Lorenzo Valla - La donazione di Costantino è un'impostura
E' l'esempio più famoso del lavoro della filologia. Valla analizza punto per punto il documento dimostrando la sua falsità. Sottolinea le incongruenze tra ciò che è stato scritto e la realtà romana e soprattutto confronta la lingua usata, troppo diversa dal latino classico.
Un'altra grande operazione la fa Erasmo da Rotterdam confrontando la "Vulgata" di Girolamo e gli originali in greco e aramaico e scoprì che la traduzione non era per nulla fedele poichè c'erano troppi errori. Il lavoro di Erasmo però venne vietato e si mantenne la "Vulgata". Un esempio di errore è: "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago" in realtà era: "E' più facile che una corda passi per la cruna di un ago".
Poggio Bracciolini - I classici scarcerati
Poggio scrive una lettera ad un suo amico in cui dice di aver ritrovato in una biblioteca libri rarissimi. La scoperta riguarda Marco Fabio Quintiliano e il suo libro "Institutio oratoria" in cui viene spiegata l'arte oratoria; quello che possedevano dell'autore era niente ad ora che avevano quel testo.
Il libro viene personificato in un carcerato liberato da Poggio. Poichè Bracciolini era ancora annoiato, andò in una biblioteca (i filologi si divertivano a vedere la muffa delle biblioteche) e scoprì altri libri di autori meno importanti. Il libro di Quintiliano lo ricopia subito e lo invia al suo amico.
Come riscoprire i classici? La filologia
I libri dell'epoca erano scritti su papiro e quindi facilmente danneggiabili; infatti si sono perse la maggior parte delle opere. La tradizione è il processo di tramandare/trascrivere le antiche opere. Nel Medioevo vengono trascritti dai monaci su pergamena e filtrati dalla mentalità cristiana. Un umanista per trovare ciò che gli interessa va a cercare nelle biblioteche dei monasteri. Poi l'umanista si preoccupa della validità del testo ottenuto o delle varie copie del libro; nasce la Filologia. La prima cosa che si fa è la collazione: bisogna venire in possesso di tutte le copie del testo voluto e confrontarle. Dopo questa analisi si riesce a ricostruire abbastanza fdelmente lo stemma: albero genealogico dei manoscritti. Dopo aver individuato quello più antico, se si hanno dei dubbi si può confrontare la lingua latina (quella romana da quella successiva). Inoltre se il dubbio è tra una versione complicata e una più facile di solito quella complessa è l'originale (Lectio difficilior). Se un manoscritto ha un buco materiale (è passato un topo a mangiarsi un pezzo di pagina) ci sono varie possibilità: se è l'unica copia, sul testo che si trascriverà si piazzeranno delle "cruces desperationis" dove manca il testo; se invece ci sono altre copie si prende spunto da queste.
Giovanni Pico della Mirandola - L'uomo, divino camaleonte
Dio ha creato l'uomo perchè ci fosse qualcun altro che fosse in grado di apprezzare il creato (Dio sembra avere problemi di autostima). Tutte le speci hanno capacità determinate ma l'uomo sembra non avere confini; anche gli angeli hanno la loro capacità particolare. Non abbiamo ricevuto nessuna particolare facoltà poichè possiamo scegliere cosa farne della nostra vita.
Marsilio Ficino - Homo Faber: il signore di tutte le arti
L'autore cerca di spiegare la differenza tra uomo ed animali. Negli animali le arti sono comuni alla specie e non ci sono progressi. L'uomo invece con il suo intelletto riesce ad imitare le cose della natura assimilandosi quasi a Dio. La natura non ci ha dato molte capacità fisiche ma l'uomo possiede capacità ceative con cui riesce a soprtavvivere e gestire altri esseri. Gli animali usano le loro arti per sopravvivere, gli umani le usano anche per provare piacere. Gli animali riescono a mala pena gestirsi; gli uomini possono prendere decisioni per se stessi, per la comunità, per lo stato ed inoltre hanno spirito di sacrificio perchè hanno coscienza di un bene superiore. Se un buon artigiano riesce a capire l'opera di un altro artista e riesce a riprodurla se ha il materiale, allora noi che conosciamo il movimento degli astri, se avessimo la capacità di malleare la materia celeste, riusciremmo ad eguagliare Dio?
