Fichte scrive la "Dottrina della scienza" nel 1794.
Tre tipi di idealismo: soggettivo di Fichte, oggettivo di Schelling, assoluto di Hegel che sintetizza i due precedenti.
Soggettività: insieme degli io empirici; ogni uomo fa maturare l'Io assoluto che quindi coincide con la storia/cultura dell'umanità. Perché ci sia un oggetto deve esserci un essere pensante che lo pensa ma, originaria è l'autocoscienza della coscienza d'essere. L'autocoscienza è il fondamento della coscienza: il suo orizzonte è la coscienza di sé; la coscienza ha come primo oggetto se stessa. Dall'autocoscienza si deduce la vita pratica e teoretica. Il principio d'identità è posto da un essere pensante che a sua volta deve aver posto l'esistenza del suo Io; il presupposto è che prima l'Io debba affermare la sua esistenza. Io è autoctosi (Tathandlung); Tat = agente, Handlung = prodotto dell'azione stessa. I greci partivano dall'essere per arrivare all'agire, i moderni partono dall'azione per arrivare all'essere.
Principi della scienza metafisica
1) L'Io propone se stesso (tesi)
2) L'Io pone il non-Io (antitesi)
3) L'Io oppone, nell'Io, ad un io divisibile un non-io divisibile (sintesi).
Questi tre momenti sono contemporanei. Io è ponente solo se pone il non-Io (non ponente, posto), sono da sempre entrambi, sono ugualmente principi. Io e non-Io si limitano a vicenda da sempre dando io divisibili e non-io divisibili; sono sullo stesso piano assoluto sia l'Io che il non-Io. Gli io divisibili sono gli umani in quanto spirito; i non-io divisibili sono gli elementi della natura. La natura ovvero il non-Io è funzionale alla vita dell'Io, è l'ostacolo passivo che in qualche modo limita l'attività dell'Io che cerca di superarla. L'Io produce gli ostacoli che poi cerca di togliere, l'ostacolo fa crescere l'Io in libertà, in un processo infinito. L'Io è lo spirito dell'umanità. Gli io finiti hanno come meta la libertà, è una missione; la libertà è però un ideale perché l'uomo avrà sempre limiti. L'uomo tende ad umanizzare il mondo; il lavoro è un tentativo di umanizzazione.
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giovedì 27 ottobre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
Introduzione a Fichte: le opere e le idee
Johann Gottlieb Fichte
Secondo Fichte, Lutero è padre della nazione tedesca. Formula per la prima volta una totalità etica, uno Stato etico; questa idea verrà portata avanti in seguito da Hegel. La sua è una filosofia dell'azione come in Kant.
La politica in Fichte
Fichte prima di parlare di stato etico era influenzato dagli avvenimenti rivoluzionari in Francia e si avvicinava alle visioni contrattualistiche con un'accentuata riflessione sulla libertà delle persone.
"Discorsi sulla nazione tedesca" (1807-1808). Scritti dopo l'invasione napoleonica; il filosofo Luigi Pareyson dice che sono "un'opera singolare, magnifica, con un impeto dell'espressione; uno dei documenti più importanti della cultura tedesca". Tema fondamentale è l'educazione: nuova azione pedagogica per tutti: trasformare la natura psichica delle persone. Il discorso cambia: solo il popolo tedesco è adatto a questa missione educativa: il motivo è la lingua che è l'unica in Europa ad essere pura; è lingua del popolo non come in Francia e in Italia dove è parlata dall'elite (frattura tra popolo e lingua). I tedeschi sono l'incarnazione del "Urvolk" (primo popolo, popolo primitivo), non hanno preso impurezze da altri, sono puri, sono il popolo per eccellenza; "Deutsch" vuol dire popolare, del popolo (anticamente). I tedeschi sono gli unici ad avere una patria nel senso più alto che si identifica con la realtà profonda della nazione. Fichte auspica una nuova generazione tedesca rinnovata secondo la pedagogia di Pestalozzi. In quanto sede dei protestanti, di Leibniz e Kant, epicentro del romanticismo solo la Germania è la nazione eletta a realizzare l'umanità fra gli uomini: l'intellettuale deve essere il "sale della terra", la forza trainante. Scrive anche la "Missione del dotto" e la "Missione dell'uomo". Se la Germania cade cadono tutti nel mondo. Il primato è culturale - spirituale, non politico o militare; il popolo tedesco deve essere funzionale all'umanità intera; il fine è la libertà e l'uso della ragione. Divenne il testo base per lo sciovinismo tedesco che interpreta un primato di potenza invece che culturale.
Il diritto ricondotto alla moralità; il diritto è precondizione della moralità. Se la moralità fosse universalmente rispettata non servirebbe il diritto. L'individuo deve risolversi nel collettivo nazionale.
"Dottrina della scienza"; opera di Fichte molto importante. In questo caso la scienza è eguagliata alla metafisica ovvero fare scienza vuol dire trovare il principio primo di tutto: è una forma di monismo. Per la scienza il principio primo è la legge di identità, Fichte invece dice che l'io pone il principio originario: io opponente (sostanza in senso di attività). Ciò che è posto è il risultato; l'io è ponente solo se c'è un prodotto, un posto.
