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Visualizzazione post con etichetta Filosofia-Età moderna. Mostra tutti i post
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giovedì 14 aprile 2011

L'empirismo inglese: Locke

Empirismo in Locke
La filosofia moderna è una filosofia critica nel senso che valuta le capacità e i limiti dell'uomo. (La psicologia nascerà dagli insegnamenti di Hume che continuerà ed approfondirà le basi poste da Locke). La concentrazione si è spostata sull'intelletto umano.
Le idee semplici sono dirette dall'esperienza; quelle complesse sono combinazioni della ragione e per questo non sono garantite dall'esperienza. Idee di sensazione sono dall'esterno, di riflessione sono dall'interno (dubbio, ragionamento,...) ovvero quelle che si riferiscono al nostro spirito. Non esistono idee innate poiché le idee devono essere pensate per esistere e perciò non possono essere in potenza perché non sono pensate (per esempio nei bambini o nei selvaggi che non pensano determinate idee che noi riteniamo innate, motivo per cui i razionalisti avevano teorizzato idee in potenza di essere pensate).
Gli illuministi con il relativismo culturale erano più che altro empiristi poiché si rendevano conto che il bene e il male non sono uguali per tutti popoli. Hobbes concorda con Locke sulle capacità della ragione; inoltre viene ripreso Galileo: qualità primarie (oggettive), secondarie (soggettive).
Le idee complesse possono essere modi, sostanze, relazioni. Il rapporto causa-effetto quindi è una relazione e perciò un'idea complessa (dubitabile); anche la sostanza e dubitabile in quanto idea complessa. La sostanza è l'esistenza di un substrato X incognito che unisce i vari elementi dei corpi. Locke però non nega l'esistenza della sostanza.

La relazione tra causa ed effetto nasce da 2 esperienze separate della causa e dell'effetto ma il collegamento è posto dalla mente. Le idee generali sono quelle delle specie (uomo, felini,...) di cui non facciamo esperienza diretta ma riconosciamo una similitudine. Sono i concetti universali, sono segni convenzionali del linguaggio.

Locke - la conoscenza

Conoscenza
La conoscenza è un accordo o disaccordo tra idee: intuizione, dimostrazione, sensazione attuale. Il cogito (l'io pensante) è intuitivo; l'idea di Dio viene dimostrata posteriori in modo classico (utilizzata anche dagli illuministi deisti); le cose esterne sono garantite dalla sensazione attuale: quando si ha la sensazione della realtà esterna questa è garantita nella sua esistenza. L'esperienza passata quindi è una conoscenza probabile che si accetta secondo ragionevolezza.
Un'ulteriore conoscenza è la fede che però deve essere controllata e vagliata dalla ragione.

lunedì 28 marzo 2011

Confronto razionalismo - empirismo

Razionalismo-empirismo
Punti in comune: realtà esterna, cogito (anche se con differenze). Si parla di filosofia critica (crisi = valutazione; Kant effettuerà una filosofia valutativa nei confronti delle possibilità che la mente umana ha di conoscere). Secondo gli empiristi le rappresentazioni dei sensi sono le idee del cogito ovvero gli elementi su cui si forma il cogito. Il senso comune coincide con ciò che ha detto la filosofia realistica: le cose sono indipendenti dal pensiero. Dalle origini a Kant la filosofia è realistica; anche la scienza moderna è d'accordo. Cartesio dimostra che il mondo esiste: la sua dubitazione però è stato un primo passo verso l'idealismo, se non lo dimostrava sarebbe stato un idealista. Prima di Descartes la realtà non è dubitabile; con lui il pensiero non vede la realtà ma le sue rappresentazioni. La filosofia moderna cerca di dimostrare la realtà esterna. Nell'antichità non c'è la soggettività del conoscere quindi certezza = verità (l'uguaglianza pende più verso la verità); con gli idealisti l'uguaglianza sarà pendente più verso la certezza; con i moderni non c'è sempre corrispondenza tra certezza e verità. Con l'idealismo conosciamo solo ciò che ci dice il pensiero quindi la verità coincide con la certezza e non il contrario. L'apparato sensibile umano riceve passivamente stimoli dall'esterno; questo può essere rivelativo (empirismo) o occultante (razionalismo). Per i razionalisti le idee innate servono per oltrepassare le rappresentazioni sensibili (il cogito porta alla realtà esterna). La metafisica non è più lo studio delle cose al di là della realtà ma lo studio della realtà esterna (gnoseologia). La realtà formale è l'obiettivo: si parte dalla realtà oggettiva (cogito).
La sensibilità è contenuto della coscienza secondo gli empiristi ma anche per i razionalisti: per Cartesio il colore è un'idea, quindi la sensazione è un'idea. Si è consapevoli delle qualità sensibili. L'empirismo nega gli aspetti della ragione indipendenti dalla sensibilità; l'esperienza è data dal contenuto coscienziale della sensibilità. Sia razionalisti che empiristi convengono che la sensazione è un effetto della realtà esterna (relazione necessaria di causa-effetto). Hume affermerà che non c'è una relazione di necessità (afferma che il principio di causa effetto non porta a conseguenze necessarie).

