Le ricordanze (inizio)
Idillio scritto in età matura. Capacità notevole di far fluire immagini e suoni. Le vaghe stelle sono sia indistinte che belle; c'è un movimento continuo tra le cose esterne a lui e la sua espressione interiore. Comincia a ricordare i suoni e i colori della vita da fanciullo: sia mondo naturale che casalingo; Giacomo era intrappolato tra questi due mondi. Si ricorda i suoi sogni che chiama arcani; le sue speranze erano semplicemente illusorie. Ha una pessima opinione dei suoi concittadini che non lo capiscono. Lui ha perso la sua giovinezza in un posto che non era per lui.
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sabato 8 ottobre 2011
Leopardi: Canti, Le ricordanze
Leopardi: Canti, L'infinito
L'infinito
Contrasto tra realtà e mondo immaginario; il pretesto è la siepe in questo ermo colle. La limitazione visiva della siepe permette a Leopardi di immergersi nel suo pensiero; la sua immaginazione è nel proprio habitat in questa situazione. L'atmosfera è data anche dalla lunghezza delle parole della prima parte; prima siede ad ammirare l'infinito spaziale per poi finire a parlare dell'eternità. In questa doppia sensazione Leopardi da buon romantico è perfettamente ambientato e si lascia andare su questo mare di infinito. C'è una serie molto significativa di aggettivi dimostrativi. L'ermo colle è qui come la siepe ma poco dopo l'infinito sposta in là Leopardi, non più dov'era. Il vento riporta Giacomo dov'è e lui comprando quest'esperienza naufraga nel suo mare di pensiero. Prima il questo era un luogo finito poi l'allontanamento provocato dall'infinitudine lo porta ad identificarsi nel suo pensiero; in questo modo il questo diventa una cosa immaginaria, il suo pensiero.
Contrasto tra realtà e mondo immaginario; il pretesto è la siepe in questo ermo colle. La limitazione visiva della siepe permette a Leopardi di immergersi nel suo pensiero; la sua immaginazione è nel proprio habitat in questa situazione. L'atmosfera è data anche dalla lunghezza delle parole della prima parte; prima siede ad ammirare l'infinito spaziale per poi finire a parlare dell'eternità. In questa doppia sensazione Leopardi da buon romantico è perfettamente ambientato e si lascia andare su questo mare di infinito. C'è una serie molto significativa di aggettivi dimostrativi. L'ermo colle è qui come la siepe ma poco dopo l'infinito sposta in là Leopardi, non più dov'era. Il vento riporta Giacomo dov'è e lui comprando quest'esperienza naufraga nel suo mare di pensiero. Prima il questo era un luogo finito poi l'allontanamento provocato dall'infinitudine lo porta ad identificarsi nel suo pensiero; in questo modo il questo diventa una cosa immaginaria, il suo pensiero.
Lucrezio: De Rerum Natura, la morte non spaventa
Libro 3, versi 830-846, 847-893
"Quindi la morte non è niente per noi e non ci riguarda a condizione che la natura dell'anima sia mortale. E così come in passato non abbiamo sentito dolore mentre venivano per combatterci i cartaginesi, quando tutte le cose sconvolte dal tumulto della guerra tremarono sotto l'alto cielo e quando in dubbio c'era la vittoria, tutti gli uomini si domandavano chi avrebbe avuto il potere di terra e mare, così quando noi non saremo, quando si saranno staccati corpo e anima dai quali noi siamo creati come unità, possiamo star certi che a noi quando non saremo non accadrà nulla che possiamo percepire, sia che il mare si mescoli la terra o al cielo. E anche se dopo che l'anima si sia separata si ammetta di sentire qualcosa, non riguarderà noi perché siamo unione di anima e corpo, le sensazioni solo dell'anima non ci riguarderanno."
Prima di esistere non sentiamo nulla e così non sentiremo nulla una volta morti poiché l'unione anima corpo è dissolta. Si può anche supporre che gli atomi tornino a formare la stessa combinazione: ciò non ci riguarda perché si è perso il ricordo. Se si ha paura della decomposizione del corpo non si crede totalmente alla morte: inconsciamente si crede che qualcosa sopravviva. Lucrezio insiste molto sulle figure macabre: sembra quasi che sia lui ad avere più bisogno di rassicurazioni sulla morte.
"Quindi la morte non è niente per noi e non ci riguarda a condizione che la natura dell'anima sia mortale. E così come in passato non abbiamo sentito dolore mentre venivano per combatterci i cartaginesi, quando tutte le cose sconvolte dal tumulto della guerra tremarono sotto l'alto cielo e quando in dubbio c'era la vittoria, tutti gli uomini si domandavano chi avrebbe avuto il potere di terra e mare, così quando noi non saremo, quando si saranno staccati corpo e anima dai quali noi siamo creati come unità, possiamo star certi che a noi quando non saremo non accadrà nulla che possiamo percepire, sia che il mare si mescoli la terra o al cielo. E anche se dopo che l'anima si sia separata si ammetta di sentire qualcosa, non riguarderà noi perché siamo unione di anima e corpo, le sensazioni solo dell'anima non ci riguarderanno."