Giannozzo Manetti - Elogio della vita terrena
Testo tratto da "De dignitate et excellentia hominis".
Se l'uomo è la creatura più perfetta del creato perchè Dio lo avrebbe fatto così in miseria? L'uomo è un essere razionale e in quanto tale è superiore al resto delle creature, quindi non si può affermare che sia misero. E' assurdo paragonare i prodotti degli alberi con i rifiuti prodotti dall'uomo (sudore, escrementi), infatti gli uomini per natura generano atti d'intelletto che sono la vera caratteristica umana. L'uomo fa fatica ma gode per i risultati che valgono il lavoro. Miti fondanti: peccato originale, passione di Cristo; il primo ci fa vivere in sofferenza, il secondo permette di salvarsi nell'animo. A questi concetti l'autore risponderebbe che la vita è anche svago e gioia. Nella mentalità cristiana una vita felice non è vista positivamente in prospettiva post-mortem poichè la salvezza dobbiamo in un certo senso pagarla con la sofferenza.
Umanesimo e Rinascimento
Umanesimo: dal '400 al '500 in parallelo con il rinascimento. Riscoperta della letteratura classica e dell'uomo come singolo. Materie umanistiche (studia humanitatis) sono gratuite e non hanno un fine pratico e quindi erano considerate superiori. Con l'umanesimo cambia la visione dell'uomo: dalla visione trascendente tra Dio e l'uomo ad una orizzontale con il mondo circostante. Questo cambiamento collega la nuova cultura a quella classica greco-romana non influenzata dal cristianesimo. La differenza con i medievali sta nell'interpretazione dei testi antichi: si inventa la filologia, che cerca di scoprire cosa voleva dire realmente l'autore.
Rinascimento: coscienza di essere in un'epoca diversa e più vicina alle radici della cultura classica, quindi l'epoca intermedia viene chiamata Medioevo. Ricerca del modello ideale della realtà (soprattutto a proposito dei comportamenti delle varie istituzioni e degli uomini nelle varie situazioni).
1453: i Turchi conquistano Costantinopoli. Gli imperatori d'oriente erano gli ultimi veri discendenti dell'impero romano. La loro disfatta sconvolse il mondo dell'epoca. L'impero inoltre tramandava i testi greci classici; in Europa quasi nessuno conosce il greco (è un limite per le traduzioni) ma abbastanza persone conoscono l'arabo. Aristotele lo conosciamo attraverso la traduzione araba. Caduta Costantinopoli i letterati greci scappano in Europa con le loro biblioteche e quindi in occidente si hanno a disposizione traduzioni dirette. Venezia è il vero collegamento con l'oriente: la Biblioteca Marciana è piena di quei manoscritti salvati dai turchi.
Altro aspetto di quel periodo sono i rapporti commerciali con le indie che i turchi impedivano. Nel Medioevo tutti erano convinti che il mondo fosse sferico quindi per aggirare l'ostacolo turco bastava andare ad occidente. La scoperta dell'America non sconvolge da subito ma solo nei decenni successivi. Il Mediterraneo perde la sua centralità e importanza e i paesi costieri atlantici si arrichiscono. L'Italia concentra la sua economia nel mercato del lusso e per circa un secolo resiste. Ma agli inizi del '600 finisce il momento favorevole e con esso il rinascimento.
1454: pace di Lodi stabilisce una tregua ed un equilibrio tra gli stati italiani (il trattato era stato promosso da Cosimo de Medici): Venezia, Milano, Firenze, Stato della Chiesa e Regno di Napoli. Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico e la pace si frantuma. Questo provoca nel 1494 la discesa in Italia di uno stato straniero (per la successione dinastica a Napoli); da quel momento gli stati europei si contenderanno le regioni d'Italia.
Solo a metà del 1800 l'Italia riuscirà ad unirsi in un unico stato.
La dimensione umana nei confronti di Dio è schiacciata e limitata nelle sue caratteristiche.