giovedì 10 marzo 2011

Spinoza - conoscenza e notizie varie

Le azioni non bisogna interpretarle ma comprenderle; il filosofo per Spinoza è abbastanza impassibile e non cerca di cambiare cose al di fuori delle sue possibilità. Ogni determinazione è negazione: la determinazione pone dei limiti quindi esclude. Visione anti-finalista: la visione della religione è antropomorfa poiché gli uomini hanno finalità ma Dio potrebbe non averne; ci sono prove di finalismo ma anche di causalità. Rifiuto dell'idea creazionistica e di quella di emanazione (Plotino). Se l'uomo conoscesse veramente noterebbe che tutto è così da sempre: la temporalità è solo un'illusione.
Conoscenza
Ci sono conoscenze più o meno adeguate;
1) conoscenza sensibile (o immaginazione): è la più inadeguata poiché non procede per cause.
2) conoscenza razionale: più adeguata della prima poiché procede per cause (geometrica, matematica).
3) conoscenza dal punto di vista di Dio: "amor dei intellettuali"; occhio d'immediatezza che permette di vedere che tutto deriva dall'unica sostanza.
La seconda manca della visione di insieme che ha la terza; dalla vera conoscenza arriva anche una specie di beatitudine. È un ragionamento stoico poiché non punta a mutare il proprio destino ma ad accettarlo.
Trattato teologico-politico 
Anticipa l'ermeneutica: per conoscere il testo sacro bisogna utilizzare dei criteri storico-filolologici come per qualsiasi altra opera. La religione non è scienza; il suo fine è quello di ottenere l'obbedienza infatti la Bibbia è piena di superstizione. Spinoza critica inoltre l'idea dell'esistenza di un popolo eletto al dio.

lunedì 28 febbraio 2011

Spinoza (il lato puramente filosofico)

Spinoza
Nasce nella borghesia ebrea di Amsterdam. Costruisce un'etica geometrica e scrive un "Trattato teologico-politico". Incomincia a studiare per diventare rabbino ma poi cambia strada, studiando la filosofia occidentale solo più tardi. Prima di essere diseredato dalla famiglia amministrava il patrimonio anche in borsa (la sua famiglia aveva perso dei beni con brutti investimenti). L'obiettivo della sua etica e la tranquillità dell'animo; non bisogna prendersela con la sorte.
Metafisica
Ha una visione anti-finalistica di Dio (Dio filosofico). Il suo discorso parte da ciò che aveva detto Cartesio -> Dio esiste attraverso la prova ontologica; la sostanza è ciò che è di per sé e non ha bisogno di altro né per esistere né per essere pensata. Cartesio però afferma due sostanze e questo fa sì che si contraddica; l'unica sostanza è Dio e tutto quindi è in Dio. La sostanza è: increata ("causa sui"), eterna, infinita, unica. "Deus sive natura": Dio ovvero natura; poiché Dio coincide con tutta la sostanza c'è una forma di panteismo. Le manifestazioni di Dio sono infinite, ma noi ne percepiamo solo due: pensiero e estensione (attributi della sostanza).
Attributi: sono le manifestazioni della sostanza.
Modi: sono le determinazioni degli attributi (le idee per il pensiero; il di corpi per le per l'estensione).
Il modo si può solo concepire in relazione alla sostanza. Natura "naturans" e "naturata": la prima è l'attività generante, la seconda sono i prodotti della prima; Dio è tutte e due le cose insieme nello stesso tempo. Noi in quanto corpi siamo modi, in quanto a pensiero siamo attributi.
Anima-corpo
Spinoza risolve il problema dell'anima di Cartesio. (Parentesi storico-filosofica: c'è una relazione causa-effetto tra anima e corpo? gli empiristi inglesi erano scettici in generale sulla scienza e perciò pensavano che non ci fosse neanche questa relazione) Occasionalisti: evitano la ghiandola pineale di Cartesio; risolvono il problema dicendo che non c'è causalità diretta tra corpo e anima ma indiretta attraverso Dio (le idee passano attraverso Dio che le fa arrivare i corpi). Spinoza invece esclude il passaggio indiretto e lo rende diretto poichè dice che essendo noi dei modi (pensanti e corporei) la legge che li unisce è scritta nella sostanza: "Ordo et connexio rerum idem est ordo et connexio idearum" (L'ordine e la connessione delle cose è la stessa dell'ordine e della connessione delle idee).

