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martedì 18 ottobre 2011

Il federalismo risorgimentale: i moderati

Federalisti moderati: Gioberti (linea neo guelfa), federalisti piemontesi (Balbo, Durando, d'Azeglio). Questi ultimi volevano il Piemonte come protagonista dell'unificazione italiana; i neo guelfi invece dicevano che fosse il papa ad unificare lo Stato.
Federalisti democratici: federalismo di Repubblica prendendo esempio degli Stati Uniti e dalla Svizzera; Cattaneo, Ferrari (più socialista nelle sue idee).
 

Neo guelfismo
La Chiesa deve avere un ruolo centrale; per i neo ghibellini (Guerrazzi, Mazzini) la Chiesa è un impedimento per l'unificazione.
Gioberti: scrisse "Del primato morale e civile degli italiani", era un abate torinese esiliato nel 1833. Missione italiana tra i popoli, l'Italia ha un primato poiché al centro del cattolicesimo; riforme ad opera dei principi che costituiscono federazione con presidente il Papa. L'opera fece scalpore e guadagnò molti strati della popolazione perché conciliava religione con patriottismo. Libro attaccato dai gesuiti: Gioberti è accusato di strumentalizzazione della Chiesa. Inoltre è accusato anche dal versante laico per la centralità del Papa.


Balbo: scrive "speranze d'Italia": federazione di Stati del Nord Italia con guida il Piemonte. L'Austria si sarebbe accontentata della carta bianca sui Balcani (già terreno di espansione della Russia).
Durando: ipotizza una confederazione di tre Stati: i Savoia al nord, i Lorena nel centro, i Borboni al sud. L'interesse politico andava a Roma, gli altri stati avevano il compito principale di combattere gli austriaci. Il comando vero e proprio sarebbe andato al Piemonte.

Influenza di Mazzini e altre idee del Risorgimento

Eventi mazziniani tra il 1820 e il 1848
  • 1833: cospirazione in Piemonte e Liguria; la rivolta fallì e ci furono 12 condanne a morte; ci furono molti esuli tra cui anche Gioberti.
  • 1834: rivolta in Savoia con Mazzini e Garibaldi: entrambi vengono condannati in contumacia a morte, Mazzini e scappa in Svizzera dove fonda la Giovine Europa, Garibaldi va in Sudamerica.
  • 1837: Mazzini viene espulso dalla Svizzera e scappa a Londra dove si avvicina al cartismo dopo una sua crisi di identità politica.
  • 1833-1845: moti ispirati a Mazzini: in Toscana, nel lombardo-veneto, nelle romagne, nel mezzogiorno.
  • 1844: spedizione dei fratelli veneziani Bandiera in Calabria per sostenere una rivolta a Cosenza; vennero scambiati per criminali consegnati alle autorità e fucilati. Le tombe sono oggi a Venezia vicino a quelle dei dogi.

Liberali e moderati: riforme con sovrani esistenti per almeno una lega doganale in Italia. Vengono fatti molti congressi scientifici soprattutto in Toscana il cui granduca Leopoldo II Lorena governava con mitezza.
Cattolici liberali: Manzoni, Rosmini, intellettuali toscani attorno alle riviste dell'epoca (Capponi, Lambruschini, Ricasoli). Chiedevano l'interruzione del rapporto tra trono e altare; chiedevano la cessazione delle ostilità al progresso da parte della Chiesa e un'elevazione dei ceti popolari; erano perplessi del potere temporale del Papa. È la prima frattura rilevante nel mondo cattolico.