Secondo Fichte, Lutero è padre della nazione tedesca. Formula per la prima volta una totalità etica, uno Stato etico; questa idea verrà portata avanti in seguito da Hegel. La sua è una filosofia dell'azione come in Kant.
La politica in Fichte
Fichte prima di parlare di stato etico era influenzato dagli avvenimenti rivoluzionari in Francia e si avvicinava alle visioni contrattualistiche con un'accentuata riflessione sulla libertà delle persone.
"Discorsi sulla nazione tedesca" (1807-1808). Scritti dopo l'invasione napoleonica; il filosofo Luigi Pareyson dice che sono "un'opera singolare, magnifica, con un impeto dell'espressione; uno dei documenti più importanti della cultura tedesca". Tema fondamentale è l'educazione: nuova azione pedagogica per tutti: trasformare la natura psichica delle persone. Il discorso cambia: solo il popolo tedesco è adatto a questa missione educativa: il motivo è la lingua che è l'unica in Europa ad essere pura; è lingua del popolo non come in Francia e in Italia dove è parlata dall'elite (frattura tra popolo e lingua). I tedeschi sono l'incarnazione del "Urvolk" (primo popolo, popolo primitivo), non hanno preso impurezze da altri, sono puri, sono il popolo per eccellenza; "Deutsch" vuol dire popolare, del popolo (anticamente). I tedeschi sono gli unici ad avere una patria nel senso più alto che si identifica con la realtà profonda della nazione. Fichte auspica una nuova generazione tedesca rinnovata secondo la pedagogia di Pestalozzi. In quanto sede dei protestanti, di Leibniz e Kant, epicentro del romanticismo solo la Germania è la nazione eletta a realizzare l'umanità fra gli uomini: l'intellettuale deve essere il "sale della terra", la forza trainante. Scrive anche la "Missione del dotto" e la "Missione dell'uomo". Se la Germania cade cadono tutti nel mondo. Il primato è culturale - spirituale, non politico o militare; il popolo tedesco deve essere funzionale all'umanità intera; il fine è la libertà e l'uso della ragione. Divenne il testo base per lo sciovinismo tedesco che interpreta un primato di potenza invece che culturale.
Il diritto ricondotto alla moralità; il diritto è precondizione della moralità. Se la moralità fosse universalmente rispettata non servirebbe il diritto. L'individuo deve risolversi nel collettivo nazionale.
"Dottrina della scienza"; opera di Fichte molto importante. In questo caso la scienza è eguagliata alla metafisica ovvero fare scienza vuol dire trovare il principio primo di tutto: è una forma di monismo. Per la scienza il principio primo è la legge di identità, Fichte invece dice che l'io pone il principio originario: io opponente (sostanza in senso di attività). Ciò che è posto è il risultato; l'io è ponente solo se c'è un prodotto, un posto.
Pillole generali sul romanticismo in filosofia
Per Schelling la natura è spirito pietrificato, lo spirito è natura vivificata. Heidegger afferma che in un'opera c'è una vita propria, anche l'autore può non vedere determinate sfumature della sua creazione.
Ermeneutica deriva da Ermes: Platone affermava che Ermes è mediatore tra Dei e uomini; la conoscenza è tra ignoranza e sapienza. Gli ermeneutici prendono come riferimento quel passo del Fedro di Platone.
Due correnti di idealismo
L'idealismo gnoseologico afferma che l'oggetto è un'idea o una rappresentazione del soggetto (in questo caso sarebbe idealista anche Kant).
Idealismo assoluto o romantico afferma che l'oggetto è creato dall'io individuale; l'io è il principio di tutto; non c'è nulla che trascende l'io (spirito). È un pensiero panteistico: tutto è spirito. Sia Fichte che Schelling alla fine delle loro carriere lasceranno la corrente dell'idealismo.
Ermeneutica deriva da Ermes: Platone affermava che Ermes è mediatore tra Dei e uomini; la conoscenza è tra ignoranza e sapienza. Gli ermeneutici prendono come riferimento quel passo del Fedro di Platone.
Due correnti di idealismo
L'idealismo gnoseologico afferma che l'oggetto è un'idea o una rappresentazione del soggetto (in questo caso sarebbe idealista anche Kant).
Idealismo assoluto o romantico afferma che l'oggetto è creato dall'io individuale; l'io è il principio di tutto; non c'è nulla che trascende l'io (spirito). È un pensiero panteistico: tutto è spirito. Sia Fichte che Schelling alla fine delle loro carriere lasceranno la corrente dell'idealismo.
lunedì 17 ottobre 2011
Schleiermacher: il pensiero ermeneutico
Schleiermacher
Studia in particolare il fenomeno religioso rispetto alle altre vie per l'assoluto; qualsiasi religione va bene per lo scopo. Dedica molto studio anche all'ermeneutica filosofica: è considerato il padre dell'ermeneutica moderna, ripreso da Dilthey, Nietsche, Heidegger, Gadamer. L'ermeneutica viene applicata soprattutto negli scritti di Platone per scoprire il vero pensiero del filosofo greco (ermeneutica significa interpretazione).