sabato 26 febbraio 2011

Cartesio - il soggetto


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Con Cartesio non è più l'oggetto che deve essere conosciuto dal soggetto ma è l'oggetto che deve farsi conoscere dall'intelletto. Noi conosciamo le cose come le nostre facoltà del pensiero le costruiscono. Con questo cambiamento l'attenzione è spostata sull'uomo come soggetto che pensa e apprende; già il cristianesimo aveva fatto una cosa simile ma solo per l'ambito religioso. Anche gli empiristi prendono il cogito come punto di partenza ma non ritenevano valide le idee innate.
Essere oggettivo: sono le idee presenti nel cogito;
Essere formale: ciò che sta al di fuori del cogito.
Le idee sono i "cogitata" ovvero le cose pensate. Aristotele era un puro (o quasi) empirista per questo non è in accordo con il pensiero di Cartesio e della rivoluzione scientifica. Platone era più pitagorico che altro; Aristotele invece non usa molto la matematica, ma descrive ciò che percepisce.


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domenica 20 febbraio 2011

Spinoza

Spinoza
E' stato il primo ad introdurre l'ermeneutica (criteri di lettura dei testi sacri). Spinoza è un ebreo sefardita; rifugiatosi ad Amsterdam viene espulso (per le sue idee) dalla comunità ebraica prendendo l'eredità.
Lo Stato nasce da contratto sociale; ognuno aliena il minimo dei suoi diritti. La società ha il potere sui singoli. Se il cittadino propone modifica delle leggi rispettando le leggi vigenti deve essere ascoltato; lo Stato limita la libertà per motivi superiori di comunità.

Locke

Locke
La proprietà privata è un dritto ma vengono posti dei limiti; lo stato civile nasce perché lo stato di natura è una situazione incerta: ognuno aliena allo stato il diritto a farsi giustizia da sé. Locke è il padre della filosofia politica moderna: la proprietà è un diritto inviolabile (libertà di pensiero, di ribellione, di possedere qualcosa). Nella gloriosa rivoluzione inglese vi è gran parte del pensiero di Locke. Anche per Locke la giustizia è un concetto artificiale ma introduce il concetto della proprietà privata e libertà personale (esempio gli USA); gli stati europei prendono in parte il concetto di libertà di Locke e in parte un'idea di comunità socialista.
In Locke c'è il concetto di democrazia rappresentativa con l'idea di una maggioranza ovvero la società è un corpo portato avanti dalla maggioranza delle membra.
Liberismo: dottrina economica del libero mercato senza che lo Stato si intrometta.
Tolleranza: il tema nasce dalle persecuzioni religiose; gli unici non tollerabili sono i cattolici e gli atei: i primi poiché riveriscono il papa che è un sovrano straniero con potere temporale, i secondi poichè se non sono leali con Dio non lo saranno nemmeno con i concittadini e i regnanti. La politica serve per le leggi, la religione per i bisogni spirituali. Lo Stato non entra nella religione quindi Locke è contro i dettami della pace di Augusta.

