"Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria" 1805
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Antonio Canova, Monumento funebre a Maria
Cristina d'Austria |
Questo complesso commemorativo utilizza figure tratte dall'iconografia funebre classica: la piramide come riferimento simbolico ma anche come organizzazione compositiva e la porta al centro con struttura trilitica.
Posiziona in alto il ritratto dell'imperatrice circondato da un serpente che si morde la coda, da sinistra nella porta entra la Pietas seguita dalla beneficenza accompagnata a sua volta da un vecchio, simbolo della vita. A destra ritrae un angelo accompagnato da un leone simbolo della forza imperiale.
"Amore e Psiche" 1788-1793
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| Antonio Canova, Amore e Psiche |
Canova in questo gruppo marmoreo ha ricercato l'estremo equilibrio tra le figure; operazione resa ancora più complessa per la divergenza delle figure che però trovano un compimento armonico nell'abbraccio. Le ali inoltre danno un senso di tensione verso l'alto contrapposto al corpo quasi abbandonato alla caduta dell'amata.
In quest'opera si può vedere l'armonia tra naturalismo e idealizzazione che formano il principio del bello; le linee di tensione interne possono rappresentare un ponte anticipato all'età che verrà: il romanticismo.
Introduzione generale
Per Antonio Canova la perfezione formale era da ricercarsi nelle forme greche classiche depurate di ogni forma di tensione superficiale: infatti lo scultore rappresenta forme mitologiche in veste di eroi moderni, gli scultori greci rappresentavano atleti.
"Paolina Borghese Bonaparte in veste di Venere vincitrice" 1808
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| Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria, Canova |
In occasione del matrimonio della sorella con il principe romano Borghese, Napoleone commissiona a Canova una rappresentazione della propria sorella. Lo scultore la interpreta rappresentandola come Venere vincitrice dalla disputa con Giunone e Pallade per il titolo della più bella tra le dee.
La sorella di Napoleone riprende un modello antico essendo distesa sul modello etrusco-romano: ha in mano una mela simbolo della sua vittoria. Da notare la superficie del marmo perfettamente levigata grazie a numerosi passaggi prima con polvere di ferro ed infine con la cera.
"La morte di Marat" 1793
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| La morte di Marat, Louis David |
Questo quadro rappresenta l'adesione di David ai principi della rivoluzione francese: egli rappresenta il rivoluzionario Marat assassinato a casa sua attraverso una tecnica che esalta la figura dell'eroe con una luce e un'ombra molto violente (citando Caravaggio). La dedica è presente nella parte frontale della tela sullo scrittoio.
"Napoleone al San Bernardo" 1800
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| Napoleone al S. Bernardo, Louis David |
David nei primi anni del 1800 diventa interprete delle esigenze di Napoleone di costruirsi un'immagine iconografica mitologica: egli quindi organizza nel quadro una rappresentazione artificiosa che non corrispondeva alla realtà di Napoleone caricando la figura di significati simbolici.
Introduzione generale
La formazione di David avviene in Italia a Roma attraverso lo studio delle opere di Raffaello: questo produce composizione chiare e semplici aventi come base continui riferimenti alla mitologia greco-romana.
"Il giuramento degli Orazi" 1785
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| Il giuramento degli Orazi, Louis David |
Il quadro descrive il momento precedente la lotta tra Orazi e Curiazi: David organizza compositivamente gli stati d'animo attraverso il disegno di tre archi sullo sfondo.
L'arco corrispondente ai 3 giovani rappresenta l'eroismo inconsapevole, l'arco al centro rappresenta la consapevolezza del padre mentre l'arco a destra presenta la disperazione delle donne familiari dei 3 giovani destinati ad una fine amara.
Principi dell'architettura neoclassica (Ledoux, Boullé, Piranesi)
- Ritorno a forme geometriche e euclidee. Si tratta di una reazione alla complessità geometrica barocca che utilizzava figure curvilinee.
- Simmetria assoluta. La simmetria assoluta trova applicazione in ambito neoclassico nel rapporto biunivoco tra pianta e prospetto di un edificio (questo principio introduce una forte rigidità nell'organizzazione degli spazi interni degli edifici).
- Utilizzo di tipi architettonici antichi.
- Introduzione di nuove funzioni nello spazio urbano. Nella città nascono nuove esigenze funzionali come la stazione dei treni o la biblioteca pubblica che non hanno una storia architettonica precedente e quindi devono essere strutturati da zero.
Linguaggio neoclassico
- superamento del linguaggio barocco. Allontanamento dagli eccessi individualistici del barocco per arrivare a definire principi di ordine universale.
- influenza dell'illuminismo. I filosofi Diderot e D'Alembert indicano il criterio tassonomico come principio di diffusione del sapere.
- riscoperta dell'antico. Viene fondata l'archeologia moderna che segue criteri scientifici per organizzare gli scavi: grazie a questi metodi vengono ritrovate Pompei e altre città del passato.
Winckelmann
- Nel 1764 il teorico Winckelmann scrive il libro "storia dell'arte dell'antichità" nel quale definisce i caratteri del periodo neoclassico.
- "l'opera d'arte deve possedere nobile semplicità e quieta grandezza". La nobile semplicità è la proporzione interna e modulare derivata dalle statue della Grecia classica. La quieta grandezza è l'evidente contrapposizione agli eccessi della tensione del periodo barocco.
- Organizza lo studio delle opere d'arte attraverso una partizione cronologica in cui l'artista è l'interprete di particolari condizioni sociopolitiche. In questo determinismo ogni opera singola possiede caratteristiche precise se letta nel suo periodo storico.
Temi fondamentali
- Nucleo fondativo. Il centro dell'arte viene collocato in un momento preciso già esistente non vi sono quindi elementi totalmente nuovi e rivoluzionari come nel precedente periodo barocco.
- "Bello ideale". È possibile sintetizzare e codificare in forme precise l'idea teorica di bellezza: in altre parole la ragione domina le pulsioni individuali dell'uomo.
- La figura dell'eroe. Attraverso l'esaltazione mitologica che ricorre ai miti classici viene proposto un'immagine arbitraria ed artificiale dei personaggi pubblici, in particolar modo di Napoleone.