucro che la Chiesa gestiva nell'ambito dell'aiuto ai poveri. Viene abolita inoltre la tassa sul macinato; viene attuata una politica protezionistica che fa aumentare i prezzi; rimangono le tasse indirette sui consumi. Nel 1888 vengono resi elettivi sindaci e presidenti delle province; viene aumentato il numero dei votanti in sede locale (si arriva a 3 milioni di elettori); viene rafforzato il ruolo dei prefetti; viene inoltre legiferata una nuova riforma sulla sanità e sulle carceri; viene istituito un nuovo codice penale (dal ministro Zanardelli) che aboliva la pena di morte e permetteva lo sciopero (1889); vengono però limitate le libertà sindacali e vengono concessi ampi poteri alla polizia. Nel 1883 viene istituita la prima cassa nazionale per gli infortuni sul lavoro; viene inoltre intensificata la guerra doganale con la Francia (anche per la questione tunisina mai digerita dal Banco di Roma e per la questione romana che i francesi difendevano). La triplice alleanza viene giustificata per la paura della Francia. Il fenomeno irredentista viene fortemente represso dalla polizia soprattutto dopo l'attentato di Oberdan alla vita di Francesco Giuseppe. Nel 1873 si ha una crisi agraria per la forte concorrenza del grano dagli Stati Uniti; in questo periodo c'è una forte emigrazione; viene inoltre istituita un'inchiesta dal ministro Jacini che studia il problema della crisi nel nostro paese: bisognava diminuire le tasse sui prodotti e investire di più specialmente al sud; bisognava inoltre dare maggiori vantaggi alle industrie pesanti (ovvero ai borghesi e alle corti aristocratiche) con commesse anche statali (seguendo l'esempio della politica di Bismark). E i grandi proprietari terrieri fanno buoni affari con il protezionismo; si attua quindi un'alleanza tra i proprietari terrieri e gli industriali. Vengono in questo modo penalizzate le colture specializzate del sud. Come risultato si ha che le classi disagiate cadono ancora più in basso nella scala sociale; aumenta ancora di più la differenza tra Nord industrializzato e sud in crisi anche agraria.