Hobbes

Hobbes
L'uomo è utilitaristico e individualista e quindi gli Stati vengono formati per l'utilità e non per senso comune; homo homini lupus: guerra di tutti contro tutti poiché tutti sono titolari di tutti i diritti. Gli uomini quindi preferiscono venire a patti perdendo parte dei diritti. Ipotesi: stato di natura in cui tutti sono contro tutti; per salvarsi si trova un compromesso: lo stato civile mantiene il diritto alla vita. Patto di unione = patto di soggezione. Il patto aliena allo Stato tutti i diritti escluso quello alla vita. Hobbes ha una visione assolutistica. Il sovrano è fuori dal patto e quindi mantiene tutti i suoi diritti. La sovranità non ha origine divina ma dagli uomini che hanno rinunciato ai loro diritti.
Per Hobbes la giustizia è il rispetto del patto quindi è un concetto artificiale; nello stato di natura prevale l'istinto.

Il giusnaturalismo

Giusnaturalismo
Giusnaturalismo vuol dire andare alla ricerca di un diritto comune tra tutti gli uomini analizzando la loro natura; si cerca prevalentemente di individuare diritti per i soggetti.
Stato di natura: si contrappone allo stato di diritto (civile) poiché si basa sul diritto naturale; è lo stato in cui si trovava l'uomo prima di una qualsiasi forma di governo. Il contratto sociale serve a passare dallo stato di natura allo stato civile che è un artificio.
Lo stato di natura è una situazione; la legge naturale sono le regole che portano l'uomo a costruire lo stato civile.
Nello stato di natura vige il diritto naturale; la legge naturale invece deriva dalla razionalità umana.

sabato 19 febbraio 2011

Notizie su Cartesio - la morale

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Le idee innate hanno caratteri di perfezione; per questo difficilmente troviamo esempi nel mondo reale.
Moto giustificato dall'etere: materia corpuscolare che riempie gli spazi lasciati dagli oggetti in moto creando dei vortici.
La morale non ha regole tassative come la fisica o la matematica; la morale quindi muta nel tempo: morale provvisoria. Non bisogna cercare di affrontare la sorte, bisogna accontentarsi di intervenire solo sulle cose che sono alla propria portata.
Riguardo all'istruzione di Cartesio bisogna ricordare che studiò in un collegio di gesuiti a La Fleché; nella Spagna di Filippo II, filosofi gesuiti come Suarez avevano rianalizzato la scolastica, radicalizzando gli insegnamenti di Tommaso a proposito dei sillogismi pratici. Come gli aristotelici del tempo erano diventati dogmatici così anche i gesuiti rispetto a Tommaso.


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lunedì 14 febbraio 2011

A proposito di Galileo Galilei

Galileo
Fisica: metodo ipotetico, deduttivo, verificativo.
Astronomia: sensate esperienze.
Galileo resta nel privato credente e non vuole dimostrare nulla a proposito della fede. Con Galileo l'universo è meccanicistico, è una macchina.
Critica gli aristotelici, non Aristotele, poiché sono diventati dei dogmatici ottusi che pensano solo in sillogismi.
Esperimento del gran naviglio: vivendo sulla terra non possiamo determinare se è la Terra che è immobile e gli altri corpi celesti si muovono attorno ad essa o se invece non sia la Terra a muoversi. Supponiamo di essere su una nave molto grande sotto coperta, riusciamo capire se la nave sia partita? no se la nave è in moto rettilineo uniforme.
Per Galileo la fisica è universale poiché la materia è unica per ipotesi -> cercando di verificarlo osserva che potrebbe aver ragione -> perciò solo quando un'ipotesi è confermata diventa teoria; si parla di verifica empirica. Con il cannocchiale scoprì le imperfezioni della luna. Puntando lo strumento su Giove scopre quattro dei suoi satelliti e quindi trova un altro sistema pianeta-satelliti (come Terra-Luna). Per affermare che la Luna non è un astro lui diceva che era opaca come la Terra e le sue fasi dipendevano dall'ombra dellaTerra; inoltre scoprì le fasi di Venere (che quindi non ha luce propria). Intuisce che la Via Lattea non sia altro che un insieme di stelle e pianeti.
La natura è uniforme altrimenti non conterebbe nulla apporre le leggi. Nella sua quantificazione si avvicina al pensiero degli atomisti. Nei tomisti c'è già un'uniformità dell'universo (Lex Aeterna) quindi la tesi di Galileo sull'uso di mezzi terrestri per osservare il cielo non è così strana. Si pensava già che l'universo fosse regolato da leggi comuni quindi potesse avere una materia comune.