Religione: è intuizione e sentimento dell'infinito; nell'intuizione finito e infinito si toccano, il sentimento è la risposta che l'uomo dà all'infinito. Prima il finito accoglie l'infinito poi gli risponde. Il finito vive il sentimento della dipendenza dall'infinito. L'ermeneutica sostiene che tutto passa attraverso parametri storici, anche la religione. Il doppio legame tra parte (finito) e tutto (infinito) presente nella religione è necessario e biunivoco. L'oggetto interpretato deve essere in uno spazio tra la familiarità e l'estraneità al soggetto interpretante. Il soggetto deve vedere l'oggetto, ma in un orizzonte non troppo vicino e nemmeno troppo lontano. Circolo ermeneutico: rapporto biunivoco tra parte e tutto; il circolo tende all'infinito. Come in una poesia: i versi fanno capire la poesia che allo stesso tempo fa capire il significato di ogni singolo verso. È inoltre un circolo che si può aprire ad insiemi sempre più grandi (spesso in riferimento al contesto storico). L'ermeneutica è figlia dell'esegesi dei testi sacri; la prima però interpreta tutto lo scibile. Inoltre l'interpretazione dipende anche dal soggetto interpretante. La storia è un grande processo di interpretazione. Anche il movimento verista o realista del 1800 non poteva veramente fotografare la realtà poiché l'autore nella scelta delle parole o delle pennellate costruiva nell'opera una sua struttura, creata con le proprie forme mentali.
Studia in particolare il fenomeno religioso rispetto alle altre vie per l'assoluto; qualsiasi religione va bene per lo scopo. Dedica molto studio anche all'ermeneutica filosofica: è considerato il padre dell'ermeneutica moderna, ripreso da Dilthey, Nietsche, Heidegger, Gadamer. L'ermeneutica viene applicata soprattutto negli scritti di Platone per scoprire il vero pensiero del filosofo greco (ermeneutica significa interpretazione).
Religione: è intuizione e sentimento dell'infinito; nell'intuizione finito e infinito si toccano, il sentimento è la risposta che l'uomo dà all'infinito. Prima il finito accoglie l'infinito poi gli risponde. Il finito vive il sentimento della dipendenza dall'infinito. L'ermeneutica sostiene che tutto passa attraverso parametri storici, anche la religione. Il doppio legame tra parte (finito) e tutto (infinito) presente nella religione è necessario e biunivoco. L'oggetto interpretato deve essere in uno spazio tra la familiarità e l'estraneità al soggetto interpretante. Il soggetto deve vedere l'oggetto, ma in un orizzonte non troppo vicino e nemmeno troppo lontano. Circolo ermeneutico: rapporto biunivoco tra parte e tutto; il circolo tende all'infinito. Come in una poesia: i versi fanno capire la poesia che allo stesso tempo fa capire il significato di ogni singolo verso. È inoltre un circolo che si può aprire ad insiemi sempre più grandi (spesso in riferimento al contesto storico). L'ermeneutica è figlia dell'esegesi dei testi sacri; la prima però interpreta tutto lo scibile. Inoltre l'interpretazione dipende anche dal soggetto interpretante. La storia è un grande processo di interpretazione. Anche il movimento verista o realista del 1800 non poteva veramente fotografare la realtà poiché l'autore nella scelta delle parole o delle pennellate costruiva nell'opera una sua struttura, creata con le proprie forme mentali.
La filosofia politica del romanticismo
Romanticismo politico
Volkgeist significa spirito di popolo. Filosofia politica sempre più statalistica e statolatrica (idolatria dello Stato). La nazione secondo Herder ha una missione; la guerra per Hegel è l'igiene del mondo, ogni forma di conflitto. In Italia con Mazzini il culto della nazione è tutt'uno con la liberalizzazione, la democrazia, il patriottismo. In Germania la nazione prenderà forme di miglioramento dei cittadini con la biologia anche a loro scapito.
Volkgeist significa spirito di popolo. Filosofia politica sempre più statalistica e statolatrica (idolatria dello Stato). La nazione secondo Herder ha una missione; la guerra per Hegel è l'igiene del mondo, ogni forma di conflitto. In Italia con Mazzini il culto della nazione è tutt'uno con la liberalizzazione, la democrazia, il patriottismo. In Germania la nazione prenderà forme di miglioramento dei cittadini con la biologia anche a loro scapito.
giovedì 13 ottobre 2011
L'idealizzazione della natura romantica
Filosofi idealisti: Fichte, Schelling, Hegel. L'istinto ludico non è solo produrre opere d'arte ma anche godere della bellezza, apprezzare l'arte. Teosofia: forma di gnosticismo, arrivare al divino con le forze umane, forma di immanentismo; non c'è identità religiosa ma ogni religione può portare al divino. Spencer fu il primo ad usare il termine evoluzionismo, prima che Darwin lo usasse in biologia; prima di tutto si parlò di evoluzione cosmica. Il positivismo come le correnti romantiche ha una visione storicistica: giustificazionismo di ogni cosa per un bene superiore. Secondo Hegel: "La guerra è un bene poiché lava tutti i mali, è un fattore rigeneratore". Dalla visione scientifica esce una natura morta, visione molto combattuta dai romantici.