lunedì 17 ottobre 2011

Leopardi: Canti, il pastore errante

Canto notturno di un pastore errante dell'Asia
Il contesto della poesia è tratto da un libro di viaggi di un nobile tedesco che aveva osservato certe tradizioni dei popoli della steppa asiatica. L'interlocutore in questo canto è la luna alla quale un pastore si rivolge in modo semplice; ogni strofa ha una rima di chiusura in "ale".
Il pastore pone subito la domanda fondamentale: cosa vale tutto questo? Il pastore osserva sempre le solite cose, monotone; il suo percorso è breve e mortale. Il moto degli astri è immortale ma ripetitivo, sempre il solito ciclo. La seconda strofa è una lunghissima frase che risponde inaspettatamente al pastore. La vita umana è paragonata ad un vecchio che si agita nonostante la fatica e alla fine la sua morte equivale alla caduta in un abisso in cui si dimentica ogni cosa. La terza strofa parla invece della nascita che ai tempi di Leopardi era un rischio molto alto sia per la madre che per il nascituro. Questa immagine della nascita è ripresa da Lucrezio. I genitori consolano il figlio appena nato perché soffre l'esistenza: perché quindi bisogna farli nascere se dopo bisogna consolarli? In ogni strofa, nel finale, la luna è la presenza che non risponde alle domande (che non possono avere risposta) ma al massimo le rilancia. La luna ha la stessa funzione della Natura nel "Dialogo della Natura e di un islandese" nelle Operette morali. La luna certo capisce la morte e ogni cosa che avviene nel mondo; il pastore invece ha solo domande a cui non riesce ad ottenere risposta. In tutto questo infinito di cose c'è un alto senso di solitudine; queste domande non se le pone un filosofo ma un semplice pastore che non ha l'egoismo di sapere le risposte. L'interlocutore cambia e diventa il gregge che è la cosa più diversa che si trova a portata di mano il pastore. Le pecore non hanno coscienza del loro male nell'esistenza; non provano noia e il pastore quasi le invidia. Il pastore in ogni attimo della sua vita non trova pace, ma non vive così male. Perché gli animali sono sereni nel riposo mentre noi ci annoiamo? Forse sarei più felice se potessi vagare tra le nubi o forse (più probabile) in qualunque stato io esista il giorno della nascita è il giorno del male.

Schleiermacher: il pensiero ermeneutico

Schleiermacher
Studia in particolare il fenomeno religioso rispetto alle altre vie per l'assoluto; qualsiasi religione va bene per lo scopo. Dedica molto studio anche all'ermeneutica filosofica: è considerato il padre dell'ermeneutica moderna, ripreso da Dilthey, Nietsche, Heidegger, Gadamer. L'ermeneutica viene applicata soprattutto negli scritti di Platone per scoprire il vero pensiero del filosofo greco (ermeneutica significa interpretazione).
Religione: è intuizione e sentimento dell'infinito; nell'intuizione finito e infinito si toccano, il sentimento è la risposta che l'uomo dà all'infinito. Prima il finito accoglie l'infinito poi gli risponde. Il finito vive il sentimento della dipendenza dall'infinito. L'ermeneutica sostiene che tutto passa attraverso parametri storici, anche la religione. Il doppio legame tra parte (finito) e tutto (infinito) presente nella religione è necessario e biunivoco. L'oggetto interpretato deve essere in uno spazio tra la familiarità e l'estraneità al soggetto interpretante. Il soggetto deve vedere l'oggetto, ma in un orizzonte non troppo vicino e nemmeno troppo lontano. Circolo ermeneutico: rapporto biunivoco tra parte e tutto; il circolo tende all'infinito. Come in una poesia: i versi fanno capire la poesia che allo stesso tempo fa capire il significato di ogni singolo verso. È inoltre un circolo che si può aprire ad insiemi sempre più grandi (spesso in riferimento al contesto storico). L'ermeneutica è figlia dell'esegesi dei testi sacri; la prima però interpreta tutto lo scibile. Inoltre l'interpretazione dipende anche dal soggetto interpretante. La storia è un grande processo di interpretazione. Anche il movimento verista o realista del 1800 non poteva veramente fotografare la realtà poiché l'autore nella scelta delle parole o delle pennellate costruiva nell'opera una sua struttura, creata con le proprie forme mentali.

La filosofia politica del romanticismo

Romanticismo politico
Volkgeist significa spirito di popolo. Filosofia politica sempre più statalistica e statolatrica (idolatria dello Stato). La nazione secondo Herder ha una missione; la guerra per Hegel è l'igiene del mondo, ogni forma di conflitto. In Italia con Mazzini il culto della nazione è tutt'uno con la liberalizzazione, la democrazia, il patriottismo. In Germania la nazione prenderà forme di miglioramento dei cittadini con la biologia anche a loro scapito.