Esegesi storico critica di Galilei: le scritture hanno la scienza del tempo in cui sono state scritte -> bisogna storicizzarle (analisi filologica). Già Origene (padre della chiesa) aveva capito che bisognava interpretare le Sacre Scritture in base al tempo della scrittura.
Linea essenzialista: ciò che si studia in natura è verità (non come Copernico che ufficialmente faceva solo calcoli); Galileo voleva essere considerato un fisico (celeste e terrestre).

La rivoluzione scientifica

La rivoluzione scientifica
Con il Rinascimento risorge anche la magia con tradizioni religiose del Medioriente; il culto del sole egiziano viene considerevolmente ripreso. La magia è stata l'incentivo a voler cambiare a piacimento la natura.
L'esperimento è una fase del metodo; ma la cosa importante è sempre l'aspetto razionale. Il sapere scientifico è teorico-creativo perché fa uso di ipotesi (matematiche soprattutto). Vengono ripresi pitagorici per la matematica nella natura. La scienza antica qualificava, la scienza moderna quantifica. Le categorie dell'atto e della potenza descrivono qualititivamente la realtà fisica; Galileo invece usa la matematica per quantificare la realtà fisica e quindi il mutamento.
Qualità primarie dei corpi: qualità su cui si può costruire un discorso oggettivo (qualità matematiche).
La scienza spiega come si muove il cielo la Bibbia come si va in cielo. Cartesio arriverà a negare l'idea di forza perché troppo finalistica.
Tolomeo seguiva la fisica aristotelica; Copernico mette in dubbio questo modello e ciò mette a margine la terra rispetto all'universo; l'uomo perde importanza e quindi la Chiesa ostacola le nuove idee. Copernico formula la sua ipotesi sul culto del sole; pare che le sue idee fossero ancora più generali: nell'introduzione del trattato di un suo allievo fa capire che il sole al centro spiegava meglio i fenomeni dell'universo con le leggi matematiche. Però non pretendevano di avere ragione ma era solo un'ipotesi che in ambito matematico funzionava.
L'età moderna ha minato delle autorità valide per secoli: il Papa ed Aristotele. C'è anche un intreccio con la riforma del 500; Galileo è accusato di essere filo luterano come Giordano Bruno. Giordano Bruno pensava che l'universo fosse infinito e che il nostro sistema solare non era unico; senza alcuna prova ma con l'intuito: Dio è infinito quindi anche ciò che ha creato sarà infinito (era un puro teorico). Nella tradizione aristotelica per studiare il cielo non bisognava usare i mezzi che si usavano sulla terra: Galileo semplicemente usa mezzi terrestri per osservare il cielo (in questa azione Galileo compie una specie di atto di fede) quindi l'esperienza doveva essere costruita.
Nel Rinascimento alchimia e magia tenevano per sé le scoperte; la scienza moderna invece comunica le scoperte che possono avere una lettura critica e dare ad altri basi di indagine verificate.
Autonomizzazione delle scienze dalla filosofia; la natura può essere manipolata per il bene dell'uomo. L'universo poiché macchina ha pezzi che se si rompono si possono sostituire. La visione organicistica invece fa dipendere il tutto alle parti e le parti al tutto.
Si usa molto lo scambio epistolare per aggiornarsi sulle scoperte. La nuova scienza è anche teorica, poiché gli ipotesi di partenza è fondamentale; l'esperimento è la verifica delle ipotesi. Esistono anche esperimenti mentali: gran naviglio, caduta dei gravi (nell'esperimento della caduta dei gravi per creare il vuoto bisogna immaginare l'assenza di attrito). L'esperienza scientifica deve essere supportata da strumenti costruiti razionalmente (sensata esperienza).
Si cercano le leggi non le essenze; la natura ha un ordine oggettivo (per la magia invece la natura può essere influenzata nel suo ordine dall'uomo). La natura ha un ordine causale (causa efficiente): viene cancellato il finalismo e proposto il modello meccanicistico (lo spirito è quindi dimenticato? sembra sia solamente isolato).