Filosofia della natura
Filosofia della natura
- organicistica: la natura è una totalità organizzata nella quale le parti vivono solo in funzione del tutto;
- energetico-vitalista: la natura è una forza dinamica, vivente ed animata;
- finalistica: la natura è una realtà strutturata secondo determinati scopi, immanenti o trascendenti;
- spiritualistica: la natura è anch'essa qualcosa di intrinsecamente spirituale, ossia uno "spirito colato" o uno "spirito in divenire";
- dialettica: la natura è organizzata secondo coppie di forze opposte, formate da un polo positivo ed uno negativo, e costituenti delle unità dinamiche.
Holderlin: la filosofia del poeta romantico
Holderlin fonde gli aspetti del paesaggio tedesco con quello classico dell'Ellade per ritrovare le antiche divinità nascoste nella natura. È una natura tedesca nella realtà ma greca nell'idealità: qui si placano i tormenti del poeta. Teofania: il divino si mostra; nell'ora crepuscolare quando il sole sparisce gli dei scendono tra noi. Rappresenta la fugacità della luce ma anche la permanenza di essa.
Nel Iperione di Holderlin i temi sono l'amore per la patria, per la donna, per la natura. Iperione è un giovane greco del 1700 e cerca di combattere i turchi ma fallisce; si innamora di Diotima, poi l'abbandona per cercare una via più vera per l'ideale estetico: la natura. Fugge in montagna in Germania dove trova il contatto con la natura. Il poeta sa trovare il divino nella natura.
Nel Iperione di Holderlin i temi sono l'amore per la patria, per la donna, per la natura. Iperione è un giovane greco del 1700 e cerca di combattere i turchi ma fallisce; si innamora di Diotima, poi l'abbandona per cercare una via più vera per l'ideale estetico: la natura. Fugge in montagna in Germania dove trova il contatto con la natura. Il poeta sa trovare il divino nella natura.
lunedì 10 ottobre 2011
Il concetto dell'armonia perduta secondo Schiller
Armonia (Schiller)
Nel mondo classico uomo-natura sono unità; ora questa unità è perduta, è possibile tornare all'unità? Si va verso un'unità più matura della precedente che era ingenua; la nostra esperienza negativa ci porta ad un'unità sentimentale. È un'unità mediata, consapevole, cercata, voluta; il poeta romantico non sarà più ingenuo come quello greco. La teoria dell'armonia di Schiller è un'anticipazione di una forma dialettica. L'infanzia è il rapporto ingenuo con la natura; "Lettere sull'educazione estetica". Antichi: istinto selvaggio; moderni: istinto barbaro; contemporanei: istinto ludico. Il selvaggio ha un rapporto ingenuo, il barbaro usa la ragione e così sbaglia; bisogna trovare un compromesso tra queste due parti, una mediazione tra la forma (tipica dei barbari illuministi che usano la ragione) e il contenuto (tipico dei "selvaggi" dell'antichità): l'istinto ludico è disinteressato. Holderlin è positivo nel fatto di ritrovare il divino nella natura. Per Schiller invece il divino è perso per sempre.
Nel mondo classico uomo-natura sono unità; ora questa unità è perduta, è possibile tornare all'unità? Si va verso un'unità più matura della precedente che era ingenua; la nostra esperienza negativa ci porta ad un'unità sentimentale. È un'unità mediata, consapevole, cercata, voluta; il poeta romantico non sarà più ingenuo come quello greco. La teoria dell'armonia di Schiller è un'anticipazione di una forma dialettica. L'infanzia è il rapporto ingenuo con la natura; "Lettere sull'educazione estetica". Antichi: istinto selvaggio; moderni: istinto barbaro; contemporanei: istinto ludico. Il selvaggio ha un rapporto ingenuo, il barbaro usa la ragione e così sbaglia; bisogna trovare un compromesso tra queste due parti, una mediazione tra la forma (tipica dei barbari illuministi che usano la ragione) e il contenuto (tipico dei "selvaggi" dell'antichità): l'istinto ludico è disinteressato. Holderlin è positivo nel fatto di ritrovare il divino nella natura. Per Schiller invece il divino è perso per sempre.
Novalis: il poeta e filosofo capostipite romantico
Novalis
È la poesia che rende il poeta un poeta; la poesia dà forma l'universo e il poeta va in cerca delle "particelle" di poesia; il poeta traduce la poesia dell'universo; è un rabdomante della poesia. Il suo idealismo magico coincide con il romantizzare: "se conferisco al comune un significato alto, al quotidiano un alone di mistero, al noto l'ignoto, al finito la parvenza dell'infinito allora questo è romantizzare". Trova l'infinito nel finito, la soggettività nell'oggetto. Il mondo deve essere romantizzato per riscoprire il suo vero senso. Si vede il mondo attraverso un velo magico, il cosmo è un messaggio mistico che va interpretato, non c'è niente al di fuori, è un messaggio di un'armonia tra natura e spirito: la natura sale verso lo spirito, lo spirito scende verso essa. Unità tra spirito e natura; il poeta è il profeta di questo messaggio agli uomini.
