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giovedì 17 novembre 2011

Risorgimento: Gioberti e Cavour, il pensiero

Le idee di Gioberti
Papato e monarchia dovrebbero collaborare, però la chiesa è troppo temporale e di poco principio morale; la Chiesa dovrebbe fornire i principi etici, i monarchi gli eserciti. La Chiesa sostiene monarchie assolutiste e dispotiche; inoltre la Chiesa influisce ancora troppo nell'ambito del potere temporale ad esempio nell'aspetto giuridico. La Chiesa deve rinunciare ai posti dell'amministrazione della cosa pubblica ed occuparsi solo del proprio campo morale poter riprendere credibilità. Anche Gioberti parla di un'indipendenza che precede l'unità nazionale (prima liberarsi dell'influenza straniera). Il cattolicesimo deve tornare ad essere universale ma allo stesso tempo una peculiarità dell'unità nazionale italiana. Bisogna dare importanza alla storia italiana (che sostanzialmente coincide con quella cattolica). Gli italiani molto spesso si sottovalutano dimenticando la storia e le radici culturali molte volte per mancanza di volontà. I responsabili dell'unità sono il papato e il Piemonte. Il Piemonte ha anche il secondo poeta italiano che sarebbe Alfieri (giustificazione culturale della responsabilità piemontese per l'unità d'Italia).


Il pensiero di CavourL'Italia doveva essere aperta a trattati commerciali in Europa; bisognava togliere i dazi sul grano favorendo così il commercio con l'estero e proteggendosi così nei periodi di possibili carestie. Il governo piemontese deve tenersi lontano dal socialismo e dal protezionismo che sono messi sullo stesso piano da Cavour. Il socialismo porta al protezionismo poiché il proletariato da difendere lavora nelle fabbriche interne; c'è un protagonismo dello Stato che interviene profondamente in ambito socio-economico. Sia i conservatori che i socialisti puntano al protezionismo anche se da punti di vista diversi.

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