domenica 13 febbraio 2011

Bacone

Bacone
Legame tra scienza e tecnica: sapere è potere. La tecnica secondo lui è utile all'uomo (ma non pensa possa gravare all'uomo): scrive un'opera utopica ("La nuova Atlantide") in cui la tecnica ha raggiunto i massimi livelli e il potere è in mano ai tecnici: società scientifica. Altra opera: "Novum Organum" (parte del "Instauratio Magna") in cui parla della nuova logica: profondo anti-aristotelismo ma, non riesce a completare l'opera. Il suo è un metodo induttivo (che anche Aristotele usa); non c'è una visione quantitativa della realtà (metodologia qualitativa); non ci sono leggi matematiche ma essenze di fenomeni. Non era utile alla fisica ma possibilmente a quelle scienze non numeriche (medicina, botanica,...) il suo metodo consiste di 2 momenti: Pars Destruens dove bisogna cancellare tutto ciò che è stato detto sull'argomento che si vuole studiare; Pars Construens dove si analizza il fenomeno da studiare.
I pregiudizi da cancellare sono gli "idola". I dati raccolti vengono organizzati in tavole che poi vengono utilizzate per costruire le ipotesi; poi "vindemmiatio" delle ipotesi da scartare e poi con le restanti un'esperienza mi porterà a capire l'ipotesi corretta.
Il metodo
Gli "idola": "idola tribus" sono legati alla natura umana (come voler generalizzare in fretta); gli "idola specus" (caverna = mente umana) sono legati ai singoli, alla loro educazione, alle abitudini, alle esperienze; gli "idola fori" sono legati al linguaggio e all'equivocità delle parole; gli "idola theatri" sono legati alla filosofia poiché ogni filosofo presenta il suo mondo (con le sue teorie). Per Bacone possiamo fare a meno delle cose che sappiamo già e cominciare a raccogliere dati.
Le tavole servono per annotare tutti i casi in cui il fenomeno presente o è assente (anche nelle situazioni simili a quelle in cui è presente: esempio calore del sole e non calore nella luna): tavola delle presenze, delle assenze e dei gradi: in quella dei gradi si studia come varia il fenomeno al variare di una variabile. Il metodo consiste di una vindemmiatio, di un experimento crucis e di un'ipotesi finale. Il processo porta alla causa formale del fenomeno, tenendosi lontano dalla matematica.
Schematismo latente: struttura del fenomeno statico.
Processo latente: struttura del fenomeno dinamico.
"La verità è figlia del suo tempo" la storia fa modificare le idee che gli uomini hanno sulla realtà; le spiegazioni non sono valide in termini assoluti di tempo. Anche Galileo diceva che la Bibbia era scritta secondo le conoscenze del tempo.

sabato 12 febbraio 2011

Cartesio - prove e sostanze

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Provare l'esistenza di Dio attraverso la nostra idea innata di infinito; 1) non possiamo produrre tale idea poiché siamo finiti: una cosa minore non può produrre una cosa maggiore quindi un essere infinito ci ha dato quell'idea; 2) se sono io la causa dell'idea di infinito, perché non mi sono creato infinito?
Cartesio si basa sempre sul cogito poiché è la prima verità. La certezza è nell'intuizione della mente.
Tesi idealistiche: sappiamo solo ciò che è all'interno delle nostre menti (comune nel 1800).
Dio garantisce l'esistenza delle cose estese (l'estensione è evidente poiché è quantificabile); garantisce quindi il principio di inerzia e di conservazione del moto. Il movimento ha l'origine nella creazione; Cartesio toglie tutte le forze finalistiche; il suo è un meccanicismo puro.
La sostanza è di per sé e non ha bisogno di altro né per esistere né per esser pensata (in pratica è Dio poiché le altre due dipendono da chi le ha create). Il problema più importante è come uscire dal cogito.
Parentesi kantiana: "siamo noi che imponiamo le nostre strutture mentali alla realtà".
Essendo Dio immutabile, ciò che è stato creato da Lui è altresì immutabile (principi di conservazione della fisica).