Evoluzione di Novalis
1) fase Fichtiana (Inni alla notte): Novalis sogna di ricongiungersi con l'amata nella morte: si distrugge, la natura va soppressa in quanto è un impedimento per lo spirito. 2) (I discepoli di Sais) idealismo magico: la natura attraverso la poesia può essere indiata (fatta divenire divina, è un termine dantesco); la capacità demiurgica del poeta sublima la natura nello spirito rendendole in accordo. Il poeta è un rabdomante dello spirito all'interno dell'universo. 3) (Heinrich von Hofterdingen) Vangelo dell'armonia: presenza del divino nella fusione di spirito e natura.
Cristianesimo o Europa
L'Europa è unita nel cristianesimo; è una commossa rievocazione dell'unità europea del medioevo: credeva in un solo miracolo mistico-poetico che si esprimeva con la religione. Novalis accusa Lutero di aver distrutto l'unità europea avendo interpretato la Bibbia con la filologia (visione intellettualistica) rompendo il miracolo religioso-poetico. Per Novalis l'illuminismo è il risultato della riforma (il Luteranesimo non è poi così diverso dall'illuminismo); la rivoluzione francese è figlia della irreligiosità di Lutero. Dopo tante guerre l'Europa si riunirà in nuova agape (banchetto) colpita dalla sacra musica (aspetto molto importante per i romantici). Il nuovo cristianesimo coincide con le idee romantiche.
Fiore azzurro
È il colore della spiritualità, è l'ideale irraggiungibile ma sempre posseduto: affonda le radici ma cresce anche emanando il suo profumo. Man mano che ci avviciniamo il fiore si allontana.
È la poesia che rende il poeta un poeta; la poesia dà forma l'universo e il poeta va in cerca delle "particelle" di poesia; il poeta traduce la poesia dell'universo; è un rabdomante della poesia. Il suo idealismo magico coincide con il romantizzare: "se conferisco al comune un significato alto, al quotidiano un alone di mistero, al noto l'ignoto, al finito la parvenza dell'infinito allora questo è romantizzare". Trova l'infinito nel finito, la soggettività nell'oggetto. Il mondo deve essere romantizzato per riscoprire il suo vero senso. Si vede il mondo attraverso un velo magico, il cosmo è un messaggio mistico che va interpretato, non c'è niente al di fuori, è un messaggio di un'armonia tra natura e spirito: la natura sale verso lo spirito, lo spirito scende verso essa. Unità tra spirito e natura; il poeta è il profeta di questo messaggio agli uomini.
Evoluzione di Novalis
1) fase Fichtiana (Inni alla notte): Novalis sogna di ricongiungersi con l'amata nella morte: si distrugge, la natura va soppressa in quanto è un impedimento per lo spirito. 2) (I discepoli di Sais) idealismo magico: la natura attraverso la poesia può essere indiata (fatta divenire divina, è un termine dantesco); la capacità demiurgica del poeta sublima la natura nello spirito rendendole in accordo. Il poeta è un rabdomante dello spirito all'interno dell'universo. 3) (Heinrich von Hofterdingen) Vangelo dell'armonia: presenza del divino nella fusione di spirito e natura.
Cristianesimo o Europa
L'Europa è unita nel cristianesimo; è una commossa rievocazione dell'unità europea del medioevo: credeva in un solo miracolo mistico-poetico che si esprimeva con la religione. Novalis accusa Lutero di aver distrutto l'unità europea avendo interpretato la Bibbia con la filologia (visione intellettualistica) rompendo il miracolo religioso-poetico. Per Novalis l'illuminismo è il risultato della riforma (il Luteranesimo non è poi così diverso dall'illuminismo); la rivoluzione francese è figlia della irreligiosità di Lutero. Dopo tante guerre l'Europa si riunirà in nuova agape (banchetto) colpita dalla sacra musica (aspetto molto importante per i romantici). Il nuovo cristianesimo coincide con le idee romantiche.
Fiore azzurro
È il colore della spiritualità, è l'ideale irraggiungibile ma sempre posseduto: affonda le radici ma cresce anche emanando il suo profumo. Man mano che ci avviciniamo il fiore si allontana.
Il linguaggio per il romanticismo filosofico
Con Herder si sottolinea l'aspetto organicistico della storia e delle materie collegate. Humboldt eredita la definizione kantiana di Stato. Weltanschauung (Welt = mondo) = visione del mondo. Sono entrambi a cavallo tra le idee illuministiche e quelle romantiche.
