"Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte" (1834-1886)
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Georges Seurat,
Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte |
Il quadro è la dimostrazione della grande distanza dei divisionisti dal metodo impressionista. Infatti Seurat rappresenta un'immagine ricostruita da lui attraverso numerosi studi e numerose visite su questo luogo di villeggiatura. La collocazione della donna al centro determina un asse di simmetria bilanciata che aiuta a leggere la posizione delle altre figure del quadro visivo. La tecnica pittorica è la collocazione di puntini direttamente sulla tela che vengono percepiti come tali da vicino e come figure intere da lontano.
Georges Seurat (divisionista, 1859-1891)
Introduzione teorica
L'obiettivo dei divisionisti era di definire una grammatica della percezione visiva fondata su basi scientifiche. Il chimico francese Cheuvrel ha stabilito che la percezione dei colori sulla retina era in funzione della distanza dell'asse visivo dall'oggetto. Maggiore era la distanza, più alto era il disturbo nella visione di due colori accostati. Egli inoltre stabilisce le caratteristiche intrinseche che determinano un colore (il tono, l'intensità ed i valori di lucentezza o opacità).
Teoria dei colori
Dalle osservazioni generali deriva la teoria dei colori che dimostra come l'area di confusione tra due colori accostati sia massima usando colori solamente primari o solamente secondari. Per aumentare la percezione della retina vengono accostati colori complementari.
Fichte scrive la "Dottrina della scienza" nel 1794.
Tre tipi di idealismo: soggettivo di Fichte, oggettivo di Schelling, assoluto di Hegel che sintetizza i due precedenti.
Soggettività: insieme degli io empirici; ogni uomo fa maturare l'Io assoluto che quindi coincide con la storia/cultura dell'umanità. Perché ci sia un oggetto deve esserci un essere pensante che lo pensa ma, originaria è l'autocoscienza della coscienza d'essere. L'autocoscienza è il fondamento della coscienza: il suo orizzonte è la coscienza di sé; la coscienza ha come primo oggetto se stessa. Dall'autocoscienza si deduce la vita pratica e teoretica. Il principio d'identità è posto da un essere pensante che a sua volta deve aver posto l'esistenza del suo Io; il presupposto è che prima l'Io debba affermare la sua esistenza. Io è autoctosi (Tathandlung); Tat = agente, Handlung = prodotto dell'azione stessa. I greci partivano dall'essere per arrivare all'agire, i moderni partono dall'azione per arrivare all'essere.
Principi della scienza metafisica
1) L'Io propone se stesso (tesi)
2) L'Io pone il non-Io (antitesi)
3) L'Io oppone, nell'Io, ad un io divisibile un non-io divisibile (sintesi).
Questi tre momenti sono contemporanei. Io è ponente solo se pone il non-Io (non ponente, posto), sono da sempre entrambi, sono ugualmente principi. Io e non-Io si limitano a vicenda da sempre dando io divisibili e non-io divisibili; sono sullo stesso piano assoluto sia l'Io che il non-Io. Gli io divisibili sono gli umani in quanto spirito; i non-io divisibili sono gli elementi della natura. La natura ovvero il non-Io è funzionale alla vita dell'Io, è l'ostacolo passivo che in qualche modo limita l'attività dell'Io che cerca di superarla. L'Io produce gli ostacoli che poi cerca di togliere, l'ostacolo fa crescere l'Io in libertà, in un processo infinito. L'Io è lo spirito dell'umanità. Gli io finiti hanno come meta la libertà, è una missione; la libertà è però un ideale perché l'uomo avrà sempre limiti. L'uomo tende ad umanizzare il mondo; il lavoro è un tentativo di umanizzazione.
Luigi Pirandello
Esponente importante della forma narrativa di inizio 1900.