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lunedì 7 febbraio 2011

Cartesio - le idee, le altre 2 prove

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Le idee
Le idee sono contenuti del pensiero: sono gli oggetti del pensiero (non le cose reali, vere, esistenti). C'è una relazione con la realtà? Con il cogito ergo sum io non mi definisco corporeo, ma pensante. Come si esce dal cogito? Che conoscenze esistono? Tipologie di idee: 1) innate, 2) fittizie, 3) avventizie.
1) presenti nella natura dell'uomo (idee logiche, etiche-politiche); gli empiristi non le ammettono ma Cartesio è più razionalista.
2) non presenti nella realtà, frutto della fantasia.
3) sembrano venire dall'esterno della mente, da un probabile mondo reale.

Provare l'esistenza di Dio
idea di partenza (riprende la prova a priori di Anselmo d'Aosta): Dio è visto come l'essere perfettissimo; percorso: interna al cogito (innata) c'è l'idea di Dio perfettissimo quindi anche esistente quindi si prova la sua esistenza; si è trovata quindi una seconda verità (verità uguale sostanza).
Per Cartesio le sostanze sono di 3 tipi: sostanze in estese (cogito), sostanze estese (corpo), Dio.
Idea di infinito: o nostra o qualcun altro l'ha messa in noi; come abbiamo potuto avere l'idea di infinito se siamo finiti? Qualcuno deve averla messa in noi, qualcuno di infinito. Perché non ci siamo creati infiniti se avevamo questa idea di infinito? Ci ha creato Dio dandoci l'idea di infinito. Si esce dal cogito grazie a Dio che è una verità e grazie al cogito sappiamo che esiste la sostanza pensante.

Esistenza delle cose materiali

Agostino si basava sulla nostra creazione da parte di Dio, Cartesio invece afferma che Dio si basa sul cogito poiché dimostriamo la sua verità attraverso il cogito che è la nostra prima verità. Dio è il ponte per arrivare alla Res extensa; Dio è buono quindi, può essere compiaciuto che gli uomini si ingannino sulle cose materiali? No, altrimenti sarebbe cattivo. Poiché Dio è buono quindi non può ingannarci sulle cose che ci stanno intorno e quindi il mondo reale che noi osserviamo deve per forza esistere.


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Cartesio e il metodo

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Cartesio

La filosofia moderna è la filosofia del metodo. Nato nel 1596 viene educato dai gesuiti a La Fleche ma, finiti gli studi gli vengono dei dubbi poiché il metodo sillogistico non portava a nulla di nuovo; propone un metodo matematico per la filosofia ("discorso sul metodo"): meglio un metodo con poche regole che siano rispettate una volta scelte.

Il metodo
Odos = via, metodo deriva da via; è la via per arrivare alle conoscenze. Metodo è chiarezza e distinzione; il modello è Euclide, anche Spinoza e Hobbes studiano attraverso modelli geometrici.
Le regole sono quattro:
1) Evidenza: bisogna accettare solo le conoscenze chiare e distinte che superano il dubbio (sono certe ma non sono la verità); devono essere immediate, intuitive.
2) Analisi: scomporre il problema in parti semplici che verranno risolte.
3) Sintesi: dalle parti semplici risolte si risale al problema complesso.
4) Controllo: enumerazione dell'analisi e revisione della sintesi.
Applicazione del metodo: già occuparsi del metodo e non dell'oggetto è una frattura rispetto al passato; serve certezza: le conoscenze sensibili sono dubitabili ( Cartesio analizza anche il rapporto sogno-realtà). Le conoscenze matematiche possono non essere certe: potrebbe esserci un genio maligno che ci inganna che 2 + 2 = 4; quindi arriva ad un dubbio iperbolico: dubbio che investe tutto il sapere. Scetticismo? no, dubbio metodico; il metodo conduce alla verità. Cogito ergo sum: dubito quindi sono; la certezza è nel nostro essere pensante, infatti se il genio maligno ci sta ingannando, proprio perché ci sta ingannando noi esistiamo. Si può essere certi di una cosa ma non si può sapere se ciò è anche la verità (ovvero se esiste). Il corpo è una verità poiché per pensarmi come essere pensante devo esistere anche sul piano della realtà. Il nostro essere pensante è la prima verità.


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