La lingua è modellata da una visione del mondo ma la relazione è anche reciproca; questa visione del mondo coagula un popolo rispetto ad un altro. La lingua inoltre deve essere adatta a ciò che bisogna dire: i greci erano filosofi (il greco è molto ricco nel lessico), i latini erano più pratici (il latino infatti ha meno parole, ogni parola può avere più significati).
La lingua è modellata da una visione del mondo ma la relazione è anche reciproca; questa visione del mondo coagula un popolo rispetto ad un altro. La lingua inoltre deve essere adatta a ciò che bisogna dire: i greci erano filosofi (il greco è molto ricco nel lessico), i latini erano più pratici (il latino infatti ha meno parole, ogni parola può avere più significati).
venerdì 7 ottobre 2011
Il romanticismo: un periodo senza definizione
Ciò che sappiamo della realtà è ciò che pensiamo di essa. L'Io è il principio primo; Fichte spiega anche tutte le attività con l'Io, è una forma di monismo (Monos). Dal principio deriva sia l'attività teoretica che pratica.
Definire il romanticismoQualsiasi definizione limita il significato di questo periodo. Viene esaltata la ragione in senso stretto (Vernunft) mentre nell'illuminismo era esaltato l'intelletto (Verstand). È un movimento troppo ampio con caratteri anche contraddittori: è una tipicità del movimento. Esalta il sentimento ma anche la ragione; la figura dell'eroe ma anche la collettività nazionale. Recupero della religione medievale ma anche del paganesimo; il cattolicesimo era più "caldo" sentimentalmente rispetto al freddo dei protestanti. Novalis critica Lutero perché ha rotto l'unità cristiana, parla di un'unione europea o cristiana. Ritornano le divinità greche e sono presenti in tutto. Un'altra contraddizione è quella politica: il movimento dei conservatori del congresso di Vienna che è anti-libertà ma esiste anche il movimento dei liberalisti quasi spasmodici.
Sentimento
Concezione dell'infinito, sehnsucht (male del desiderare). I romantici soffrono perché non riescono a raggiungere il loro scopo ma sono contenti di questa sofferenza perché sono consapevoli e quindi superiori agli altri. Chi non soffre è inferiore.
Streben (tensione all'infinito, sforzo); residuato dell'idea di dovere.
Ironia
Tema socratico che viene ripreso dei romantici. Rendersi conto che qualsiasi cosa facciamo è finito e non l'infinito che si cercava. È ironico colui che trova la finitudine del finito.
Uguaglianza tra unità e assoluto
Come si può cogliere l'unità? La via privilegiata è l'arte; Fichte dice che è l'etica; Shelley predica la via estetica; Hegel affermerà che è la ragione dialettica; Schleiermacher invece punta sulla religione; altri invece diranno più classicamente che è l'amore.
martedì 4 ottobre 2011
Introduzione al romanticismo filosofico dopo Kant
Il periodo romantico nella filosofia
Kant lascia un problema: dualismo dell'uomo e del mondo. I romantici cercano l'unità tra i due mondi: fenomenico e noumenico. La critica del giudizio è il manifesto dei filosofi romantici. L'esperienza del bello e della finalità nella natura non riescono da sole a farci oltrepassare i limiti posti tra l'aspetto fenomenico e noumenico. Il noumeno non è mai stato negato da Kant; i noumeni sono la cosa in sé che limita la conoscenza. I post-kantiani avranno un acceso dibattito sull'esistenza dei noumeni poiché non potendoli conoscere è come se non esistessero: tutto ciò che c'è è quello che appare a me come entità trascendentale. Non c'è più realtà vera e rappresentata ma solo quest'ultima che viene creata dall' Io penso che diventa il creatore di ciò che sperimentiamo: l' Io penso diventa Io creatore. Diventa un Io assoluto (ab soluto), infinito e con molte capacità in più. Fichte radicalizza le posizioni di Kant e rende l' Io assolutizzato e produttore della realtà. L' Io è finito per via della realtà esterna ma è infinito perché la produce.
Novalis costruisce a livello poetico una teoria parallela a Fichte; parla di un idealismo magico; è il principale esponente delle idee romantiche in poesia.
Kant lascia un problema: dualismo dell'uomo e del mondo. I romantici cercano l'unità tra i due mondi: fenomenico e noumenico. La critica del giudizio è il manifesto dei filosofi romantici. L'esperienza del bello e della finalità nella natura non riescono da sole a farci oltrepassare i limiti posti tra l'aspetto fenomenico e noumenico. Il noumeno non è mai stato negato da Kant; i noumeni sono la cosa in sé che limita la conoscenza. I post-kantiani avranno un acceso dibattito sull'esistenza dei noumeni poiché non potendoli conoscere è come se non esistessero: tutto ciò che c'è è quello che appare a me come entità trascendentale. Non c'è più realtà vera e rappresentata ma solo quest'ultima che viene creata dall' Io penso che diventa il creatore di ciò che sperimentiamo: l' Io penso diventa Io creatore. Diventa un Io assoluto (ab soluto), infinito e con molte capacità in più. Fichte radicalizza le posizioni di Kant e rende l' Io assolutizzato e produttore della realtà. L' Io è finito per via della realtà esterna ma è infinito perché la produce.