Nel 1800 il romanzo si sviluppa in maniera rigogliosa in tutta Europa. Il lettore trova una storia chiara e a volte realistica; è una imitazione del mondo reale. A fine '800 e soprattutto dopo la prima guerra mondiale il personaggio diventa difficile da cogliere, viene indagato attraverso la psicologia; le azioni non sono più così chiare. Il genere del romanzo cambia sotto gli influssi della psicanalisi freudiana: non decidiamo coscientemente ma, è il nostro inconscio che fa la maggior parte del lavoro. Henri Bergson differenzia il tempo interno a noi con quello esterno, "reale": il tempo della coscienza è un gomitolo aggrovigliato, quello esterno è un filo di perle ordinato. Anche la matematica cambia: esistono proposizioni matematiche che non possono essere dimostrate; il positivismo cade leggermente a fondo.
Ognuno è convinto di essere se stesso; ognuno ha una visione diversa dell'altro. Per Pirandello: uno siamo noi, 100.000 sono i modi in cui ci vedono, nessuna è la vera identità.
Pirandello nasce nel 1867 in Sicilia da famiglia benestante, studia regolarmente e va a studiare filologia in Università a Roma ma dopo un litigio con un insegnante, si trasferisce a Bonn in Germania per finire gli studi. I suoi figli lo seguono nella carriera artistica. La vita di Pirandello è contrassegnata da due fatti drammatici: le miniere di zolfo della che la famiglia possedeva subiscono un allagamento e perdono il loro valore, a causa di ciò sua moglie impazzisce e viene rinchiusa in manicomio; questi eventi giocano ruoli molto importanti nelle sue opere. Primo romanzo di successo è il "Fu Mattia Pascal" del 1904; il suo teatro diventa subito un successo mondiale. Vince un premio Nobel ed è senatore dello Stato italiano. L'identità di una persona è uno dei principali problemi seguiti da Pirandello; siamo come ci vediamo o come ci vedono?
Publio Ovidio Nasone
Famoso per aver scritto le Metamorfosi. In quel periodo è presente la poesia elegiaca caratterizzata da: tecnica con metro distico-elegiaco che sarebbe una coppia di versi formata da un esametro e da un pentametro; composizioni non troppo brevi o lunghe; contenuto personale, racconto in prima persona secondo schemi simili a Catullo (storie d'amore a volte soddisfatte). Si forma una raccolta di poesie simili ad un libro. "Labor lime": scrivere poesie è un lavoro di fino e ricercato. Ci sono anche in Ovidio riferimenti mitologici. Autori da ricordare in questo periodo sono Tibullo e Properzio; Tibullo è forse uno dei pochi poeti pacifisti.
Ovidio nasce a Sulmona nel 43 a.C., viene avviato ad una carriera politica ma interrompe gli studi di legge per dedicarsi alla poesia; non farà parte dei poeti di Mecenate. Scrive in termini leggeri e disinvolti d'amore in un periodo in cui Augusto cerca un'atmosfera più austera. Questi provvedimenti però non avranno risultati concreti di rilievo (anche sua figlia Giulia viene esiliata). Raccolta di poesie d'amore "Amores": gioca con i temi amorosi non parla dei problemi interiori degli amanti; i comportamenti sono simili a quelli di un soldato. Le "Heroides" sono poesie scritte da donne mitologiche agli amanti (esempio: Didone ad Enea). Gli "Ars Amandi" sono tre libri in cui Ovidio spiega le tecniche di seduzione tra uomo e donna. "Remedia amoris" sono un'opera che spiega come dimenticare un'amore. "Medicamina faciei" è un manuale di cosmetica in cui spiega come truccarsi alle donne. Dopo queste opere si dedica alla produzione epica: le Metamorfosi in cui ciò che conta è la varietà di toni, è una raccolta di vicende mitologiche in cui un personaggio si trasforma e Ovidio è straordinario nella descrizione; "Fasti" sono racconti mitologici che parlano in ordine cronologico delle festività romane in relazione ad avvenimenti mitologici. Un'altra figlia di Augusto casca in tentazione (Giulia Minor) e viene mandata in esilio anche lei; Ovidio sembra coinvolto e viene esiliato a Tomi (oggi Costanza). In questo periodo scrive "Epistulae ex Ponto" e "Tristia" opere tristi che rispecchiano la sua condizione finale in esilio.