Prima di esistere non sentiamo nulla e così non sentiremo nulla una volta morti poiché l'unione anima corpo è dissolta. Si può anche supporre che gli atomi tornino a formare la stessa combinazione: ciò non ci riguarda perché si è perso il ricordo. Se si ha paura della decomposizione del corpo non si crede totalmente alla morte: inconsciamente si crede che qualcosa sopravviva. Lucrezio insiste molto sulle figure macabre: sembra quasi che sia lui ad avere più bisogno di rassicurazioni sulla morte.
venerdì 7 ottobre 2011
Il romanticismo: un periodo senza definizione
Ciò che sappiamo della realtà è ciò che pensiamo di essa. L'Io è il principio primo; Fichte spiega anche tutte le attività con l'Io, è una forma di monismo (Monos). Dal principio deriva sia l'attività teoretica che pratica.
Definire il romanticismoQualsiasi definizione limita il significato di questo periodo. Viene esaltata la ragione in senso stretto (Vernunft) mentre nell'illuminismo era esaltato l'intelletto (Verstand). È un movimento troppo ampio con caratteri anche contraddittori: è una tipicità del movimento. Esalta il sentimento ma anche la ragione; la figura dell'eroe ma anche la collettività nazionale. Recupero della religione medievale ma anche del paganesimo; il cattolicesimo era più "caldo" sentimentalmente rispetto al freddo dei protestanti. Novalis critica Lutero perché ha rotto l'unità cristiana, parla di un'unione europea o cristiana. Ritornano le divinità greche e sono presenti in tutto. Un'altra contraddizione è quella politica: il movimento dei conservatori del congresso di Vienna che è anti-libertà ma esiste anche il movimento dei liberalisti quasi spasmodici.
Sentimento
Concezione dell'infinito, sehnsucht (male del desiderare). I romantici soffrono perché non riescono a raggiungere il loro scopo ma sono contenti di questa sofferenza perché sono consapevoli e quindi superiori agli altri. Chi non soffre è inferiore.
Streben (tensione all'infinito, sforzo); residuato dell'idea di dovere.
Ironia
Tema socratico che viene ripreso dei romantici. Rendersi conto che qualsiasi cosa facciamo è finito e non l'infinito che si cercava. È ironico colui che trova la finitudine del finito.
Uguaglianza tra unità e assoluto
Come si può cogliere l'unità? La via privilegiata è l'arte; Fichte dice che è l'etica; Shelley predica la via estetica; Hegel affermerà che è la ragione dialettica; Schleiermacher invece punta sulla religione; altri invece diranno più classicamente che è l'amore.
Principi di urbanistica del 1800
Introduzione
L'urbanistica è la scienza che ha la capacità di controllare lo sviluppo della città attraverso precisi strumenti: il disegno, la capacità di previsione demografica, il controllo delle infrastrutture.
Parigi (barone Haussmann)
L'assetto viario a Parigi viene deciso dal barone Haussmann che introduce il sistema dei boulevards collegati tra di loro da rotonde costruite tutte nello stesso periodo. Questo sistema è visibile ancora oggi.
Vienna
A Vienna esisteva attorno al centro storico medievale un anello di mura continuo che occupava uno spazio notevole in larghezza. Si decide di eliminarlo in quanto inutile dal punto di vista della difesa della città rispetto alle nuove strategie militari. Al suo posto vengono collocati edifici pubblici (il teatro, la sede del Parlamento, il municipio, varie chiese,...) che risultano quindi collegati da una strada scorrevole e sono in prossimità del centro storico.
Barcellona
Barcellona si sviluppa lungo la costa. Alla fine del 1800 a causa dell'aumento demografico viene costruita una nuova città basata su Ramblas (viali a più corsie ortogonali tra loro). Queste nuove vie formano isolati urbani che saranno poi occupati progressivamente da alti palazzi.
Nuovi materiali
In questo periodo sono introdotti nuovi materiali da costruzione che modificano il volto di una città: l'acciaio viene impiegato unitamente al vetro per la costruzione del Crystal Palace dall'architetto Paxton a Londra; a Parigi nel 1889 l'ingegnere Eiffel costruisce la torre omonima che risponde formalmente alle nuove potenzialità del materiale (putrelle standard in acciaio) assemblate tra di loro.
L'urbanistica è la scienza che ha la capacità di controllare lo sviluppo della città attraverso precisi strumenti: il disegno, la capacità di previsione demografica, il controllo delle infrastrutture.
Parigi (barone Haussmann)
L'assetto viario a Parigi viene deciso dal barone Haussmann che introduce il sistema dei boulevards collegati tra di loro da rotonde costruite tutte nello stesso periodo. Questo sistema è visibile ancora oggi.
Vienna
A Vienna esisteva attorno al centro storico medievale un anello di mura continuo che occupava uno spazio notevole in larghezza. Si decide di eliminarlo in quanto inutile dal punto di vista della difesa della città rispetto alle nuove strategie militari. Al suo posto vengono collocati edifici pubblici (il teatro, la sede del Parlamento, il municipio, varie chiese,...) che risultano quindi collegati da una strada scorrevole e sono in prossimità del centro storico.
Barcellona
Barcellona si sviluppa lungo la costa. Alla fine del 1800 a causa dell'aumento demografico viene costruita una nuova città basata su Ramblas (viali a più corsie ortogonali tra loro). Queste nuove vie formano isolati urbani che saranno poi occupati progressivamente da alti palazzi.
Nuovi materiali
In questo periodo sono introdotti nuovi materiali da costruzione che modificano il volto di una città: l'acciaio viene impiegato unitamente al vetro per la costruzione del Crystal Palace dall'architetto Paxton a Londra; a Parigi nel 1889 l'ingegnere Eiffel costruisce la torre omonima che risponde formalmente alle nuove potenzialità del materiale (putrelle standard in acciaio) assemblate tra di loro.
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