Novalis costruisce a livello poetico una teoria parallela a Fichte; parla di un idealismo magico; è il principale esponente delle idee romantiche in poesia.
giovedì 29 settembre 2011
Kant: Il concetto di sublime, avanguardia del romanticismo
Il sublime
Kant parte da uno scritto di Burke (filosofo irlandese) riguardo al sublime: il bello nasce di fronte all'esperienza dell'armonia, il sublime di fronte alla smisuratezza, incommensurabilità. Dal sublime abbiamo attrazione e repulsione; fa scoprire l'infinitudine che è presente dentro di noi (altra via oltre il "tu devi"). La cosa in sé è finita ma noi la percepiamo con qualità particolari infinite. Noi abbiamo questa infinitudine perché riusciamo a pensare queste cose sublimi.
Confronto tra bello e sublime
Nel bello abbiamo una sensazione di piacere immediata che ci fa ammirare l'oggetto; nel sublime la sensazione è di "paura" ma dobbiamo rimanere per ammirare la meraviglia. Esistono due tipi di sublime. Il sublime dinamico è lo scatenamento delle forze della natura sia interne a noi che esterne; il sublime matematico si prova di fronte alla grandezza incommensurabile. Il sublime è il sentimento che nasce dal rapporto tra l'oggetto e noi.
Confronto tra bello artistico e naturale
La natura è bella quando appare come frutto di un'opera d'arte; l'opera d'arte invece è bella tanto più sembra spontanea dalla natura (l'artista non è importante). La bellezza naturale invece è bella se sembra che sia pensata-progettata.
Genio: è il talento (dono naturale) che dà la regola all'arte; poiché il talento come facoltà innata appartiene anche alla natura, si ha che: il genio è la disposizione innata dell'animo per mezzo della quale la natura da regole all'arte. Differenza tra capacità e bravura ingegneristica. L'originalità, la capacità di produrre modelli, l'impossibilità di dimostrare scientificamente il proprio operato; queste sono le qualità del genio ed è la principale differenza tra Ingegno e Genio. È la natura che offre in dono il genio.
Finalismo connaturato a noi
Esigenza di vedere il finalismo nella natura: colui che quindi amministra il tutto è un Dio architetto. Prova estetica che si unisce a quella morale. Il periodo moderno ha cercato di eliminare il finalismo (ad esempio Cartesio) ma Kant dice che la finalità serve per giustificare la vita degli organismi viventi.
Kant parte da uno scritto di Burke (filosofo irlandese) riguardo al sublime: il bello nasce di fronte all'esperienza dell'armonia, il sublime di fronte alla smisuratezza, incommensurabilità. Dal sublime abbiamo attrazione e repulsione; fa scoprire l'infinitudine che è presente dentro di noi (altra via oltre il "tu devi"). La cosa in sé è finita ma noi la percepiamo con qualità particolari infinite. Noi abbiamo questa infinitudine perché riusciamo a pensare queste cose sublimi.
Confronto tra bello e sublime
Nel bello abbiamo una sensazione di piacere immediata che ci fa ammirare l'oggetto; nel sublime la sensazione è di "paura" ma dobbiamo rimanere per ammirare la meraviglia. Esistono due tipi di sublime. Il sublime dinamico è lo scatenamento delle forze della natura sia interne a noi che esterne; il sublime matematico si prova di fronte alla grandezza incommensurabile. Il sublime è il sentimento che nasce dal rapporto tra l'oggetto e noi.
Confronto tra bello artistico e naturale
La natura è bella quando appare come frutto di un'opera d'arte; l'opera d'arte invece è bella tanto più sembra spontanea dalla natura (l'artista non è importante). La bellezza naturale invece è bella se sembra che sia pensata-progettata.
Genio: è il talento (dono naturale) che dà la regola all'arte; poiché il talento come facoltà innata appartiene anche alla natura, si ha che: il genio è la disposizione innata dell'animo per mezzo della quale la natura da regole all'arte. Differenza tra capacità e bravura ingegneristica. L'originalità, la capacità di produrre modelli, l'impossibilità di dimostrare scientificamente il proprio operato; queste sono le qualità del genio ed è la principale differenza tra Ingegno e Genio. È la natura che offre in dono il genio.
Finalismo connaturato a noi
Esigenza di vedere il finalismo nella natura: colui che quindi amministra il tutto è un Dio architetto. Prova estetica che si unisce a quella morale. Il periodo moderno ha cercato di eliminare il finalismo (ad esempio Cartesio) ma Kant dice che la finalità serve per giustificare la vita degli organismi viventi.
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lunedì 26 settembre 2011
Kant: Critica del Giudizio, base del Romanticismo
Critica del giudizio
Ultima scritta in termini temporali: 1790. Studio del sentimento: si tratta del "giudizio di gusto"; il sentimento è la facoltà con cui l'uomo fa esperienza della finalità postulata nella seconda critica. Il finalismo è un'esigenza umana, non ha valore conoscitivo ma dal punto di vista del sentimento; il finalismo ha a che fare con l'arte: il bello. È possibile unire il mondo fenomenico a quello noumenico? Nel bello i due s'incontrano.
Classificazione dei giudizi: i giudizi estetici sono riflettenti, i giudizi dell'intelletto sono determinanti (sintetici a priori). I determinanti costruiscono i fenomeni, hanno sia il particolare che l'universale; i riflettenti hanno il particolare mentre va cercato l'universale, si parte dai fenomeni già elaborati: si confronta il fenomeno con le facoltà (conoscitive e morali) per arrivare all'universale, si cerca di individuare se c'è qualcosa in comune tra fenomeno e facoltà (soprattutto pratiche), la risposta è: l'universale è il fine. Il fine è un'idea (funzione regolativa); abbiamo l'esigenza di trovarlo anche in natura visto che la nostra morale ce l'ha.
Il bello per Kant non è intrinseco: è la comunanza tra le nostre facoltà e l'oggetto che noi giudichiamo. Il piacevole è soggettivo, il bello (dovrebbe essere) è universale.
Giudizi riflettenti: estetici o teleologici. L'idea di fine è nascosta nel primo (bellezza) e in primo piano nel secondo. Questi sono fondati a priori dalla nostra mente. Nel giudizio estetico avvertiamo direttamente la finalità; nel teologico individuiamo attraverso la razionalità il fine.
Quattro caratteri del bello: disinteresse, universalità, finalità, necessità. Disinteresse: autonomia dell'arte rispetto agli altri saperi, soprattutto rispetto al buono (morale), al vero, all'utile (aspetto economico). Universalità e necessità: senza l'intervento delle forme a priori (senza la teoretica), sono un'esigenza del soggetto: il loro fondamento è la comunicabilità (universale) di quel giudizio; discorso rimasto problematico. Finalità: è senza scopo (non è contraddittorio affermare ciò), questo concetto è l'idea romantica di bellezza; scopo esterno o interno: il finalismo interno esiste per il fatto che l'oggetto è un organismo armonioso: le parti contribuiscono al tutto che è fondamentale altrettanto quanto le parti. Legame intrinseco tra le parti e il tutto: la natura quindi non è meccanica. L'universalità si fonda sulla comune struttura della mente umana. Il bello non è proprietà ontologica dell'oggetto ma confronto tra l'oggetto e il soggetto: rivoluzione copernicana dell'estetica.
Ultima scritta in termini temporali: 1790. Studio del sentimento: si tratta del "giudizio di gusto"; il sentimento è la facoltà con cui l'uomo fa esperienza della finalità postulata nella seconda critica. Il finalismo è un'esigenza umana, non ha valore conoscitivo ma dal punto di vista del sentimento; il finalismo ha a che fare con l'arte: il bello. È possibile unire il mondo fenomenico a quello noumenico? Nel bello i due s'incontrano.
Classificazione dei giudizi: i giudizi estetici sono riflettenti, i giudizi dell'intelletto sono determinanti (sintetici a priori). I determinanti costruiscono i fenomeni, hanno sia il particolare che l'universale; i riflettenti hanno il particolare mentre va cercato l'universale, si parte dai fenomeni già elaborati: si confronta il fenomeno con le facoltà (conoscitive e morali) per arrivare all'universale, si cerca di individuare se c'è qualcosa in comune tra fenomeno e facoltà (soprattutto pratiche), la risposta è: l'universale è il fine. Il fine è un'idea (funzione regolativa); abbiamo l'esigenza di trovarlo anche in natura visto che la nostra morale ce l'ha.
Il bello per Kant non è intrinseco: è la comunanza tra le nostre facoltà e l'oggetto che noi giudichiamo. Il piacevole è soggettivo, il bello (dovrebbe essere) è universale.
Giudizi riflettenti: estetici o teleologici. L'idea di fine è nascosta nel primo (bellezza) e in primo piano nel secondo. Questi sono fondati a priori dalla nostra mente. Nel giudizio estetico avvertiamo direttamente la finalità; nel teologico individuiamo attraverso la razionalità il fine.
Quattro caratteri del bello: disinteresse, universalità, finalità, necessità. Disinteresse: autonomia dell'arte rispetto agli altri saperi, soprattutto rispetto al buono (morale), al vero, all'utile (aspetto economico). Universalità e necessità: senza l'intervento delle forme a priori (senza la teoretica), sono un'esigenza del soggetto: il loro fondamento è la comunicabilità (universale) di quel giudizio; discorso rimasto problematico. Finalità: è senza scopo (non è contraddittorio affermare ciò), questo concetto è l'idea romantica di bellezza; scopo esterno o interno: il finalismo interno esiste per il fatto che l'oggetto è un organismo armonioso: le parti contribuiscono al tutto che è fondamentale altrettanto quanto le parti. Legame intrinseco tra le parti e il tutto: la natura quindi non è meccanica. L'universalità si fonda sulla comune struttura della mente umana. Il bello non è proprietà ontologica dell'oggetto ma confronto tra l'oggetto e il soggetto: rivoluzione copernicana dell'estetica.
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